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La sonda cinese Tianwen-2 si avvicina a una misteriosa quasi-luna della Terra: preleverà campioni per svelarne l’origine

In queste ore è previsto l’avvicinamento della sonda cinese Tianwen-2 a una misteriosa quasi-luna della Terra, di cui da anni si dibatte sulle origini. La sonda preleverà dei campioni dalla superficie dell’oggetto e li invierà sul nostro pianeta per essere analizzati.
Un’immagine della sonda cinese Tianwen–2 e della Terra. Credit: CNSA
Un’immagine della sonda cinese Tianwen–2 e della Terra. Credit: CNSA

A circa sei anni di distanza dal recupero dei campioni dell'asteroide Bennu da parte della sonda OSIRIS-REx della NASA, anche l'Agenzia spaziale cinese CNSA (China National Space Administration) sta per tentare per la prima volta un'analoga impresa con la sonda Tianwen-2. Tuttavia, per l'occasione, è stato selezionato un bersaglio peculiare ed estremamente interessante dal punto di vista scientifico: la quasi-luna 469219 Kamo'oalewa, conosciuta anche come 2016 HO3. Ad oggi si conoscono otto quasi-lune (o quasi-satelliti o co-orbitali) della Terra. Si tratta di asteroidi che orbitano attorno al Sole e non attorno alla Terra – altrimenti sarebbero state lune vere e proprie – ma che restano sempre relativamente vicini al nostro pianeta, grazie a un'orbita sincronizzata a quella terrestre. In sostanza, sembrano lune, ma sono legate gravitazionalmente al Sole.

Le quasi-lune hanno un periodo orbitale quasi identico a quello terrestre e possono rimanere in questa “terra di mezzo” per centinaia o addirittura migliaia di anni. 469219 Kamo'oalewa, un nome hawaiano che significa “frammento celeste oscillante”, è stato scoperto il 27 aprile del 2016 dal sistema di monitoraggio Pan-STARRS 1 sull'Haleakalā (alle Hawaii) ed è fra le quasi-lune più interessanti, grazie alla sua notevole stabilità. Il suo diametro è stato a lungo stimato tra i 45 e i 100 metri, ma in base alle più recenti osservazioni del Telescopio Spaziale James Webb non supererebbe i 20 metri, come indicato dall'Accademia Cinese delle Scienze. Inoltre non ha una forma sferoidale, ma schiacciata e allungata. Un dettaglio rilevante risiede nella sua elevata velocità di rotazione, considerando che compie un giro completo compiuto in appena 28 minuti. Si tratta dunque di un bersaglio piccolo, con una forma irregolare e caratterizzato da una elevata velocità rotazionale, quindi piuttosto complesso da “agganciare” per tentare il recupero di materiale dalla sua superficie. Ma è esattamente questa la (prima) missione della sonda spaziale cinese Tianwen-2, lanciata il 29 maggio 2025 dal Centro di lancio satellitare di Xichang. La sonda sarebbe arrivata proprio in queste ore – o starebbe per farlo – nei pressi della quasi-luna, a una distanza di circa 20 chilometri, pronta a svelare il suo mistero.

Un dettaglio di 469219 Kamo'oalewa che interessa particolarmente gli scienziati è la sua origine. In base ad alcuni modelli e dati spettroscopici la quasi-luna sarebbe un frammento di Luna strappato dalla faccia nascosta, a seguito di un violentissimo impatto con un asteroide che ha lasciato un cratere di 22 chilometri. In alternativa, come indicato nel recente studio su Nature “Tianwen-2 mission target asteroid (469219) Kamoʻoalewa probably develops an Itokawa-compositional but more space-weathered surface”, si ipotizza che possa essere un asteroide della Fascia Principale tra Marte e Giove, appartenente alla cosiddetta famiglia “Flora”. Entrambe le ipotesi presentano elementi di criticità e di bassa probabilità, pertanto la raccolta di campioni sarà fondamentale per risolvere questo affascinante enigma spaziale. Sapere da dove proviene, infatti, avrebbe ad esempio implicazioni notevoli sulla meccanica degli impatti lunari e sulla storia geologica del nostro satellite naturale.

Non è chiaro con quale tecnologia la sonda Tianwen-2 proverà a prelevare i campioni dalla superficie dell'asteroide, ma avrebbe un paio di assi nella manica. In questa fase, la sonda dovrebbe essersi posizionata nei pressi di 469219 Kamo'oalewa per raccogliere dati e misure (è possibile che nei prossimi giorni arrivino le prime foto); in una fase successiva sincronizzerà la propria rotazione con quella del sasso spaziale avvicinandosi il più possibile. A quel punto dovrebbe far calare un braccio robotico in grado di aspirare fino a 1 kg di regolite, che sarà inserito in una capsula ad hoc che dovrebbe raggiungere la Terra a novembre del 2027. È possibile che oltre al braccio, in caso di necessità, la sonda possa anche perforare il bersaglio, magari sganciando un proiettile cinetico per far sollevare il materiale, come accaduto con l'asteroide Bennu colpito da OSIRIS-Rex. Completata questa missione, la sonda Tianwen-2 compirà una manovra di fionda gravitazionale e si dirigerà verso la cometa 311P/PANSTARRS, che dovrebbe raggiungere attorno al 2035. Non resta che attendere i prossimi comunicati della CNSA per svelare altri dettagli sulla nostra quasi-luna.

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