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Razzo di SpaceX contro la Luna il 5 agosto, ecco il punto di impatto: “Potenzialmente visibile dalla Terra”

Pubblicato il piano scientifico per l’osservazione dell’impatto dello stadio superiore di un razzo Falcon 9 di SpaceX contro la Luna, previsto per il 5 agosto 2026: Il documento indica il punto di caduta, l’orario della collisione e i telescopi che tenteranno di registrare il bagliore e la nube di detriti.
La posizione prevista dell'impatto dello stadio superiore del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna il 5 agosto 2026 è indicata con un punto blu. Fonte: ArXiv (2026)
La posizione prevista dell'impatto dello stadio superiore del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna il 5 agosto 2026 è indicata con un punto blu. Fonte: ArXiv (2026)

L’impatto dello stadio superiore di un Falcon 9 di SpaceX contro la Luna, previsto per il 5 agosto 2026, è al centro di un piano scientifico di osservazione che chiarisce i dettagli dell’evento. Redatto da 23 scienziati di istituzioni, tra cui l’Ames Research Center della NASA, la Johns Hopkins University e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il documento indica il punto di impatto, l’orario della collisione e i telescopi che tenteranno di registrare il bagliore e la nube di detriti. L’impatto è atteso intorno alle 6:35 UTC (le 8:35 ora italiana) nei pressi del cratere Einstein, vicino al bordo orientale della Luna, visto dalla Terra. “L’evento si verificherà sulla superficie lunare illuminata dal sole e sarà potenzialmente osservabile da strutture terrestri e spaziali”.

Lo stadio superiore del Falcon 9 è il secondo segmento del razzo di SpaceX lanciato il 15 gennaio 2025 per portare verso la Luna il lander Blue Ghost di Firefly Aerospace, allunato con successo, e il lander Hakuto-R di Ispace, che invece non è riuscito a completare l’allunaggio. Dopo la missione, il primo stadio del Falcon 9 è rientrato regolarmente sulla Terra, mentre il secondo è rimasto in un’orbita terrestre alta che incrocia quella lunare.

Dove colpirà la Luna il razzo SpaceX: il punto di impatto nel piano scientifico

Il piano scientifico include l’immagine della posizione prevista dell’impatto dello stadio del razzo di SpaceX sulla superficie lunare, indicato nella foto in apertura con un punto blu. “Il 5 agosto 2026 la Luna sarà prossima all’ultimo quarto, con circa il 56% della superficie illuminata” precisano i ricercatori. “La velocità prevista dell’impatto è di 2,43 km/s, con un angolo di 34° rispetto alla verticale, nelle vicinanze del cratere Einstein (88° Ovest, 15° Nord). L’esatto orientamento del corpo del veicolo spaziale al momento dell’impatto è difficile da prevedere”.

Immediatamente prima dell’impatto, lo stadio superiore del razzo dovrebbe effettuare un passaggio ravvicinato (dell’ordine di pochi chilometri) del Korean Pathfinder Lunar Orbiter, la sonda lunare della Corea del Sud. Il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA, invece, si troverà in orbita a una longitudine lunare quasi ortogonale rispetto al sito di impatto, una configurazione che impedirà di effettuare osservazioni spettroscopiche nell’ultravioletto dei gas del pennacchio di detriti.

Lo stadio superiore del Falcon 9 misura circa 12 metri di lunghezza e 4 metri di diametro, anche se la massa esatta non è nota. Gli scienziati stimano tuttavia che sia di circa 4.000 kg (ipotizzando che tutto il propellente sia stato consumato) e che l’impatto libererà un’energia cinetica di 11,8 gigajoule.

Quali fenomeni potranno essere osservati

Il piano scientifico di osservazione considera tre distinti fenomeni prodotti dall’impatto: il bagliore (impact flash), un breve lampo di luce, della durata inferiore a un secondo, prodotto dall’energia rilasciata nella collisione; il pennacchio dell’impatto (impact plume), ovvero la nube di detriti che si solleverà sopra la superficie lunare; e il cratere risultante che, sulla base dei dati di precedenti missioni e simulazioni, è previsto con un diametro compreso tra 20 e 30 metri. “Potrebbe inoltre formarsi un doppio cratere se lo stadio superiore dovesse spezzarsi al momento dell'impatto, eventualità che dipende dal suo al momento della collisione” precisano gli autori del documento.

Il rilevamento del lampo è tuttavia ritenuto “particolarmente difficile”, perché l’impatto avverrà sulla superficie illuminata dalla Luna. “Ad oggi, non è mai stato osservato un lampo d’impatto, né naturale né artificiale, sulla porzione illuminata della superficie lunare” ricordano i ricercatori. In ogni caso, nello scenario più favorevole, le simulazioni indicano che il bagliore potrebbe raggiungere una magnitudine di +3, mentre nello scenario peggiore potrebbe risultare praticamente inosservabile.

Diversa è invece la possibilità di rilevare il pennacchio di detriti sollevato nell’impatto e che, “con ogni probabilità”, potrebbe raggiungere alcuni chilometri di altezza, sufficienti per essere teoricamente visibile dalla Terra, al di sopra del bordo della Luna.

Da dove sarà “potenzialmente visibile” l’impatto

Per le osservazioni da Terra, che coinvolgeranno diversi osservatori, tra cui il telescopio da 3,5 metri dell'Astrophysical Research Consortium presso leApache Point Observatory in New Mexico, il Lowell Discovery Telescope da 4,3 metri in Arizona, e lo strumento UVES montato sull’Unit Telescope 2 (UT2) da 8,2 metri del Very Large Telescope nel deserto di Atacama, in Cile, dovranno essere tenuti in considerazione anche i vincoli legati all’oscurità e alla posizione della Luna al momento dell’impatto.

Per avere le migliori probabilità di osservarlo, le aree geografiche favorevoli sono ristrette al Sud America e alcune zone a bassa e media latitudine del Nord America, dove alle 6:35 UTC sarà ancora buio. Nelle regioni dove sarà già giorno, la rilevazione è resa più complessa dalla luminosità del cielo, sebbene osservazioni diurne siano possibili utilizzando la banda infrarossa J.

Il secondo limite riguarda la posizione della Luna che, al momento dell’impatto, deve risultare al di sopra dell’orizzonte locale perché l’impatto possa essere osservato. Questo requisito non esclude l’Italia, dove la Luna sarà ancora alta sull’orizzonte, pur con tutte le limitazioni della luce del giorno. Le condizioni saranno invece più favorevoli per gli osservatori del Nord America, in particolare nelle aree lontane dalla costa occidentale. Osservazioni amatoriali saranno invece coordinate attraverso il progetto di citizen science Impact Flash! della NASA e il Lunar Impact Flash Network gestito dal CNR.

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