Femminicidio Pamela Genini

“Non ha consegnato tutti gli atti dell’inchiesta”: Francesco Dolci denunciato dalla sua ex avvocata per diffamazione

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L'avvocata Eleonora Prandi e Francesco Dolci
L’avvocata Eleonora Prandi ha denunciato Francesco Dolci per diffamazione. Il 41enne, unico indagato per la profanazione del cadavere di Pamela Genini, l’avrebbe accusata di non aver trasmesso tutti gli atti dell’inchiesta al suo successore.

Francesco Dolci, l'unico indagato nell'inchiesta della Procura di Bergamo per vilipendio di cadavere e furto della testa di Pamela Genini, è stato denunciato dalla sua ex avvocata Eleonora Prandi. Il 41enne di Sant’Omobono Terme avrebbe accusato la legale di non aver trasmesso tutti gli atti del fascicolo al suo successore, l'avvocato Pierpaolo Cassarà. Accusa che Prandi respinge, assicurando di poter dimostrare di aver consegnato tutto. Come confermato a Fanpage.it, lo ha quindi denunciato ai carabinieri per diffamazione a mezzo stampa.

Il cambio di avvocati di Dolci e la denuncia

Il cambio di strategia nella difesa di Dolci era arrivato a inizio luglio. Il 41enne è l'unico indagato per la profanazione del cadavere di Genini, la 29enne che il 15 ottobre 2025 era stata uccisa a Milano dal suo ex compagno Gianluca Soncin. La sua tomba, custodita al cimitero di Strozza, era stata aperta e la testa tagliata e rubata.

Come aveva spiegato Cassarà a Fanpage.it, dall'analisi del fascicolo d'indagine sarebbero emersi "elementi già presenti agli atti, ma mai valorizzati" e altri elementi che sarebbero, a suo avviso, favorevoli alla posizione di Dolci che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti. Tuttavia, il 41enne avrebbe accusato la sua ex avvocata Prandi di non aver consegnato tutti gli atti del fascicolo a Cassarà. Cosa che, se confermata, porterebbe a serie conseguenze per la legale dal punto di vista professionale. Prandi, però, ha respinto l'accusa, decidendo invece di denunciare il suo ex assistito per diffamazione.

Le indagini sulla profanazione della tomba

La profanazione della tomba di Genini era stata scoperta il 23 marzo 2026. Tuttavia, secondo i risultati degli esami medico legali, l'atto in sé andrebbe collocato tra il 27 ottobre e il 2 novembre, ovvero pochi giorni dopo il funerale della 29enne. Le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza in quei giorni molto probabilmente non si potranno mai vedere, perché ormai cancellati in automatico dal sistema.

Gli investigatori coordinati dal pm Giancarlo Mancusi, però, hanno potuto esaminare i filmati relativi ai giorni appena precedenti alla scoperta della profanazione. Nel corso delle indagini era emersa una certa "ossessione" di Dolci nei confronti di Genini e tra il 16 e il 23 marzo il 41enne avrebbe aumentato la frequenza delle sue visite alla tomba della giovane donna.

Le analisi effettuate sul retro della lapide che chiudeva il loculo in cui si trovava la bara avrebbero evidenziato alcune impronte digitali. Si tratta di un elemento che sarebbe stato maneggiato da diverse persone, come gli operai del cimitero, ma probabilmente anche dall'autore della profanazione. Dolci si sarebbe dichiarato disponibile a fornire le sue impronte per un confronto, ma chiedendo al pubblico ministero di poterlo fare solo dopo il deposito dell'incidente probatorio.

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