La Ong tedesca Sea Watch ha avvisato attraverso Twitter di aver soccorso 65 persone da un gommone a circa 60 chilometri dalle coste libiche. La barca era stata avvistata da un aereo civile di ricognizione. Secondo quanto riporta l'account della nave battente bandiera olandese, Libia, Malta, Italia e Olanda sarebbero state informate, ma non è stata ricevuta nessuna risposta. "Nel Mediterraneo stanno diminuendo i testimoni, non le partenze!", scrive l'Ong riportando anche alcune foto dei migranti soccorsi.

La nave stava navigando verso la zona di ricerca e soccorso (Sar) di fronte alla Libia. Si tratta dell'unica nave civile di soccorso che sta ancora pattugliando la rotta del Mediterraneo centrale. Negli ultimi giorni, ha denunciato la Ong, sarebbero morte 70 persone in un naufragio, mentre altre 240 sono state ricondotte con la forza in Libia da velivoli militari delle missioni Ue. Lunedì la Sea Watch ha condiviso un video in cui si vedono alcuni naufraghi che cercano di fuggire a nuoto dalle intercettazioni delle guardia costiera libica.

La Sea Watch ha ricominciato la sua attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, al largo della Libia, dopo che il tribunale olandese ha dato ragione all'organizzazione: il regolamento marittimo varato dal governo dei Paesi Bassi che le impediva di riprendere la navigazione è stato dichiarato illegittimo. Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, appresa la notizia aveva dichiarato: "Io tutelo l'ordine pubblico e me ne prendo gli onori e gli oneri, quindi chi entra in Italia deve avere il mio permesso. Faccio un esempio molto concreto, c'è questa nave della Sea Watch, olandese con equipaggio olandese, che sta tornando vicino alla Libia. Se raccogliesse immigrati in acque libiche, acque tunisine o maltesi, e volesse arrivare in Italia, farebbe una scelta che mette a rischio delle vite e, quindi, noi lo impediremo con ogni mezzo lecito necessario".

Salvini firma una diffida: i porti rimangono chiusi

Venuto a conoscenza dell'ultimo soccorso realizzato dalla Sea Watch, il vicepresidente del Consiglio ha quindi dichiarato, attraverso un post su Facebook, di aver firmato una diffida rivolta alla Ong tedesca per impedirle di avvicinarsi alle acque territoriali italiane. "I nostri porti sono e rimangono chiusi", ha concluso Salvini.