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Su YouTube c’è un canale che si spaccia per Paolo Crepet usando l’IA. Lo psichiatra: “Gravità inaudita”

Abbiamo analizzato il canale YouTube che sta usando l’A per clonare la voce dello psichiatra. L’account realizza video motivazionali sfruttando la credibilità del professore e finora ha raccolto oltre 11.000 iscritti. Il presidente di Federprivacy Bernardi a Fanpage.it: “In questi casi è utile ricorrere al garante per ottenere subito la rimozione dei contenuti illeciti”.
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La voce è molto simile all'originale. Il tono è quello deciso che il pubblico ha imparato a conoscere. Le riflessioni, benché confezionate con lo stile tipico dei guru del mindset, toccano temi come l'educazione e l'analisi delle relazioni umane. Eppure, a parlare non è Paolo Crepet, ma un modello di intelligenza artificiale. Da alcune settimane è infatti comparso su YouTube un nuovo canale che pubblica con regolarità contenuti motivazionali utilizzando una voce sintetica capace di riprodurre fedelmente quella dello sferzante psichiatra e saggista. Un'imitazione talmente convincente da aver già raccolto migliaia di iscritti e macinato più di un milione e mezzo di visualizzazioni.

"Questo è di una gravità inaudita, chiunque può essere oggetto di un fake. Ci attacchi un po' di pubblicità e ci fai un po' di soldi. Per me è una grande tristezza perché temo che non si possa fare granché per contrastare il fenomeno", ha commentato Crepet a Fanpage.it. "Se mai scopriremo chi è magari gli manderò la mia carta d'identità per fargli vedere che non ho 80 anni, come invece viene detto in molti di questi video".

L'analisi del canale fake

Il canale in questione si chiama "La visione di Crepet" ed è stato aperto il 31 gennaio 2026. I primi contenuti con il "finto" Crepet sono però comparsi soltanto quattro settimane fa. In poco tempo sono stati pubblicati 28 video, che hanno superato complessivamente 1,7 milioni di visualizzazioni. Gli iscritti sono già oltre 11.000, tutt'altro che pochi per YouTube Italia.

Secondo i dati di Social Blade, circa 4.000 follower si sono aggiunti soltanto negli ultimi trenta giorni. C'è quindi la possibilità che nei mesi scorsi il canale abbia postato anche altri contenuti per costruire la propria fanbase, eliminandoli successivamente e lasciando online soltanto gli attuali 28 video. Abbiamo provato a verificarlo usando Wayback Machine (una sorta di "macchina del tempo" che permette di vedere come appariva un certo sito in un momento del passato), ma nell'archivio del sito è presente solo una schermata datata 19 giugno 2026. Troppo vicina per cogliere differenze sostanziali con la pagina attuale.

Gli utenti credono davvero che a parlare sia Crepet (nonostante la bio)

Formalmente il canale non sembra voler nascondere la propria natura, anche se la descrizione dell'account potrebbe essere stata modificata di recente per evitare ripercussioni legali. "Questo NON è un canale ufficiale e non è affiliato direttamente a Paolo Crepet", si legge nell'attuale bio. "È un fan-based channel creato esclusivamente a scopo educativo e divulgativo, per commentare e approfondire concetti psicologici legati alle relazioni umane, nel rispetto del fair use". Subito dopo, però, il testo invita comunque gli utenti a iscriversi per "capire meglio se stessi", "evitare errori emotivi" e "costruire relazioni più sane e mature".

Chi ascolta i video, soprattutto se vi arriva attraverso i suggerimenti dell'algoritmo di YouTube, potrebbe non leggere mai quella precisazione e dare per scontato che quei pensieri appartengano davvero allo psichiatra. Basta scorrere i commenti per rendersene conto. Sotto ogni video decine di utenti si rivolgono direttamente a Crepet, lo ringraziano per i consigli, si complimentano con lui e condividono episodi della propria vita, ignari che a parlare non sia lui ma una voce generata dall'IA.

Per fugare ogni dubbio, lo psichiatra (quello vero) ha pubblicato un messaggio sulla propria pagina Facebook ufficiale informando i propri follower e invitandoli a segnalare il canale.

Cosa rischiano gli autori di deepfake audio: il commento dell'esperto di privacy

A scoprire il canale è stato Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, che si è imbattuto in uno di questi video su YouTube. "Il fenomeno dei deepfake audio è molto più esteso di quanto si possa pensare", ha spiegato Bernardi a Fanpage.it. "Anche se si specifica che il contenuto non è originale, condividere un audio che imita fedelmente la voce di un'altra persona resta una violazione perseguibile".

La voce, prosegue Bernardi, è infatti considerata dalla legge un dato biometrico, quindi un'informazione sensibile che viene tutelata dal GDPR (General Data Protection Regulation), il regolamento europeo sulla protezione della privacy. Chi viola il GDPR rischia sanzioni amministrative molto pesanti, che possono arrivare fino al 4% del fatturato globale o a 20 milioni di euro. Ma c'è anche un risvolto penale. "L'articolo 167 del Codice Privacy ci dice che chi procede al trattamento di dati personali biometrici o sensibili per trarne un profitto o per arrecare danni, è punito con la reclusione da uno a tre anni". A ciò si può anche aggiungere il reato di sostituzione di persona previsto dall'art.494 del Codice Penale.

Chiunque, come il professor Crepet, si ritrovasse ad essere vittima di un deepfake, può dunque rivolgersi alle autorità per far valere i propri diritti. Qui però arriva un'altra precisazione dell'esperto Bernardi: "La sola denuncia alla polizia postale rischia di non bastare. Spesso le piattaforme rifiutano di fornire i dati anagrafici e i recapiti dell'utente e quando poi si scopre che l'account incriminato è stato attivato in qualche lontana località estera, c'è un elevato rischio che i tempi della giustizia finiscano per allungarsi in eterno".

"La strada vincente è invece utilizzare gli strumenti del GDPR", conclude Bernardi. "L'articolo 58 del regolamento conferisce al garante della Privacy il potere di bloccare nel giro di poche ore i contenuti ritenuti illeciti. Ecco perché il mio consiglio è sempre rivolgersi al garante per ottenere subito risultati concreti nella tutela della propria reputazione".

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