La prima foto ravvicinata di Kamo’oalewa, rara quasi-luna della Terra: sonda cinese della CNSA raccoglierà dei campioni

Come ampiamente previsto, l'Agenzia spaziale cinese CNSA (China National Space Administration) ha condiviso la prima foto ravvicinata del misterioso e affascinante asteroide 469219 Kamoʻoalewa (2016 HO3). Si tratta di una quasi-luna o quasi-satellite della Terra, ovvero un oggetto che pur orbitando attorno al Sole resta per lungo tempo strettamente legato al nostro pianeta, grazie a un'orbita sincronizzata. In sostanza, sembra una “miniluna” della Terra, ma in realtà condivide solo il viaggio attorno alla stella del Sistema solare, per un periodo che a seconda dei casi puà durare anni o persino secoli.
Come vi abbiamo raccontato in questo articolo, nei giorni scorsi la sonda cinese Tianwen-2 – lanciata dalla base spaziale Xichang poco più di un anno fa – ha raggiunto il piccolo asteroide dopo oltre 1 miliardo di chilometri di viaggio. La CNSA ha confermato che è arrivata a 20 chilometri di distanza dall'obiettivo lo scorso giovedì 2 luglio, scattando la fotografia che trovate nell'articolo. L'oggetto, come mostra l'immagine, non ha una forma sferoidale, ma irregolare e allungata come avevano determinato in precedenza dagli scienziati. È anche molto più piccolo delle stime condotte in passato. Si riteneva infatti che avesse un diametro compreso tra i 40 e i 60 metri, ma analisi recenti condotte con l'avveniristico e costosissimo Telescopio Spaziale James Webb avevano ridotto tale stima a circa 18 metri. Ora le immagini della sonda cinese Tianwen-2 confermano dimensioni attorno ai 20 metri. Nonostante sia piccolo, questo near-Earth object (NEO) di classe Apollo è estremamente interessante per gli scienziati, in particolar modo per la sua origine.
Si è a lungo supposto che potesse essere un frammento della faccia nascosta della Luna, scagliato nello spazio profondo a seguito di un impatto con un asteroide; è stata avanzata anche l'ipotesi che potesse essere un asteroide proveniente dalla Fascia Principale degli asteroidi tra Marte e Giove, appartenente alla famiglia Flora. Entrambe queste ipotesi presentano elementi di bassa probabilità. Secondo le stime più recenti basate sui dati del James Webb, come indicato da spacenews.com, si ritiene che Kamoʻoalewa possa essere un raro asteroide silicatico di tipo E. Gli asteroidi di tipo E sono in genere caratterizzati da albedo elevata, spettri piatti e piccole dimensioni, con superfici ricche di un composto chiamato enstatite.
L'obiettivo della sonda cinese Tianwen-2 è proprio quello di svelare tutti i segreti di questo misterioso oggetto. Dalla distanza attuale condurrà indagini di mappatura della superficie e misurazioni varie, con lo scopo di individuare una superficie idonea alla raccolta di campioni. Esattamente come fatto dalla sonda OSIRIS-Rex della NASA con l'asteroide Bennu, infatti, la sonda cinese raccoglierà dei campioni dalla superficie dell'oggetto, per un totale di circa 1 chilogrammo di materiale. I campioni saranno trasferiti in una capsula ad hoc che dovrebbe rientrare sulla Terra a novembre del 2027.
Gli ingegneri hanno dotato Tianwen-2 di tre sistemi distinti per questa operazione, proprio perché, non conoscendo le caratteristiche dell'oggetto, non sapevano quale potesse essere la migliore. La sonda può prelevare il materiale “aspirandolo” attraverso una modalità di volo stazionario (dopo aver sincronizzato la sua rotazione con quella dell'asteroide); può effettuare un cosiddetto “touch-and-go” oppure atterrare e ancorarsi per un prelievo più efficace, ma quest'ultima operazione dipende dalla regolarità e dalle caratteristiche della superficie.
Nei prossimi mesi saranno raccolti tutti i dati su forma, composizione e struttura interna di Kamoʻoalewa, grazie ai suoi 11 strumenti scientifici tra i quali anche l'italiano DIANA (dedicato all'analisi delle polveri). Infine si pianificherà nel dettaglio la fondamentale raccolta dei campioni, che farà definitivamente luce sulle sue origini. Tianwen-2 rimarrà in compagnia della quasi-luna o co-orbitale (la Terra ne ha meno di dieci) per circa nove mesi; poi, dopo aver inviato verso la Terra il prezioso carico, inizierà il suo viaggio verso la cometa 311P/PANSTARRS, suo secondo obiettivo scientifico.