È probabile che una parte del programma di Vannacci sia scritta con l’IA: l’analisi di Copyleaks
Futuro Nazionale ha presentato il suo programma. Non sono quattro slide, il testo presentato dal partito lanciato da Roberto Vannacci è composto da migliaia di parole. È una visione del Paese, un elenco di proposte pensate per essere realizzate in due mandati elettorali: “I tempi di riferimento per la piena realizzazione degli obiettivi qui indicati sono quelli di due legislature, dunque 10 anni, mentre i valori identificati non hanno tempo”. Proposta ambiziosa, soprattutto se consideriamo due mandati consecutivi. Con 1.392 giorni di attività il governo guidato da Giorgia Meloni è al secondo posto nella classifica dei governi più lunghi nella storia dell’Italia repubblicana. È a 20 giorni di distanza dal Berlusconi II, quello rimasto in carica dal 2001 al 2005. Un doppio mandato di almeno 10 anni raddoppierebbe questo record.
I temi aperti dal testo di Futuro Nazionale sono noti. Qui potete trovare un’analisi scritta dalla nostra redazione politica. C’è la remigrazione, con tanto di piano in 22 punti per metterla in atto. C’è il patriarcato mediterraneo, un modello “volto alla sottolineatura delle specificità e alla formazione di maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società”. Su questo vi lasciamo il commento dello psicologo Damiano Rizzi. E poi c’è la Russia, citata 13 volte a partire dalle forniture di gas: si parla della “riapertura della possibilità di acquistare il gas a prezzi vantaggiosi dalla Russia”.
Il volume del testo è consistente. L’intelligenza artificiale viene citata 4 volte, tutte abbastanza generiche. Si cita l’IA quando si parla di lavoro: “L’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale rappresentano una rilevante opportunità di crescita della produttività, ma richiedono una governance orientata alla tutela della persona e del lavoro”. Viene poi definita come un “comparto ad alto valore aggiunto”. E poi quando si parla di sovranismo tecnologico: “Futuro Nazionale considera la sovranità tecnologica non come isolamento, ma come capacità di competere nei settori più avanzati dell’economia globale”.
Il trattino lungo: analisi sull’uso dell’intelligenza artificiale nel testo
C’è un particolare, all’inizio del testo, che ha attirato l’attenzione. Nelle prime righe del paragrafo Introduzione. Chi siamo e cosa faremo c’è un uso abbastanza intenso di incisi segnati con quelli che sembrano dei trattini lunghi, quello che in inglese si chiama em dash. Questo segno grafico non si trova facilmente sulla tastiera Qwerty, quella che c’è su tutti i pc. Per comporlo bisogna cliccare il tasto del trattino normale per due volte, vi lasciamo la differenza: – e —. In passato l’uso degli em dash era associato ai testi scritti con l’intelligenza artificiale, soprattutto da ChatGPT ma verso la fine del 2025 lo stesso Sam Altman era intervenuto pubblicamente per correggere l’uso eccessivo di questo carattere, poco presente nei testi scritti da esseri umani.
Partendo da qui però abbiamo provato ad analizzare tutto il testo del programma. La piattaforma che abbiamo usato per questo lavoro è Copyleaks, uno strumento che analizza i testi per capire due cose: se il testo è di fatto un plagio e se è stato generato dall’IA. Abbiamo fatto leggere da Copyleaks tutto il programma di Futuro Nazionale, paragrafo per paragrafo. L’indicatore che identifica su un testo è copiato ha dato sempre risultati positivi, tra i 99 e il 100% a seconda del paragrafo. Ma anche qui non c’è nessuno scandalo. Molto spesso questo indicatore si accendeva perché trovava giornali, agenzie o post social dove venivano ripresi interi paragrafi del programma di Vannacci.
Più interessanti i risultati arrivati dai filtri che indicano la presenza di testi generati dall’intelligenza artificiale. Questo indicatore analizza il testo concentrandosi sui gruppi di parole o frasi intere utilizzate per esprimere un concetto. Ci sono formule che sembrano molto care all’intelligenza artificiale e che quindi compaiono molte più volte nei testi scritti con i chatbot che in quelli scritti dagli esseri umani. Il segnale di AI Content è comparso due volte. La prima è stata nel paragrafo Una proposta per il rafforzamento della sovranità economica: la moneta fiscale. Abbiamo verificato quali formule hanno fatto scattare l’alert ma ci sono sembrate molto deboli. Lo specifichiamo: Copyleaks come molti strumenti simili non fornisce ma una certezza, parla solo di possibilità. Quindi è sempre bene andare a vedere i dettagli di ogni risultato.
La seconda volta è scattato nel capitolo Energia, una sezione in fondo al programma composta da 4.522 parole. Qui Copyleaks segnala che il 52,8% del contesto è generato dall’intelligenza artificiale, con un focus particolare su alcuni paragrafi come Fotovoltaico ed eolico: parte del paniere, con limiti chiari o Energia termica: sovranità, risorse nazionali e territorio. Questo risultato arriva dalla frequenza con cui tornano delle formule molto care all’intelligenza artificiale. Qualche esempio: “Questo approccio rispetta” è un’espressione che secondo l’archivio di Copyleaks compare 192 di più nei testi scritti da IA che in quelli scritti da esseri umani. “Contribuire a ridurre la dipendenza” compare 121 volte di più nei testi scritti da IA che in quelli scritti da esseri umani. Il gruppo di parole “gestire. La logica di” compare 118 volte in più nei testi scritti da IA che in quelli scritti da esseri umani. La combinazione di tutti questi fattori ha portato il verdetto della piattaforma. Abbiamo ripetuto il test più volte, sia con lo stesso Copyleaks che con altri strumenti. Il risultato è sempre stato lo stesso: questa parte del programma ha una buona probabilità di essere scritto con l’intelligenza artificiale.
Il ruolo dell’IA nel lavoro di chi scrive
L’intelligenza artificiale è uno strumento che accompagna il lavoro di chi scrive. La usa anche l’autore di questo articolo. Ormai prima di passare alla pubblicazione ogni testo viene dato in pasto a un chatbot per scovare i refusi, quegli errori di battitura o di grammatica che possono scappare dopo le ore illuminate dallo schermo di un pc. Non solo. Ci sono strumenti molto ultimi anche per trasformare i file audio in testo, prima di tutto le interviste. L’intelligenza artificiale analizza l’audio, riconosce la lingua parlata, le parole e le titubanze. Poi organizza tutto in un unico documento dove epura le ripetizioni, corregge le frasi tronche e lo rende più simile a uno scritto. Anche qui, poi spetta a chi sul quel testo ci metterà la firma controlla che rispetti lo spirito dell’audio.
Non usare l’intelligenza artificiale per la stesura di un testo è antistorico. Come portarsi una macchina da scrivere in redazione invece di utilizzare il pc. È uno strumento che esiste e che può aiutare a rendere il lavoro più veloce, soprattutto nelle fasi in cui la differenza rispetto all’apporto del lavoro di un homo sapiens collassa verso lo zero, come la trascrizione di un audio. La differenza è se l’IA viene usata per correggere uno scritto o per generarlo. Non è solo una formalità: un testo in cui le informazioni, la struttura e i toni vengono selezionati dall’autore ha una responsabilità e un’origine chiara. Un testo la cui costruzione viene affidata totalmente all’intelligenza artificiale accoglie informazioni di cui l’autore non conosce la provenienza. Dati potenzialmente inventati, letture forzate per rispettare un prompt, ragionamenti che possono anche essere copiati interamente da altrift. La differenza c’è: usare l’IA come un assistente per scrivere è una cosa, trasformarla in un autore sintetico un’altra. I lettori devono sapere quello che hanno davanti.