Segnale radio captato per la prima volta da un pianeta esterno al Sistema solare

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Antenne di un radiotelescopio. Credit: iStock
Grazie alle osservazioni condotte attraverso il potente radiotelescopio MeerKAT installato in Sudafrica, i ricercatori sono riusciti a intercettare per la prima volta – con certezza – un segnale radio proveniente da un pianeta al di fuori del Sistema solare.

I ricercatori hanno captato per la prima volta un segnale radio proveniente da un esopianeta, ovvero da un pianeta extrasolare, esterno al nostro sistema. In realtà già in passato gli scienziati avevano rilevato segnali radio simili, come nel caso dell'esopianeta roccioso YZ Ceti b, una sub terra a 12 anni luce da noi, ciò nonostante questa è la prima volta in cui gli studiosi sono assolutamente convinti che la fonte certa del segnale è proprio il pianeta. I dati degli altri rilevamenti, infatti, potevano provenire anche dalla stella madre – o da altri oggetti – e non c'era modo di determinare con precisione l'origine. Oggi, grazie alle approfondite analisi condotte su β Pictoris b, un gigante gassoso che orbita assieme attorno ad altri due pianeti (β Pictoris d ed e) attorno alla stella β Pictoris A, non c'è dubbio sulla fonte del segnale radio.

Sebbene il SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence – Ricerca di Intelligenza Extraterrestre) vada a caccia di questi segnali da decenni – tutti ricordano il celebre “WOW!” di cui è stata identificata l'origine –, in questo caso gli alieni e le civiltà extraterrestri non c'entrano nulla. Quello emesso dall'esopianeta β Pictoris b è infatti un segnale radio associato al suo campo magnetico. Più nello specifico, a un'emissione aurorale del tutto simile a quelle di Giove e altri pianeti magnetizzati. Secondo gli autori dello studio, il segnale deriva da un meccanismo fisico – chiamato Electron Cyclotron Maser Instability (ECMI) – che dà vita a intense onde radio, quando gli elettroni interagiscono con campi magnetici e particelle cariche elettricamente (ionizzate), cioè un plasma. Le aurore boreali e australi sulla Terra si verificano sulla base di principi analoghi. In sostanza, i ricercatori hanno captato il segnale radio emesso dalle aurore che adornano l'atmosfera dell'esopianeta.

A scoprire e descrivere il primo segnale radio confermato proveniente da un esopianeta è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati statunitensi del Center for Astrophysics |Harvard & Smithsonian di Cambridge, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università dell'Oregon. I ricercatori, coordinati dal professor K. N. Ortiz Ceballos, hanno captato il segnale dopo aver messo l'esopianeta β Pictoris b nel mirino del MeerKAT, un potente radiotelescopio composto da 64 antenne e installato nella provincia del Capo Settentrionale (Sudafrica). I rilievi sono andati avanti nel 2025 e nel 2026 e i ricercatori, dopo aver captato il segnale, grazie a misurazioni astrometriche e di altro tipo hanno stabilito che la fonte certa era proprio il pianeta extrasolare.

Il segnale si caratterizza per impulsi brevi e ripetuti, presenta inoltre una significativa polarizzazione circolare e tra un impulso e l'altro mostra una componente debole ma persistente. Questo schema è pienamente compatibile con le emissioni aurorali legate al sopracitato meccanismo ECMI. Poiché l'emissione è stata rilevata fino a 3,5 Ghz e la frequenza è connessa all'intensità del campo magnetico, i ricercatori hanno determinato che il campo magnetico dell'esopianeta è molto forte, almeno di 1,25 kilogauss (Giove lo ha di diversi punti, mentre quello terrestre è di 0,5 gauss)

Queste sono le prime misurazioni in assoluto per il campo magnetico di un pianeta extrasolare, che come indicato è molto forte. Esso è probabilmente legato alla velocità di rotazione molto elevata (9 ore per un giro completo). Si esclude che il segnale radio sia generato dal vento stellare o da un'interazione tra l'esopianeta e una grande luna, perché non avrebbero un'energia sufficiente per innescarlo. I dettagli dell'affascinante ricerca “Discovery of radio emission from the exoplanet β Pictoris b” sono stati caricati sul database online ArXiv, in attesa della pubblicazione su una rivista scientifica.

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