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Antonio Civita: “La sinistra mi attacca solo sui panini, la destra punti a un candidato credibile non popolare”

Antonio Civita, amministratore delegato di Panino Giusto, è tra coloro che ha annunciato di volersi candidare come sindaco di Milano alle prossime elezioni amministrative 2027. “Il mio primo obiettivo è essere di aiuto e sostegno per dare una vera risposta ai cittadini”, ha detto a Fanpage.it.
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Amministratore delegato di Panino Giusto, la nota catena di panini, Antonio Civita è tra i candidati sindaco per il centrodestra a Milano. Romano d'origine, 55 anni, sposato e con tre figli, vive a Milano da oltre vent'anni. Il suo nome è sul tavolo dei leader di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega che, nonostante abbiano già espresso le loro preferenze (tutte differenti tra loro) hanno optato per ridurre all'osso la rosa dei papabili.

Una volta conclusa l'operazione, i nomi selezionati saranno lasciati in pasto ai sondaggi nella speranza che i cittadini indichino il loro preferito. Non è escluso che Civita possa essere inserito in questa rosa, così come – nell'eventualità in cui non dovesse rientrare – si opti per averlo in squadra, magari come possibile vice sindaco o assessore. "Se il tema è fare sondaggi per capire la popolarità di uno o l'altro nome, c'è un errore di base che spero che la politica non faccia. Oggi il milanese non sta cercando la persona più conosciuta, ma quella più credibile", ha detto a Fanpage.it. 

Rispetto al giorno in cui ha annunciato la sua discesa in campo, sono aumentati i nomi dei possibili candidati sindaco. Il suo però è uno di quelli che è ancora sul tavolo dei leader dei partiti di centro-destra. 

Sì. Quello che sta accadendo, a mio parere, è un gran bene per Milano. Il mio primo obiettivo è essere di aiuto e sostegno per dare una vera risposta ai cittadini. Dobbiamo ricordare che cinque anni fa, il centrodestra ha gestito una candidatura all'ultimo momento senza una grande coesione facendo perdere un po' di credibilità. Il fatto che oggi ci si stia muovendo in tempi utili e con grande coinvolgimento, secondo me, è un gran bene.

Relativamente ai numerosi nomi spuntati, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, ritengo che ve ne siano alcuni che rispondono alle esigenze di Milano. Da otto mesi sto girando il territorio: ho incontrato associazioni, organizzazioni, cittadini. Ho notato che non c'è una grande volontà nel ridare fiducia, attraverso il proprio voto, né a un rappresentante del centrosinistra o del campo largo, come è stato il sindaco Beppe Sala, né a una persona che rappresenta la politica del centrodestra.

Oggi i cittadini cercano una persona che unisce, che dà delle risposte pratiche. Cercano un cambiamento e una persona credibile che possa essere interprete di questo cambiamento. Benissimo quindi il tavolo di lavoro del centrodestra. Però se il tema che è emerso è fare sondaggi per capire la popolarità di uno o l'altro nome, c'è un errore di base che spero che la politica non faccia. Oggi il milanese non sta cercando la persona più conosciuta, ma quella più credibile.

Fornire un cambiamento con una persona politica, secondo me, è un errore che la politica spero non faccia. Spero che la politica entri in contatto con Milano, con il territorio e abbia la lucidità di capire quello che veramente la città sta cercando.

Dopo l'annuncio della sua candidatura, lei ha ricevuto diverse critiche. Per esempio da Lorenzo Pacini, anche lui autocandidatosi sindaco. Ha infatti contestato alcune sue dichiarazioni. In particolare, quella in cui parlava di una città più inclusiva. L'ha contrapposta al prezzo di un panino e di un'acqua, circa 20 euro, previsto nei suoi negozi. 

Per chi non fa l'imprenditore, per chi non ha avuto mai centinaia di dipendenti, per chi non ha creato un tessuto produttivo, é difficile avere tutti gli elementi necessari a giudicare. Ci sono giudizi ideologici, che mi interessano relativamente. Posso solo dire che Panino Giusto rappresenta pienamente la milanesità, che è il lavoro, la storia, la qualità e l'innovazione. Sono molto orgoglioso di Panino Giusto. Il tema del prezzo, poi, deve essere visto con più attenzione.

Chi conosce Panino Giusto sa che il prezzo è correlato all'utilizzo di materie prime eccellenti, al servizio al tavolo e alla cura degli ambienti. Perché se oggi andiamo a mangiare in una pizzeria e spendiamo 15 euro, pensiamo che il prezzo sia giusto? Abbiamo mai pensato a quanto costa farla? Al prezzo di acqua, farina, pomodoro e mozzarella? E a quanto costa fare un panino con prosciutto crudo, ortaggi e formaggi? Abbiamo mai pensato a quanto è il costo base di un prodotto del genere?

Un'altra esponente del Partito Democratico, la presidente di Municipio Giulia Pelucchi, non ha contestato solo il costo dei panini, ma anche che i dipendenti in cucina vengano pagati 900 euro al mese. 

La politica deve essere passione e, alcune volte, anche ideologia. La migliore ideologia, per me, è il buon senso. Sono un moderato e metto sempre il buon senso al centro. La politica, per essere credibile, deve anche essere informata e approfondita altrimenti si danno giudizi su una punta di un iceberg, che non rappresenta la sostanza. In questo caso, la punta dell'iceberg è questo articolo in cui è stato scritto che Panino Giusto paga i suoi dipendenti 900 euro.

Il riferimento è a un annuncio per un lavoro part-time con una paga minima di 900 euro. È un po' diverso il concetto. Se uno volesse veramente informarsi sulle politiche retributive e di welfare di Panino Giusto, potrebbe verificare come è valutata l'azienda. Ha una certificazione che riconosce i più alti standard di sostenibilità e siamo tra le poche realtà che paga anche gli stage scolastici.

Queste critiche le derubrico nella logica della critica politica e cioè voler togliere credibilità. Non nego che mi faccia piacere che, andando a scavare nel mio passato, hanno trovato solo il prezzo dei panini. Se si parla con i milanesi, loro sanno cosa rappresenta Panino Giusto per Milano e che abbiamo dipendenti che lavorano con noi da 30-35 anni.

Torniamo al tema amministrative. Nell'eventualità in cui dovessero scegliere un candidato politico, potrebbe esserci la possibilità di avere un civico in altre posizioni. Magari come vice sindaco o assessore. In questo caso, accetterebbe comunque?

Continuo ad avere incontri col mondo politico. Ho incontrato praticamente tutti e continuo a essere a disposizione, a lavorare sul territorio, a portare avanti tavoli per approfondire ogni singolo argomento. Voglio fare le cose giuste per Milano e dare una risposta vera. Resto disponibile anche a collaborare, ma continuerò ad andare avanti nel mio percorso. Il mio obiettivo è quello di presentarmi a Milano mettendomi a disposizione per dare una mano.

Quindi comunque si candiderebbe con una sua lista civica?

Sì.

Luca Bernardo, esponente di Forza Italia che si è autocandidato a sindaco, ha affermato che per questa carica serva comunque un politico, che abbia conoscenza della materia. Nell'eventualità in cui lei dovesse riuscire a diventare sindaco di Milano, si immagina una squadra composta anche da politici?

Assolutamente sì. La squadra deve avere come stella cometa il rapporto con il territorio e i cittadini. Bisognerà lavorare per risolvere i problemi che ha oggi Milano e per riportare i milanesi a essere orgogliosi della propria città. Questo non si può fare senza l'aiuto della politica. Immagino quindi una squadra con una forte connotazione politica perché la macchina bisogna conoscerla e i partiti sono indispensabili. Avrà però anche una forte connotazione manageriale proprio per mettere a terra, nel modo migliore possibile e in tempi rapidi, i progetti che condividiamo.

Ha già qualche nome?

No, però a Milano non mancano le competenze e i bravi politici. Abbiamo professionisti incredibili e classi politiche interessanti. Il tema non è politico o civico, ma è la credibilità. I sondaggi per la popolarità, lasciano il tempo che trovano.

Secondo alcuni sondaggi, i temi più cari ai milanesi sono: casa, sicurezza e lavoro. Quali sono i suoi progetti al riguardo?

Per quanto riguarda la casa farei subito un progetto straordinario in grado di fornire migliaia di case a prezzi calmierati. Abitazioni per tutte le categorie del ceto medio o per i giovani. Creerei un forte rapporto con Aler e Mm per ristrutturare le oltre 15mila case inutilizzate.

Per ciò che concerne il tema sicurezza, ripristinerei il vigile di quartiere almeno nelle zone più delicate. Farei subito un tavolo con Questore, Prefettura e Polizia Locale per concertare gli interventi di presidio e intervenire su alcune zone diventate off limits.

Infine, il lavoro. Milano è la città del lavoro e delle opportunità e sta perdendo quest'anima. Creerei da subito un nuovo patto pubblico-privato per tornare a investire sotto ogni forma possibile e far ripartire la città. Ricreerei i presupposti per cui Milano torni a essere la città dove puoi innovare. Semplificherei ogni processo decisionale rispetto a qualsiasi iniziativa imprenditoriale.

La politica nasce per fare gli interessi dei cittadini, che sono lavoratori, imprenditori, commercianti, artigiani. Quello che la politica deve fare è creare i presupposti per curare al meglio gli interessi di tutti coloro che creano il tessuto sociale e lavorativo. Milano è la città del lavoro, non è contro il lavoro. Le iniziative della pubblica amministrazione non devono limitarlo o complicarlo.

Milano deve essere una città che crea ricchezza e che sia una ricchezza per tutti. Non solo per chi investe. Chi lo fa deve sostenere la forza motrice di Milano, che è rappresentata dai lavoratori. Perché se loro continuano a scomparire da Milano, presto avremo una città fantasma.

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