La legge di Bilancio è approdata nell’Aula della Camera dei deputati e durante la sua discussione l’opposizione ha iniziato a criticare non solo i contenuti della manovra, ma anche e soprattutto la mancanza di un testo definitivo da analizzare, in attesa che la trattativa tra governo italiano e Commissione europea arrivi a una conclusione. A intervenire a Montecitorio è stata la deputata del Pd ed ex ministro Maria Elena Boschi, attaccando il governo e parlando di un Parlamento “mai così umiliato” in passato, perché costretto a discutere “una legge di Bilancio che non c’è”. Per questo, parlando della situazione economica italiana e della gestione da parte del governo della legge di Bilancio, Boschi fa una previsione: “Sono sicura che sarà anche l’ultima legge di bilancio del governo del cambiamento”.

La Boschi ha preso la parola nell’aula della Camera, attaccando da subito il governo e la maggioranza:

Avete combinato un disastro e l‘avete chiamato manovra del popolo, perché il conto lo sta già pagando il popolo italiano. L’Italia ha perso credibilità a livello internazionale, le famiglie italiane hanno perso i risparmi, le azienda la fiducia, voi avete semplicemente perso la faccia. Questo Parlamento non era mai stato così umiliato, stiamo discutendo una legge di Bilancio che non c’è. Si parla del Pil all’1,5% mentre il presunto ministro dell’Economia Tria parla di recessione. Stiamo parlando del deficit al 2,4% mentre il presunto presidente del Consiglio Conte sta trattando con Juncker per scendere al 2% o all’1,9%. Vi siete presentati agli italiani e avete vinto le elezioni promettendo reddito di cittadinanza da 780 euro, flat tax al 15% e abolizione della legge Fornero. Non c’è niente di tutto questo nella legge di Bilancio, stiamo discutendo una legge che non c’è, una manovra fantasma.

Boschi critica il fatto che la manovra sia stata presentata al Parlamento “con 16 giorni di ritardo”, e ricorda che “soltanto il 2 dicembre sono arrivati i 56 emendamenti del governo, discussi di notte in commissione. C’erano trasferimenti, sussidi, da 100mila, 500mila euro a ogni associazione del paese, assunzioni a piogge, misure utili per i soggetti destinatari ma che non cambiano l’impianto della manovra e non si vedevano dalle finanziarie della prima Repubblica”.

Così la deputata del Pd attacca ancora il governo per ciò che ha fatto dall’approvazione della manovra in Consiglio dei ministri ad oggi, rivolgendo anche un appello alla maggioranza:

L’unico simbolo che avete scelto è stato il balconcino di palazzo Chigi, Di Maio si è affacciato da lì e ha annunciato l’abolizione della povertà. Quella scena ha fatto il giro del mondo, simbolo di un populismo imbarazzante e imbarazzato. Quel balconcino da qualche giorno ha dei ponteggi, pare che rischi il crollo. Forse non ha retto il peso delle bugie di Di Maio, che sono ormai un genere letterario. E allora quel simbolo che avete scelto e che mai nessun governo aveva utilizzato se non per festeggiare i mondiali del 1982, adesso rischia di crollare, come rischia di crollare l’economia italiana. Allora fermatevi finché siete in tempo, rimettere mano alla manovra è un dovere civile. Fermatevi perché non avete abolito la povertà, avete distrutto l’economia italiana, non perché ve lo chiedono i mercati finanziari, ma perché ve lo chiedono i mercati rionali, quelli della gente comune, fermatevi non perché ve lo chiede l’opposizione ma perché lo impone il buon senso. Avete rivendicato che questa è stata la prima legge di Bilancio del cambiamento. È talmente disastrosa che io sono sicura che sarà anche l’ultima legge di Bilancio del governo del cambiamento.