Video inedito del secondo stadio del razzo cinese disintegrato sull’Italia il 13 aprile: le immagini dalla Campania

Il 13 aprile del 2026 da diverse regioni del Centro e Sud Italia è stato visibile uno spettacolare fenomeno luminoso nel cielo, provocato dal rientro incontrollato del secondo stadio di un razzo cinese. Fanpage.it ha ricevuto il video catturato dal sistema di rilevamento della Sezione di Caserta dell’Associazione Arma Aeronautica. Nelle immagini si osserva la significativa frammentazione dell’oggetto innescata dall’attrito con l’atmosfera terrestre.
A cura di Andrea Centini
0 CONDIVISIONI
Il video inedito del rientro del secondo stadio del razzo cinese sull’Italia. Credit: Nucleo di Rilevamentodei Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera – Sezione di Caserta dell’Associazione Arma Aeronautica
Il video inedito del rientro del secondo stadio del razzo cinese sull’Italia. Credit: Nucleo di Rilevamento
dei Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera – Sezione di Caserta dell’Associazione Arma Aeronautica

Alle 05:44 ora italiana di lunedì 13 aprile 2026, nei cieli di diverse regioni del Centro e del Sud Italia è stato visibile uno spettacolare fenomeno luminoso: una lunga e brillante scia caratterizzata da tonalità gialle e rosse che si è separata in più componenti durante il passaggio nel crepuscolo mattutino. L’evento, oltre che da numerosi residenti che hanno condiviso i propri video sui social network, è stato immortalato dalle postazioni Est e Sud del sistema di telerilevamento di fenomeni transitori in atmosfera della Sezione di Caserta dell’Associazione Arma Aeronautica, i cui dati sono quotidianamente analizzati dal Generale dell’Aeronautica Elia Rubino. Le immagini, che potete vedere in testa all’articolo e che ci sono state gentilmente fornite dall’Ingegnere Aerospaziale e socio dell’associazione Raffaele Minichini, sono impressionanti e mostrano una vera e propria pioggia di scie “fiammeggianti” mentre attraversano il cielo della Campania. Segnalazioni e vari documenti visivi sono arrivati anche da diverse località della Puglia e del Molise.

La traiettoria del rientro incontrollato finisce sull’Italia meridionale. Credit: Nucleo di Rilevamentodei Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera – Sezione di Caserta dell’Associazione Arma Aeronautica
La traiettoria del rientro incontrollato finisce sull’Italia meridionale. Credit: Nucleo di Rilevamento
dei Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera – Sezione di Caserta dell’Associazione Arma Aeronautica

Sin da principio gli esperti avevano associato questo evento al rientro in atmosfera di un detrito spaziale e non a un fenomeno naturale, come ad esempio un bolide o la frammentazione di un meteoroide causata dall’ablazione, il fenomeno innescato dall’attrito con l’atmosfera terrestre. Celebri, in tal senso, le immagini della meteora di Čeljabinsk esplosa nei cieli della Russia nel febbraio 2013: era un meteoroide di circa 15 metri per 10.000 tonnellate di massa, la cui distruzione generò un’onda d’urto violentissima che provocò il ferimento di circa 1.500 persone. Ma in questo caso tutto lasciava intuire il rientro di un pezzo di spazzatura spaziale, come mostrano le immagini di alcuni rientri incontrollati di parti dei razzi Falcon 9 di SpaceX e anche della Starship. Il 13 aprile, in breve tempo, è stato individuato l’oggetto responsabile del fenomeno luminoso: il secondo stadio del razzo cinese Kinetika‑2 (Lijian‑2), lanciato alle 02:00 ora italiana di martedì 31 marzo dal Jiuquan Satellite Launch Center (JSLC), nel contesto della missione Xinzhengcheng 02. Tutti i parametri analizzati – dalla traiettoria alla direzione, passando per l’orario – risultavano pienamente compatibili con il rientro incontrollato sull'Italia di questa componente del razzo, designata con il codice NORAD (North American Aerospace Defence Command) ZK‑2 R/B – ID 68413.

Come spiegato dal dottor Minichini e dal collega Matteo Giordano in un report inviato a Fanpage.it, il fenomeno visivo è stato così esteso da essere stato catturato da due delle quattro telecamere del sistema di rilevamento, posizionato a un centinaio di metri sul livello del mare sull’edificio dell’associazione, nella periferia di Caserta. “Intorno alle 03:44 UTC – spiegano gli esperti – un oggetto molto luminoso ha fatto il suo ingresso nel campo visivo della camera Sud, con azimut iniziale 275° e circa 35° di elevazione. L’oggetto ha attraversato il cielo in direzione S‑N, lasciando dietro di sé una scia persistente e luminosa. Nel corso del passaggio si sono distaccati dal corpo centrale diversi frammenti, indice di una significativa frammentazione in fase di rientro atmosferico. La traiettoria osservata e la velocità apparente sono inoltre elementi coerenti con un rientro atmosferico incontrollato”.

Un’altra immagine del rientro. Credit: Nucleo di Rilevamentodei Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera – Sezione di Caserta dell’Associazione Arma Aeronautica
Un’altra immagine del rientro. Credit: Nucleo di Rilevamento
dei Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera – Sezione di Caserta dell’Associazione Arma Aeronautica

Grazie ai dati orbitali di CelesTrak e Space‑Track, analizzati con un software apposito (Orbitron), anche Minichini e Giordano sono giunti alla conclusione del coinvolgimento del secondo stadio del razzo cinese. “L’oggetto compatibile con le condizioni osservate in termini di orario, direzione e traiettoria apparente risulta essere il secondo stadio del razzo cinese Lijian‑2 (noto anche come Kinetika‑2), lanciato il giorno 30 marzo 2026 dal centro spaziale cinese di Jiuquan e designato con identificativo NORAD 68413”. Le immagini della traiettoria puntano proprio l’Italia meridionale, nel cui cielo il rientro è stato osservato da numerose persone. Gli esperti dell’Associazione Arma Aeronautica hanno spiegato che il razzo cinese coinvolto nel fenomeno è un lanciatore a due stadi alto 53 metri “in grado di trasportare in orbita bassa (LEO) fino a 12 t di carico utile o fino a 8 t in orbita eliosincrona (SSO, circa 500 km di altitudine)”. Nel caso del lancio avvenuto a fine marzo, il carico utile era rappresentato da due satelliti e un veicolo spaziale sperimentale (Qingzhou). Gli esperti spiegano che tutti e tre i payload sono stati immessi in orbita con successo e non sono coinvolti nel rientro incontrollato del 13 aprile. Come indicato, a essere coinvolto è proprio il secondo stadio del razzo. Il primo, nelle intenzioni dell’azienda cinese che ha realizzato il razzo, CAS Space, deve essere in grado di rientrare ed essere riutilizzabile, esattamente come avviene con il Falcon 9 di SpaceX, la società aerospaziale del magnate sudafricano naturalizzato statunitense Elon Musk.

“Il secondo stadio destinato a inserire il payload fino all’orbita finale – evidenziano Minichini e Giordano – non dispone di sistemi di rientro guidato e viene pertanto abbandonato in orbita. Finché tale architettura rimarrà la norma, la crescita del numero di lanci commerciali si tradurrà in un aumento degli oggetti soggetti a rientro incontrollato come quello osservato”. In sostanza, c’è il rischio che questo approccio determini un incremento della già abbondante spazzatura spaziale, che presenta varie criticità: dall’inquinamento ai potenziali danni a cose e persone, fino a incidenti con veicoli spaziali e satelliti dall’esito potenzialmente catastrofico. Tra i più temuti dagli esperti c’è la famigerata Sindrome di Kessler, una reazione a catena devastante in grado di mettere fine all’esplorazione spaziale e ai fondamentali servizi satellitari. Secondo un recente studio, questo scenario catastrofico potrebbe materializzarsi in appena 2,8 giorni dal momento di una prima collisione in grado di innescare la reazione a catena, proprio a causa dell'affollamento nell'orbita bassa terrestre.

Per tutte queste ragioni è fondamentale tracciare e monitorare gli oggetti protagonisti dei lanci e la relativa spazzatura spaziale, non solo da parte di enti istituzionali, ma anche da parte di osservatori civili come quello della Sezione di Caserta dell’Associazione Arma Aeronautica, che possono fornire un preziosissimo contributo nel contesto dello Space Domain Awareness, ovvero “la capacità di tracciare, identificare e comprendere il comportamento degli oggetti in orbita”. Oggi “è riconosciuta come un elemento critico per la sicurezza spaziale a livello internazionale”, hanno chiosato Minichini e Giordano.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views