L’approvazione in prima lettura della legge di Bilancio alla Camera ha portato con sé il varo o il rinnovo e l’estensione di alcune misure legate alla famiglia e al welfare. Un risultato soddisfacente per Maria Edera Spadoni, deputata del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Camera. In un’intervista a Fanpage.it, Spadoni rivendica i risultati ottenuti pur sapendo che “per certi temi non si fa mai abbastanza e si dovrebbe fare sempre più”. In particolare, la vicepresidente della Camera sottolinea che “rispetto alla manovra degli altri anni” si è fatto qualcosa in più, “ci sono state delle aggiunte: penso al bonus bebè aumentato del 20% e al bonus nido che arriva fino a 1.500 euro”. Una manovra che, quindi, ritiene “molto positiva”, non escludendo qualche miglioramento anche su questi temi durante la discussione al Senato.

Spadoni assicura che non ci saranno tagli a Palazzo Madama per le misure sulla famiglia. Nè “sul bonus bebè né su asili nido e congedo di paternità, fortemente voluto dal governo”. Eppure la decisione di estendere alcuni bonus sembra contraddirsi con le proteste degli scorsi anni del M5s che ha più volte criticato queste misure: “È vero che abbiamo sempre detto che serviva qualcosa di strutturale, ma è anche che siamo lì da pochi mesi, quindi ci siamo trovati con delle cose già avviate e potevamo decidere se toglierle o aumentarle. In questa manovra l’unica opzione valida era non togliere i bonus per le famiglie, ma altro non si poteva fare”. Il che non vuol dire che non ci saranno, in futuro, delle proposte per misure più strutturali: “C’è da lavorarci, sono convinta che torneremo sul tema, non a caso c’è anche una parte specifica sul controdado di governo”.

Gli strumenti da utilizzare possono essere vari, ma sicuramente alcune di quelle attuali “aiutano”: “Il bonus asilo nido aiuta perché ora la società per fortuna è cambiata e le donne sono lavoratrici. Sicuramente gli aiuti sono assolutamente fondamentali e anche il bonus bebè non è negativi. Gli aiuti in questo senso ci sono, ora credo che si debba lavorare anche sulla flessibilità per il lavoro e per le mamme lavoratrici”.

A chi critica la manovra perché è stata votata nonostante l’assenza delle misure principali, come reddito di cittadinanza e quota 100 in tema di pensioni, Spadoni risponde che nel provvedimento è importante “che siano stati trovati i fondi, soprattutto per le priorità, come il reddito per il M5s”. E la vicepresidente di Montecitorio si dice “convinta” che la misura voluta dal Movimento “verrà fatta abbastanza presto”, perché “ne va anche della nostra credibilità”. E se c’è un punto su cui la deputata pentastellata proprio non transige modifiche è la “cifra minima del reddito di cittadinanza, calcolata sulla base della soglia di povertà: spero non venga toccata”.