Pamela Genini, si indaga su un tassello anomalo fissato sulla tomba profanata e poi scomparso
C'è un elemento in particolare che ha portato la Procura di Bergamo a datare la profanazione della tomba di Pamela Genini, custodita nel cimitero di Strozza, tra il 27 ottobre e il 2 novembre 2025. Si tratta di un tassello collocato nella parte superiore del loculo che sia l'addetto alle sepolture sia i dipendenti dell'impresa funebre hanno dichiarato di non aver applicato. Un tassello che, come mostrato attraverso alcune fotografie da Francesco Dolci, unico indagato per vilipendio del cadavere e furto della testa, sarebbe scomparso almeno dal 19 febbraio 2026.
La foto del tassello anomalo e la datazione della profanazione della tomba
Genini era stata uccisa il 14 ottobre 2025 nella sua casa di Milano dall'ex fidanzato Gianluca Soncin. Il funerale della modella 29enne era stato celebrato il 24 ottobre, ma il 27 ottobre la famiglia della donna aveva chiesto all'impresa funebre di sistemare la facciata plastificata della tomba perché traballava a causa del vento. Come mostrato dalla trasmissione televisiva Quarto Grado, il 2 novembre successivo la sorella di Genini aveva scattato una foto nella quale si vede per la prima volta il tassello inserito nella parte superiore del loculo.
Ascoltato dagli investigatori della Procura di Bergamo, l'addetto alle sepolture del cimitero di Strozza ha escluso di essere stato lui a praticare quel foro, sostenendo che il plastificato prevede una chiusura "a incastro" e, quindi, non ci sarebbe stato bisogno di applicare viti o tasselli. Anche gli addetti dell'impresa funebre intervenuti il 27 ottobre sono stati sentiti dagli inquirenti. Hanno dichiarato di aver praticato dei fori sulla parte inferiore, ma non su quella superiore perché "non avrebbe avuto senso".
Il tassello, ad oggi, rappresenterebbe dunque un elemento anomalo che ha portato gli inquirenti a datare la manomissione della tomba di Genini proprio tra il 27 ottobre e il 2 novembre, ipotizzando che sia stato il profanatore a inserirlo per bloccare la lapide.
La sparizione del tassello
A contraddire gli addetti dell'impresa funebre, però, è stato il loro stesso titolare. Secondo lui, sarebbero stati i suoi dipendenti a piazzare il tassello anche nella parte superiore del loculo, in modo tale da bloccare il plastificato. Lo stesso Dolci, difeso dall'avvocato Pierpaolo Cassarà, ha, poi, mostrato due foto che aggiungono altri quesiti alla vicenda. La prima è stata scattata l'8 gennaio 2026, e il tassello era ancora visibile. La seconda è del 19 febbraio e il tassello era scomparso: era rimasto solo il foro.
Ora gli inquirenti dovranno capire chi sia stato, e per quale motivo, a piazzare il tassello e che fine abbia fatto tra l'8 gennaio e il 19 febbraio. Intanto, sono ancora in corso le analisi sulle impronte digitali che sono state trovate dietro la lastra di plastica della tomba. Tuttavia, questi esami potrebbero non fornire elementi chissà quanto importanti al fine delle indagini, poiché nella fase di produzione e tumulazione il plastificato è passato tra le mani di diverse persone, compresi gli operai del cimitero.