Il Riesame sui poliziotti arrestati a Milano: “Spregiudicati, da parte loro solo dichiarazioni ambigue e opache”
Le dichiarazioni rese durante l'interrogatorio di garanzia da parte di Vincenzo Compagnone sono state "ammissive dei fatti già acclarati" e "decisamente ambigue su profili significativi", tuttavia considerata la decisione del giudice per le indagini preliminari di alleggerire la misura cautelare "per chi, per relazioni oltre che per gerarchia, risulta avere avuto un ruolo primario nell'organizzazione e gestione operativa della vicenda," si ritiene "che la misura cautelare degli arresti domiciliari sia allo stato adeguata". È quanto ha scritto il Tribunale del Riesame di Milano nelle motivazioni del provvedimento con cui lo scorso 21 agosto ha scarcerato e posto agli arresti domiciliari uno dei cinque agenti della polizia locale arrestati a inizio agosto. Rimane, comunque, l'ipotesi di reato di peculato, e l'indagine per arresto illegale.
L'arresto dei 5 agenti e la concessione dei domiciliari
Compagnone era stato arrestato lo scorso 6 agosto insieme a Mattia Rignanese, Denni Dileo, Rosario Piscopo e la commissaria Ilenja Sabato. Secondo il pm Giovanni Tarzia, avrebbero fatto parte di una "squadretta" che avrebbe operato al di fuori della legge. Alla base delle contestazioni c'è un'operazione che aveva portato all'arresto di un pusher il 16 luglio scorso, ma che per l'accusa sarebbe avvenuta in modo anomalo, con un verbale falsificato e con la sparizione di 1.450 euro.
Subito dopo l'esecuzione dei provvedimenti cautelari e gli interrogatori di garanzia, il gip Elio Sparacino aveva posto ai domiciliari la commissaria Sabato. Una decisione che poi, a catena, ha portato il Tribunale del Riesame a concedere la stessa misura anche agli altri quattro indagati.
Le motivazioni del Riesame
I giudici del Riesame nella loro ordinanza hanno spiegato come le dichiarazioni rese da Compagnone durante l'interrogatorio, così "come quelle di tutti i co-indagati", presenterebbero "tratti evidenti di opacità" e sarebbero lontane "dal potersi considerare esaustive". L'agente avrebbe ammesso solo fatti già acclarati o comunque facilmente verificabili e alcune affermazioni sarebbero "decisamente ambigue su profili significativi".
È stata sottolineata anche la "spregiudicatezza dell'agire delittuoso, la dimensione della mistificazione e le risultanze investigative" che "escludono l'episodicità dei fatti". Nonostante questo, considerando appunto che il gip ha concesso i domiciliari all'ufficiale, che avrebbe avuto "un ruolo primario nella vicenda", è stata ritenuta adeguata la misura cautelare degli arresti domiciliari.