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La trappola della finta acquirente e i verbali falsificati: come avrebbero agito i 5 agenti arrestati a Milano

Cinque agenti della polizia locale sono stati arrestati a Milano: avrebbero pianificato la cessione di droga tra un uomo, che poi hanno arrestato, e una donna e avrebbero poi pianificato nei minimi dettagli l’operazione.
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Cinque agenti della polizia locale di Milano sono stati arrestati perché accusati di arresto illegale, peculato e falso ideologico. Le misure di custodia cautelare sono state eseguite ieri, giovedì 6 agosto. L'inchiesta è nata dopo la segnalazione di un avvocato, che difende un uomo arrestato dai cinque indagati il 16 luglio in un parcheggio a Corsico, in provincia di Milano.

I cinque arrestati sono l'agente Mattia Riganese, l'agente Denni Dileo, il sovraintendente Vincenzo Compagnone, la commissaria Ilenja Sabato e l'agente scelto Rosario Piscopo. La gravità delle loro azioni, come riportato nelle carte che Fanpage.it ha potuto visionare, ha avuto come conseguenza che un giudice, ignaro di quanto i cinque avrebbero architetto, sottoponesse un uomo alla custodia in carcere. Solo l'operato dell'avvocato difensore di questi e della Procura, ha permesso di arrivare alla verità.

La Procura indaga perché nel verbale di arresto – che sarebbe stato sottoscritto da tutti tranne Dileo – avrebbero scritto che una fonte gli avrebbe detto che l'uomo, che si spostava con una Opel Corsa – spacciava tra Milano e Corsico. Sulla base di queste informazioni, durante un'operazione di controllo, avrebbero individuato l'auto, parcheggiata nell'area di sosta di un distributore di benzina tra via Ludovico il Moro a Milano e via Vigevanese. Dopo un po' sarebbe arrivato l'uomo, che sarebbe salito sull'auto e ci sarebbe rimasto per alcuni minuti. Una volta sceso – a loro dire – avrebbe avuto un atteggiamento guardingo. Avrebbe iniziato a guardarsi intorno e osservare i passanti, come se "fosse in attesa dell'arrivo di qualcuno ovvero stesse verificando l'eventuale presenza delle Forze dell'Ordine".

A un certo punto, sempre stando a quanto i poliziotti hanno riportato sul verbale, forse perché si era accorto della presenza degli agenti, avrebbe chiuso lo sportello e avrebbe iniziato a scappare. Gli agenti, allora, lo avrebbero inseguito e bloccato. In quel momento, avrebbe opposto resistenza e avrebbe ancora provato a scappare. Addirittura, scrivono ancora gli investigatori, avrebbe avuto una colluttazione con Dileo. Solo dopo l'intervento degli altri, sarebbe stato immobilizzato. Poi gli avrebbero preso le chiavi dell'auto, l'avrebbero perquisito e trovato 500 grammi di droga.

Sul posto sarebbero intervenuti i cani antidroga, che avrebbero permesso di trovare dietro l'autoradio, una calza dove sarebbe stato nascosto un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e altri 10 grammi di droga. Sempre nel verbale, gli agenti avrebbero scritto che durante la perquisizione gli avrebbero trovato un cellulare che avrebbe continuato a squillare. In particolare, le telefonare sarebbero arrivate da una persona memorizzata con due nominativi e accanto "50 Buste", che per gli agenti si riferiva alla quantità di involucri destinati al confezionamento e alla vendita della droga.

Nel cellulare sarebbero state poi trovate immagini di panetti di hashish. Elementi che avrebbero portato i poliziotti, a sequestrare il cellulare. Dalla banca dati sarebbero risultati precedenti, che – insieme agli elementi raccolti – avrebbero portato all'arresto dell'uomo.

Il giorno dopo l'arresto, si è svolto l'interrogatorio di convalida e il processo per direttissima. Durante questo, l'uomo ha confermato di esser stato contattato da una ragazza, che conosceva con il nome di Sara e di averle venduto 500 grammi di hashish. La donna gli avrebbe dato 1.500 euro. Di questi 50, glieli avrebbe restituiti come rimborso "per il viaggio". Avrebbe poi detto che quei soldi gli sarebbero stati sequestrati, che alcuni degli agenti indagati li avrebbero contati in auto e si sarebbero ripresi. Parole, che sono subito risuonate strane al giudice perché nel verbale di perquisizione e sequestro, non c'era alcuna traccia di questo denaro.

Come si legge nell'ordinanza, gli indagati per non riferire che Saad avrebbe simulato l'acquisto della droga, avrebbero detto di averla trovata durante la perquisizione dell'auto dell'arrestato così da non dover evidenziare alcuna cessione.

A ogni modo, negli atti trasmessi dagli agenti c'erano: il verbale di perquisizione personale, quello di perquisizione dell'auto, il verbale di sequestro della droga e quello con cui si disponeva il sequestro del bilancino, del calzino e del materiale di confezionamento che sono stati sottoscritti da tutti gli indagati. Ancora: il verbale di perquisizione del cellulare, sottoscritto solo da Dileo e Compagnone, quello di arresto e sequestro dello smartphone che è stato sottoscritto da tutti tranne Dileo e infine quello di identificazione e dichiarazione di domicilio, che è stato sottoscritto dalla commissaria.

Dopo l'udienza di convalida, anche il difensore dell'indagato ha deciso di indagare sull'accaduto. Appena raccolto diversi elementi, ha sottoposto tutto al pubblico ministero che ha deciso di approfondire la questione. Il pm Tarzia ha ascoltato la persona arrestata e acquisito le immagini delle telecamere di sicurezza installate a Corsico e quelle del distributore che si trova in via Ludovico il Moro a Milano, che sono state acquisite anche dall'avvocato dell'uomo prima che l'impianto, dopo cinque giorni, le eliminasse. I frame hanno permesso di scoprire, come riportato nelle carte che Fanpage.it ha potuto visionare, "l'illegittimità dell'arresto". Le indagini quindi hanno permesso di dire che i verbali redatti dagli agenti sarebbero da considerarsi "ideologicamente falsi".

Durante gli accertamenti del Pm e delle forze dell'ordine, è stata trovata una telecamere installata su un palo che avrebbe dovuto inquadrare perfettamente la zona dove sarebbe stato arrestato l'uomo. Questa però, come riportato in un'annotazione del 29 luglio, sarebbe risultata "inspiegabilmente bloccata". Le immagini estratte e che fanno riferimento al periodo, che va tra le 15 e le 18:30, offrirebbero uno spaccato parziale dell'area, dato che la telecamere – che funzionava perfettamente tanto da restituire immagini nitide – risultava bloccata e orientata verso la periferia. Fino alle 17:51, la telecamera funzionerebbe solo in rare occasione e sempre in direzione della periferia senza mai offrire alcuna immagine nitida del luogo in cui sarebbe avvenuto l'arresto.

Alle 17:51, poi, il miracolo. La telecamera, come riportato sempre nelle carte che Fanpage.it ha avuto modo di leggere, riprende "inspiegabilmente, il suo corretto funzionamento". Nell'ordinanza si legge che è plausibile che possa essere stata gestita con un comando da remoto e che il gruppo potrebbero godere "del supporto di altri soggetti".

Le immagini registrate dalle telecamere del Comune di Corsico hanno poi confermato, che l'uomo arrestato si trovava lì al momento dell'operazione degli agenti.

Alla luce di quanto registrato dalle telecamere, per gli inquirenti gli agenti, con l'aiuto di questa donna, avrebbero organizzato l'appuntamento in cui è stata venduta la droga e avrebbero organizzato il tutto nei minimi particolari.

Alle 16:30, gli agenti Dileo, Piscopo, Rignanese e Compagnone – coordinati da Sabato – a bordo di un'auto di servizio, una Bmw, sono arrivati nel parcheggio di viale Liberazione a Corsico. L'auto si è poi spostata e la commissaria, sarebbe tornata verso il parcheggio a piedi fermandosi vicino a un negozio. Alle 16:36 era già stato presente l'uomo arrestato con la sua auto. Alle 16:37 si è presentata la donna, che arriva a bordo di un'Audi TT – auto di servizio della polizia locale e che non avrebbe dovuto avere in dote  -, che parcheggia vicino a un parco. I due si sono incontrati, si sono salutati con una stretta di mano e avvicinati alle auto. La donna ha preso uno zaino dal suo veicolo, si è avvicinata all'uomo e alla sua auto e dopo tre minuti – durante i quali sarebbe avvenuta la cessione di droga – si sono diretti verso l'auto della donna e poi verso una caffetteria.

Contestualmente la commissaria cammina fuori dal bar e torna l'auto di servizio che viene parcheggiata lì vicino. L'agente Piscopo raggiunge l'auto, dalla quale prende uno zaino nero. Dall'auto scendono invece Dileo e Rignanese, mentre Compagnoni arriva a piedi. Gli agenti Dileo e Compagnoni, dopo aver attraversato il parcheggio, vanno verso il parco che si trova oltre l'auto dell'uomo arrestato. Si fermano lì, in attesa del suo ritorno. Alle 16:56 l'uomo e "Sara" sarebbero tornati all'auto della donna e si sarebbero salutati.

Appena arriva vicino alla Opel Corsa, alle 16:57 arriva un uomo che chiede alla persona poi arrestata un accendino. Sempre allo stessa ora si avvicina un altro uomo, che poi con uno zaino va verso l'auto. Contestualmente la Bmw fa manovra e si sposta e lì sopraggiunge un altro uomo, che va di corsa verso la scena dell'arrestato. Sempre alla stessa ora, una famiglia con bimbi si ferma. e osserva la scena per poi spostarsi forse perché l'attività era già conclusa. Alle 16:58, l'agente con lo zaino in spalla si sposta verso l'auto e Sabato è ripresa mentre si allontana. Tutto questo, secondo il giudice che ha firmato l'ordinanza, fa credere che l'ipotetica azione di resistenza riportata da Sabato sarebbe durata una trentina di secondi. Inoltre, il momento della fuga sarebbe stato, in qualche modo ripreso, perché la telecamera non avrebbe avuto visione diretta sul luogo dell'arresto, ma nei metri vicini, sì. E nulla di tutto ciò è stato immortalato: né la fuga né l'ipotetico inseguimento.

Alle 16:59, la Commissaria si allontana a piedi e va verso una rotatoria. Un minuto dopo, l'Audi TT con cui è arrivata Asaad compie lo stesso percorso. Da qui, l'ipotesi degli inquirenti che le due donne si siano scambiate alla guida. Alle 17:08 compare l'auto di servizio guidata da Rignanese, con a bordo Dileo, Piscopo e l'arrestato mentre l'auto dell'uomo è guidata da Compagnone. Entrambe le auto vanno verso Milano, così come il veicolo di Asaad.

Alle 17:14, l'auto di servizio e la Opel Corsa arrivano al distributore di benzina in via Ludovico il Moro, vengono parcheggiati l'uno accanto all'altro e in attesa della pattuglia di polizia locale che porterà poi via l'arrestato che arriva alle 17:27 e rimane per tre minuti, prima di andare via. Durante questo intervallo, l'auto che era stata guidata da Asaad, e che sarebbe stata guidata dalla Commissaria, sarebbe transitata sulla via Lodovico il Moro e sarebbe entrata nell'area di servizio dopo che la pattuglia, che ha preso in carico l'arrestato, è andata via.

Su quest'auto, sarebbe stata presente Asaad. Per gli inquirenti, è plausibile che la commissaria abbia voluto evitare che la donna fosse vista dall'uomo arrestato. Alle 17:36, la donna sale nell'auto di servizio con Sabato, Piscopo e Dileo mentre gli altri due agenti rimangono lì per perquisire l'auto e in attesa dell'unità cinofila. Prima dell'arrivo di questa, Compagnone avrebbe preso uno zaino dall'auto dell'arrestato e l'avrebbe posizionato sull'auto portata da Asaad. Alle 18:37, l'auto di servizio sarebbe tornata al distributore di benzina. E qui, Sabato avrebbe preso lo zaino dall'Audi TT e lo avrebbe spostato sulla Bmw. Alle 18:43, dopo che la donna avrebbe salutato con maggiore confidenza l'agente Dileo, sarebbe andata via a bordo dell'Audi che sarebbe stata condotta da Compagnone.

Dopo aver concluso le attività dell'unità cinofila, vanno via anche la Bmw e l'Opel Corsa. La polizia giudiziaria ha annotato che Asaad avrebbe avuto un rapporto molto disinvolto nel gruppo soprattutto con la commissaria Sabato e con Dileo. Dagli accertamenti, è poi emerso che a maggio 2026, la squadra coordinata da Sabato, aveva effettuato una perquisizione a casa del fratello di Saad perché era stata segnalata come luogo in cui veniva venduta droga. Dalla perquisizione, però, non è emerso nulla.

Per gli investigatori, quanto emerso dalle telecamere, mostra come i cinque avrebbero "artatamente confezionato una serie di atti – il verbale di arresto e gli ulteriori verbali indicati nel paragrafo precedente- al fine di far apparire l'arresto come legittimamente avvenuto in territorio di loro competenza".

La Commissaria Sabato, avrebbe, poi trasmesso in Procura una nota con cui specificava che l'uomo avrebbe opposto resistenza e avrebbe provato a scappare. Circostanza, che non è mai stata ripresa dalla telecamere e che, anche se fosse avvenuta, lei non avrebbe potuto vedere perché al momento dell'arresto non era presente sul luogo. Nell'ordinanza si legge che è falsa anche l'ipotesi di colluttazione a meno che questa non sia avvenuta "tra soggetti che rimangono immobili e così nascosti dall'albero". In più sarebbe falso che gli agenti sarebbero intervenuti in soccorso di Dileo, dato che le immagini mostrerebbero come almeno tre indagati sono arrivati in contemporanea.

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