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“Trasporti gratis fino a 16 anni e abbonamento a 50 euro per lavoratori essenziali”: l’idea di Pacini per Milano

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Lorenzo Pacini
Lorenzo Pacini, assessore del Pd al Municipio 1 e candidato sindaco del centrosinistra, propone nuove tariffe Atm: 50 euro per i lavoratori essenziali, gratis fino a 16 anni e più sconti legati al reddito. Ma altrove alcune misure esistono già.

Portare a 50 euro l'anno l'abbonamento Atm (Azienda Trasporti Milanesi) per chi lavora nei servizi essenziali, rendere gratuiti i mezzi pubblici fino a 16 anni e concentrare le agevolazioni sugli anziani con redditi più bassi. È questa, in sintesi, la proposta lanciata da Lorenzo Pacini, assessore del Pd al Municipio 1 e candidato sindaco del centrosinistra, per ripensare il sistema tariffario del trasporto pubblico milanese. Un'idea che punta a spostare il baricentro delle agevolazioni dall'età al reddito e alla funzione sociale svolta nella città. L'idea è politicamente interessante, ma definirla una "rivoluzione" richiede qualche cautela. Soprattutto perché diverse parti della proposta hanno già precedenti in Italia e in Europa.

Under 16: a Milano sarebbe una novità, altrove no

Pacini propone di rendere gratuito il trasporto pubblico fino al compimento dei 16 anni, superando l'attuale gratuità per gli under 14. L'obiettivo è alleggerire i costi per le famiglie e favorire l'autonomia di ragazze e ragazzi negli spostamenti per scuola, sport e tempo libero.

Il principio, però, non è nuovo. In Emilia-Romagna il programma "Salta su" garantisce già l'abbonamento gratuito agli studenti residenti fino ai 19 anni, secondo i requisiti previsti. A Bologna esistono, inoltre, misure di gratuità e agevolazione che, in determinate condizioni economiche, arrivano fino ai 19 anni. Roma, a sua volta, ha introdotto un abbonamento annuale fortemente agevolato per gli under 19 residenti.

Guardando poi all'Europa, gli esempi sono ancora più ampi. In Portogallo, il trasporto pubblico è gratuito per i giovani fino a 23 anni, senza più distinguere tra studenti e giovani lavoratori. A Parigi, invece, il Comune rimborsa integralmente ai giovani residenti il costo dell'abbonamento scolastico. A Londra, ancora, bus e tram sono gratuiti per i giovani fino a 18 anni. 

50 euro per chi fa funzionare la città

Il cuore più caratterizzante della proposta è l'abbonamento urbano Atm a 50 euro l'anno per chi svolge professioni considerate essenziali: insegnanti e personale ATA, educatrici ed educatori, assistenti sociali, infermieri, ostetriche, operatori sociosanitari, lavoratori AMSA e altre categorie dei servizi fondamentali. Per chi appartiene alle stesse categorie ma vive fuori Milano e ogni giorno raggiunge la città, Pacini propone invece uno sconto di 280 euro sull'abbonamento annuale, qualunque sia la fascia tariffaria necessaria.

L'idea è riconoscere economicamente chi contribuisce ogni giorno al funzionamento della città, secondo il principio che "chi fa funzionare Milano deve potersi permettere di viverla". È una proposta più specifica rispetto alle tradizionali agevolazioni per età o reddito, anche se apre una questione tutt'altro che secondaria: chi decide quali professioni sono "utili" o "essenziali"? E soprattutto, un beneficio così forte dovrebbe essere legato alla professione, al reddito oppure a entrambi? Un insegnante o un infermiere con un reddito elevato avrebbe, infatti, lo stesso trattamento di un lavoratore della medesima categoria in una situazione economica molto più fragile.

Over 65 e giovani: meno automatismi

La proposta interviene anche sugli over 65: meno agevolazioni riconosciute automaticamente per età e più sostegno ai pensionati con redditi medio-bassi. "L'età, da sola, non è necessariamente un indicatore di fragilità economica", sostiene Pacini. Lo stesso principio verrebbe applicato agli under 27, estendendo la logica delle tariffe agevolate anche ai giovani dell'area metropolitana che vivono fuori Milano ma vi entrano quotidianamente per studiare o lavorare.

L'impostazione è quella di un sistema più selettivo: meno automatismi, più attenzione alle condizioni economiche reali. Ma significa anche introdurre soglie, verifiche e criteri che dovranno essere semplici e soprattutto finanziariamente sostenibili. Ed è qui che arriva il punto decisivo. Pacini propone di redistribuire il costo del sistema, facendo contribuire maggiormente chi ha una maggiore capacità di spesa e aumentando anche il prezzo dei titoli destinati ai turisti, per finanziare le riduzioni a favore di lavoratori e residenti. "Chi ha di più contribuisca di più", è il principio suggerito dall'assessore.

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