Per anni la Cina ha cercato segni di tecnologia aliena sulla faccia nascosta della Luna: “È ideale per il SETI”

La Cina ha stabilito un altro affascinante record spaziale: grazie alla missione robotica Chang’E-4, infatti, ha condotto la prima ricerca SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence – Ricerca di Intelligenza Extraterrestre) sulla faccia nascosta della Luna. In parole semplici, gli scienziati cinesi sono andati a caccia di firme tecnologiche o tecnofirme aliene, segnali di cui si è parlato a lungo (spesso a sproposito) anche in occasione del recente passaggio dell'oggetto interstellare 3I/ATLAS. L'analisi non ha dato alcun esito positivo, nemmeno un segnale sibillino, pertanto è ancora presto per dire se là fuori si nasconde E.T. (secondo uno studio dell'Università di Newcastle si nasconderebbero almeno 36 civiltà aliene intelligenti solo nella Via Lattea, la nostra galassia). Tuttavia sono state gettate le basi per ampliare uno dei più affascinanti campi della ricerca scientifica, recentemente al centro del nuovo film di Steven Spielberg “Disclosure Day”.
Ad andare a caccia di tecnologia aliena sulla faccia nascosta della Luna è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati cinesi dell'Istituto per le Frontiere dell’Astronomia e dell’Astrofisica dell'Università Normale di Pechino, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di diversi istituti. Fra quelli coinvolti l'Istituto di Scienze Astronomiche dell'Università di Dezhou, l'Istituto di Astrofisica dell'Università di Zhengzhou, gli Osservatori Astronomici Nazionali dell'Accademia Cinese delle Scienze, il Laboratorio di Scienze Spaziali dell'Università della California di Berkeley e il celebre Istituto SETI di Mountain View (California, Stati Uniti), fondato da Thomas Pierson, Jill Tarter e Bernard Oliver nel 1984.
La pionieristica missione di Pechino è stata possibile grazie a un altro primato raggiunto alle 3:26 (ora italiana) di giovedì 3 gennaio 2019, quando il rover e il lander Chang'E-4 della China National Space Administration (CNSA) hanno toccato per la prima volta la regolite lunare della faccia nascosta (chiamata impropriamente “lato oscuro”) della Luna. Mai prima di allora un robot aveva messo “piede” sul lato nascosto del satellite naturale della Terra.
Questo traguardo ha reso possibile l'innovativa ricerca SETI, la prima in assoluto da un punto così privilegiato come il lato nascosto della Luna. Poiché la Luna è in risonanza orbitale con il nostro pianeta, mostra sempre la stessa faccia (al netto delle librazioni), ma il lato visibile del satellite, come la superficie terrestre, è costantemente bersagliato da segnali radio e rumori di fondo prodotti da noi stessi, che possono rendere complicata l'intercettazione di tecnofirme. La faccia nascosta della Luna, invece, come spiegato dal dottor Jian-Kang Li e colleghi è praticamente “pulito” da questo disturbo e silenzioso, quindi drizzare le antenne (radio) e mettersi all'ascolto per cercare segnali alieni è molto più agevole.
Nel corso degli ultimi anni, la missione Chang'E-4 ha sfruttato il Low-Frequency Radio Spectrometer (LFRS) per andare a caccia di segnali radio artificiali periodici a bassa frequenza, potenziali tecnofirme legate alla comunicazione di forme di vita intelligenti nello spazio. Lo strumento si basa su tre grandi antenne dipolari da 5 metri e una piccola di circa 20 centimetri per la calibrazione del rumore; le osservazioni nelle frequenze comprese tra 100 kHz e 40 MHz sono andate avanti per diversi anni a partire dal 5 gennaio 2019, appena due giorni dopo l'allunaggio. Per discernere i potenziali segnali alieni, gli scienziati cinesi hanno utilizzato una sofisticata metodologia (che ha coinvolto anche l'IA) per separare e isolare anche i falsi positivi. In sostanza, sono andati a caccia di segnali periodici e armonici sulle singole antenne e verificato interferenze strumentali (un vero segnale extraterrestre sarebbe comparso su una sola antenna e non su tutte).
Sono stati captati oltre 235.000 segnali radio candidati, dei quali solo 81 non condivisi. Fra essi, però, nessuno è “sopravvissuto” alle analisi incrociate degli esperti. In sostanza, non è stato rintracciato alcun segnale rilevante come il Wow!, captato il 15 agosto del 1977 dal radiotelescopio del Big Ear Observatory in Ohio e di cui recentemente è stata calcolata la probabile origine. Per gli alieni, pertanto, c'è ancora da attendere, ma la tecnologia impiegata dai ricercatori in un luogo privilegiato come la faccia nascosta della Luna rappresenta indubbiamente un passo avanti significativo per il SETI. "Questi sviluppi sono coerenti con l'idea che le osservazioni radio dalla Luna possano fornire un ambiente particolarmente favorevole per il SETI, e suggeriscono inoltre che la Luna, e in particolare il lato nascosto, possa diventare una piattaforma sempre più importante per i futuri studi SETI", hanno spiegato gli autori dello studio. I dettagli della ricerca “First Lunar Farside SETI Observations for Periodic Signals with the Low-frequency Radio Spectrometer of Chang’E-4 Mission” – non ancora sottoposta a revisione paritaria – sono stati pubblicati su ArXiv.
