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Tiziana Siciliano, la pm dell’inchiesta urbanistica candidata a vicesindaca: “A Milano serve una rottura morale”

Da pm simbolo dell’inchiesta urbanistica a candidata vicesindaca: Tiziana Siciliano correrà con la lista civica “Milano Libera” di Massimiliano Lisa. “Giusto l’assessorato alla Trasparenza: è dall’opacità che nasce la corruzione”, ha commentato l’ex magistrata a Fanpage.it.
Massimiliano Lisa e Tiziana Siciliano
Massimiliano Lisa e Tiziana Siciliano

"Dall'opacità nascono quasi sempre la corruzione, gli appalti ingiustificati, i favoritismi". Tiziana Siciliano lo dice con il tono di chi per quarant'anni ha abitato le procure più che i salotti della politica. E forse è proprio questo il punto: la scelta più inaspettata della nascente corsa elettorale milanese non arriverà da un partito, ma da un'ex magistrata che fino a pochi mesi fa coordinava l'inchiesta sull'urbanistica che ha terremotato Palazzo Marino e coinvolto anche il sindaco Giuseppe Sala.

Ora, invece, Siciliano si prepara a entrare dall'ingresso principale della politica cittadina: sarà la candidata vicesindaca di Massimiliano Lisa con la lista civica "Milano Libera". Un passaggio che inevitabilmente farà discutere. Perché in Italia il confine tra toga e politica è da sempre terreno minato e il salto dalla magistratura all'amministrazione pubblica porta con sé sospetti, polemiche e accuse di opportunismo. Siciliano questo lo sa benissimo. E, infatti, a Fanpage.it ha provato subito a disinnescare la critica: "La mia non è una scelta politica, ma amministrativa". Una distinzione sottile che, però, racconta bene il progetto che Lisa vuole costruire attorno alla sua candidatura: nessun partito, persone competenti, meno ideologie e gestione concreta.

La presentazione della lista Milano Libera
La presentazione della lista Milano Libera

La lista civica "Milano Libera"

La candidatura di Massimiliano Lisa con "Milano Libera" inizia da una rottura. Lo spartiacque, nel suo caso, è la vicenda del Leonardo3, il museo situato in Galleria Vittorio Emanuele II, dedicato a Leonardo da Vinci, in causa con il Comune. Una vicenda fatta di accuse di morosità, contestazioni amministrative, sentenze del Tar, una querela per diffamazione dopo gli attacchi contro il Comune e persino uno sciopero della fame. Da lì, ha spiegato Lisa a Fanpage.it, è nata la decisione di "entrare nel sistema per cambiarlo".

Non stupisce, dunque, che il cuore del suo programma sia proprio la trasparenza amministrativa. "Una delle prime cose che ho scritto è stata quella di un assessorato alla Trasparenza affidato a una magistrata", ha spiegato. Magistrata che, nella sua testa, aveva già un nome: Tiziana Siciliano. Così, quando l'ex procuratrice aggiunta è andata in pensione lo scorso dicembre, Lisa l'ha incontrata. "Mi è piaciuta talmente tanto che alla fine le ho chiesto anche di candidarsi come vicesindaca", ha aggiunto a Fanpage.it.

Proprio sull'urbanistica, di cui l'ex magistrata è diventata simbolo nelle indagini, Lisa e Siciliano costruiscono la parte più identitaria della loro proposta. L'obiettivo dichiarato è marcare una distanza netta dall'attuale amministrazione: basta operazioni con i privati, basta sviluppo immobiliare guidato dalla finanza, più edilizia pubblica costruita direttamente dal Comune. Lisa promette addirittura 500 milioni di euro all'anno per le case popolari, sostenendo che i fondi potrebbero arrivare da un taglio drastico agli sprechi e alle esternalizzazioni: "Stimiamo risparmi del 30 per cento, eliminando appalti, subappalti e favoritismi".

Una retorica che, secondo Lisa e Siciliano, intercetterebbe un "malessere reale nella città". Perché Milano continua a correre, ma sempre più spesso lascia indietro parti di sé: "I giovani oggi remano contro una cascata", ha spiegato Siciliano a Fanpage.it. "Tra affitti alle stelle e contratti fuffa, comprare casa è diventato impossibile. Milano è diventata una città per ricchi". Parole che colpiscono perché arrivano da una figura istituzionale tradizionalmente percepita come distante dalla politica sociale. E, invece, l'ex pm insiste molto proprio sul tema dell'inclusività perduta: la Milano "che adottava e offriva opportunità", secondo lei, "non esiste più".

Il tratto interessante della sua candidatura è proprio questa miscela tra rigore giudiziario e linguaggio quasi movimentista. Siciliano parla di partiti "senza identità", di politica controllata dai poteri economici, di cittadini che devono "riappropriarsi" dell'amministrazione. Lisa, poi, la spinge ancora oltre: "Viviamo in una democrazia apparente". Non più destra o sinistra, ha spiegato, ma un "consiglio civico" formato da persone con competenze trasversali.

Il rischio, però, è quello che si è già visto: l'illusione che la tecnica, da sola, possa sostituire la politica. O che basti invocare la trasparenza per risolvere conflitti, interessi e mediazioni. Però, c'è un elemento che rende l'operazione meno banale di tanta altre liste civiche nate e morte nel giro di una stagione: la convinzione di Siciliano che Milano abbia bisogno di una rottura morale prima ancora che politica.

L'assessorato alla Trasparenza, del resto, è il manifesto simbolico di questa impostazione. Un'idea, "una bella rivoluzione", secondo Siciliano, che in altre fasi storiche sarebbe sembrata quasi tecnocratica, ma che oggi, nell'epoca delle inchieste urbanistiche e della sfiducia verso le istituzioni, assume nuovo valore. Ed è forse questa la vera notizia: non tanto l'ingresso di un'ex pm in campagna elettorale (cosa già vista), quanto il fatto che Milano, città simbolo del pragmatismo e del potere economico, si ritrovi oggi con una candidatura che fa della sfiducia verso il sistema il proprio carburante politico.

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