Sistema stellare vicino alla Terra darà vita a una “variabile cataclismica” ed esploderà in supernova
A 54 anni luce dalla Terra si trova un peculiare sistema stellare triplo che, secondo uno studio pubblicato sull'autorevole The Astrophysical Journal, in futuro si trasformerà inevitabilmente in una “variabile cataclismica”. Wolf 1130, questo il nome del sistema, è composto da tre oggetti molto diversi fra loro: una nana rossa (Wolf 1130A) povera di metalli; una nana bianca, Wolf 1130B, con una massa enorme; e una nana bruna fredda e antichissima, con almeno 10 miliardi di anni di vita. Il mix esplosivo è il sistema binario composto dalla nana rossa e dalla nana bianca, che orbitano l'una accanto all'altra in appena 12 ore. Nel corso del tempo i due oggetti entreranno in contatto e la nana bianca inizierà a strappare materiale alla compagna, diventando sempre più instabile; inizierà ad accumulare massa fino a quando non verrà raggiunto un limite critico di pressione e densità interna. A quel punto, nel cuore della stella, si innescherà una reazione termonucleare incontrollata che darà vita a un'esplosione apocalittica, quella che gli scienziati chiamano supernova di tipo Ia.
La NASA spiega che sono fenomeni piuttosto rari, perché nella nostra galassia se ne verifica una ogni 500 anni circa. Il problema delle supernovae è che sono letali, a causa delle quantità di radiazioni ad altissima energia in grado di spazzare letteralmente l'atmosfera di un pianeta. I raggi X e i raggi gamma possono ad esempio distruggere lo strato di ozono che ci protegge dalla radiazione solare ultravioletta più pericolosa; se questo scudo venisse eliminato, la vita sarebbe esposta a condizioni mortali a causa dei significativi danni al DNA. Si fermerebbe la fotosintesi e inizierebbero a evaporare anche gli oceani. Secondo un recente studio condotto da scienziati dell'Università di Alicante (Spagna) e dell'Università di Keele (Regno Unito), le due estinzioni di massa dell’Ordoviciano e del tardo Devoniano potrebbero essere state causate proprio da supernovae.
Lo studio Terrestrial Effects of Nearby Supernovae: Updated Modeling, pubblicato nel 2023 sul The Astrophysical Journal, indica che le radiazioni letali di una supernova potrebbero viaggiare nello spazio per una distanza di ben 20 parsec (pc). Poiché un parsec equivale a circa 3,26 anni luce, significa che, se il sistema stellare Wolf 1130 dovesse esplodere, la Terra si troverebbe nel suo raggio d'azione. Prima di sbloccare una nuova paura, però, c'è un elemento molto importante da considerare. I ricercatori, guidati dai professori Gregory N. Mace e Daniel Jaffe dell'Osservatorio McDonald e del Dipartimento di Astronomia dell'Università del Texas ad Austin, hanno infatti determinato che, sebbene il processo di trasformazione in variabile cataclismica sia inevitabile, si tratterà di un processo lunghissimo.
Secondo i calcoli, infatti, prima dell'esplosione in supernova ci vorranno circa 6,2 miliardi di anni. Per allora la Terra sarà già inabitabile da miliardi di anni, considerando che il Sole concluderà il suo ciclo vitale fra circa 5 miliardi di anni e inizierà a espandersi, inglobando Mercurio, Venere e forse perfino la Terra (che potrebbe anche essere espulsa dal Sistema solare come una palla da biliardo). Si ritiene che già fra 1-2 miliardi di anni l'aumento delle temperature farà evaporare gli oceani e renderà il nostro pianeta una palla sterile e incompatibile con la vita, ma noi potremmo estinguerci anche prima, tra guerre nucleari, cambiamento climatico e rivoluzione dell'intelligenza artificiale. Insomma, l'esplosione in supernova di Wolf 1130 è l'ultimo dei nostri problemi. I dettagli della ricerca "Wolf 1130: A Nearby Triple System Containing a Cool, Ultramassive White Dwarf" sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The Astrophysical Journal.