Sul reddito di cittadinanza, il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, continua dritto sulla sua strada e assicura che la misura partirà già “a fine marzo”. E, durante la registrazione di Quarta Repubblica, trasmissione che andrà in onda questa sera su Rete 4, annuncia che “dai primi di gennaio si conoscerà il nuovo sito internet” per il reddito di cittadinanza. Durante l’intervista, il ministro del Lavoro torna anche su un altro tema relativo alla misura da lui fortemente voluta: la stampa delle tessere. Per il reddito, spiega ribadendo in parte quanto già affermato negli scorsi giorni, “stiamo portando avanti un progetto con Poste e Anpal, la gara già c'era per il Rei per Anpal, abbiamo allargato il sistema”. In sostanza Poste e Anpal (l’Agenzia per le politiche attive del lavoro) proseguiranno un procedimento che era già stato avviato per il Reddito di inclusione.

Nessun dubbio per Di Maio sul Rei: “Non ha funzionato perché si basava sul fatto che la persona che andava al comune faceva un'autocertificazione. Il reddito lo facciamo su incrocio delle banche dati. Sarà tutto digitalizzato e si baserà sull'incrocio delle informazioni”. Altra garanzia è che l’assegno verrà ridotto di “200-280” euro per chi è proprietario di una prima casa. Mentre “chi ha due case vedrà sicuramente il suo Isee schizzare in alto”.

La manovra e l’ottimismo sulla trattativa con l’Ue

L’ottimismo del vicepresidente del Consiglio non riguarda solo il reddito di cittadinanza, ma anche la manovra nel suo complesso. Tanto da dirsi sicuro che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte “porterà a casa la legge di Bilancio”, senza la tanto temuta procedura d’infrazione da parte dell’Ue. Di Maio parla anche di una misura inserita nella manovra: “Le auto delle famiglie degli italiani non possono essere tassate. Penso che bisogna stimolare di più gli investimenti non solo nelle auto private ma anche nel mondo del car sharing. Tutto quel mondo va riconvertito in elettrico e ibrido”. Per questo, “le auto nuove fortemente inquinanti, non quelle già in possesso degli italiani, vanno fortemente disincentivate. Se lo Stato favorisce l'acquisto di auto più ecologiche i prezzi di queste scenderanno”.

Per quanto riguarda il contratto di governo, l’ipotesi di una futura revisione sembra plausibile per Di Maio: “Ci sono dentro delle promesse da mantenere, io ogni mattina ci penso. Ad un certo punto potremo aggiungerne anche altre, il contratto di governo può essere migliorato, basta che sia al rialzo e non al ribasso. Lo possiamo migliorare ancora, certo”.

‘Governo non si opporrà a referendum su Tav’

Dopo l’idea lanciata da Matteo Salvini di tenere un referendum sulla Tav, arriva anche la risposta di Di Maio dagli studi di Rete 4. Il governo, assicura, non si opporrà a un eventuale referendum chiesto dalle comunità locali sulla Tav Torino-Lione: “Se lo chiedono i cittadini chi siamo noi per opporci?. L’unica cosa che non si può fare è un referendum consultivo nazionale, perché servirebbe una legge e i tempi sarebbero molto più lunghi”.