Chi è Matteo Perego di Cremnago, il candidato di Forza Italia per Milano: dal gruppo Armani al governo
Forza Italia mette sul tavolo il nome di Matteo Perego di Cremnago per la corsa a sindaco di Milano. L'investitura è arrivata l'11 settembre 2026 da Antonio Tajani, vicepremier e segretario nazionale del partito, durante la Festa nazionale di Forza Italia Giovani a Montesilvano.
La candidatura arriva mentre i partiti della coalizione stanno cercando di chiudere la partita per le Comunali del 2027 e mentre sul tavolo restano anche altri nomi, tra cui Maurizio Lupi e Silvia Sardone. Il presidente del Senato Ignazio La Russa, intervenuto lo stesso giorno, ha infatti ricordato che i candidati politici in campo sono tre e ha definito Perego, Sardone e Lupi "ottimi" profili.
Matteo Perego: 44 anni, milanese, ex manager
Matteo Perego di Cremnago è nato a Milano il 18 agosto 1982. Il suo percorso è meno tradizionale rispetto a quello di molti politici: prima di entrare stabilmente nelle istituzioni ha costruito una carriera nel mondo dell'impresa e del management. Si è laureato in Filosofia all'Università Statale di Milano e ha successivamente conseguito due Executive Master in Marketing e Corporate Finance alla SDA Bocconi.
Una parte significativa della sua esperienza professionale è legata a Giorgio Armani. Nel gruppo ha ricoperto diversi incarichi, dal trade marketing e customer relationship management all'e-commerce, fino a diventare General Manager di Giorgio Armani India e Chief Operating Officer di Giorgio Armani Brazil. Dopo l'esperienza manageriale è entrato nell'attività imprenditoriale della famiglia, legata allo storico cappellificio Cambiaghi, azienda fondata dal suo trisavolo.
È proprio questa combinazione tra esperienza aziendale e politica che Forza Italia starebbe puntando con Perego, mettendo al centro della sua candidatura un profilo milanese, con esperienza internazionale e manageriale, ma allo stesso tempo con una lunga presenza nelle istituzioni.
Dalla Camera al governo Meloni
L'ingresso di Perego nella politica nazionale risale alle elezioni del 2018, quando viene eletto alla Camera dei deputati nelle liste di Forza Italia. Durante la XVIII legislatura si occupa soprattutto di Difesa e politica estera e ricopre anche l'incarico di vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera.
Nel 2021 diventa vicecapogruppo del gruppo forzista a Montecitorio e nel 2022 assume la responsabilità nazionale del dipartimento Difesa di Forza Italia. Alle elezioni politiche del 2022 viene nuovamente candidato, ma non viene rieletto alla Camera. Pochi mesi dopo, tuttavia, torna al governo: dal 31 ottobre 2022 è sottosegretario di Stato alla Difesa nel governo guidato da Giorgia Meloni.
Perché Forza Italia punta su di lui
La scelta di Perego non arriva dal nulla. Il suo nome circolava da mesi nell'area del centrodestra come possibile candidato per Palazzo Marino e nelle ultime settimane ha guadagnato rapidamente posizioni. Il suo profilo è sostenuto all'interno di Forza Italia e, secondo alcune voci, avrebbe raccolto apprezzamenti anche in ambienti di Fratelli d'Italia. C'è poi un elemento personale e politico: Perego è da tempo vicino a Luigi Berlusconi, figlio di Silvio Berlusconi, che è stato anche suo testimone di nozze. Il rapporto con la famiglia Berlusconi è una componente nota del suo percorso all'interno di Forza Italia.
Sicurezza e periferie: così Perego sta già impostando la campagna
Prima ancora dell'ufficializzazione di Tajani, Perego aveva già iniziato a parlare da candidato. Il tema centrale è la sicurezza, materia particolarmente coerente con il suo attuale ruolo alla Difesa. Perego ha sostenuto la necessità di un "piano sulla sicurezza serio" e ha affermato che ai milanesi debba essere restituito il diritto di sentirsi tranquilli.
Tuttavia, il sottosegretario starebbe costruendo la propria proposta anche intorno a periferie, verde e qualità dello spazio pubblico. Sul fronte delle periferie, in particolare, la sua accusa è netta: secondo Perego il divario con il centro si sarebbe ampliato e alcune zone sarebbero state trascurate dall'amministrazione Sala. È una prima traccia di programma ancora in costruzione, ma già riconoscibile: sicurezza, periferie, verde e manutenzione urbana sono i terreni sui quali Perego intenderebbe sfidare il centrosinistra.
Quanto è conosciuto dai milanesi?
È probabilmente il principale punto interrogativo sulla sua candidatura. Perego ha un curriculum istituzionale significativo, ma non è un volto particolarmente noto della politica milanese. La sua attività recente si è, infatti, svolta soprattutto a Roma, prima alla Camera e poi al ministero della Difesa. Anche per questo, nei giorni precedenti all'annuncio di Tajani, la Lega ha manifestato perplessità sulla possibilità di affidare Palazzo Marino a un candidato che, secondo i leghisti, dovrebbe essere maggiormente riconoscibile sul territorio. È la stessa obiezione che potrebbe trasformarsi, però, nella principale sfida della sua eventuale campagna elettorale: trasformare un profilo conosciuto nei palazzi romani in un candidato riconoscibile dai milanesi.