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Anche Roberto Burioni è stato clonato con l’IA: un nuovo canale fake dispensa consigli medici su YouTube

Un clone deepfake di Roberto Burioni dispensa falsi consigli medici su YouTube. Il virologo denuncia il furto d’identità, ma come nel precedete che aveva coinvolto lo psichiatra Paolo Crepet, la rimozione del canale è piuttosto complessa.
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Ci risiamo. Dopo il canale del finto Paolo Crepet che propina video motivazionali e riflessioni di psicologia spicciola, ora anche il virologo Roberto Burioni ha un suo clone deepfake generato con l'intelligenza artificiale. Questa volta, però, non è solo la voce ad essere imitata dall'IA, ma anche il volto del noto professore del San Raffaele di Milano. Il canale YouTube che lo ospita si chiama "Il medico Risponde" e dispensa consigli medici accompagnati da titoli sensazionalistici come: "Supplico gli anziani di non prendere mai questo farmaco" oppure "Questo frutto ripara gli occhi dalla cataratta".

A denunciare la vicenda è stato lo stesso Burioni che sui propri profili social ha messo in guardia i follower e lamentato l'impossibilità, almeno per ora, di far rimuovere il canale. "Nonostante le mie segnalazioni e denunce, YouTube non ha rimosso un canale (basato in Brasile) che ha rubato la mia identità e pubblica falsi video dove io racconto scemenze", ha scritto il medico. "Adesso questi video vengono anche indicizzati da Google, e un sacco di gente mi scrive lamentandosi di essere stata truffata. Io non so cosa fare, se non postare questo pubblico appello chiedendovi di fare girare questo messaggio sperando che qualcuno sappia come risolvere il problema".

Analisi del canale: l'IA è palese ma non viene dichiarata

Il canale è stato aperto il 12 giugno 2026 e in appena tre settimane ha già ottenuto più di 164.000 visualizzazioni e oltre 1.500 iscritti. Tutti gli 11 video attualmente caricati seguono il medesimo canovaccio. Un Roberto Burioni in versione AI slop – voce e aspetto simili all'originale, ma con postura decisamente rigida e parlato pieno di imperfezioni che ne tradiscono l'origine sintetica –  parla in favore di camera davanti allo sfondo posticcio di uno studio medico. L'effetto non è dei migliori e nella maggior parte dei casi sembra di trovarsi di fronte a uno sketch della Gialappa's Band. Eppure molti utenti sono convinti di interagire con il vero Burioni. Sotto uno di questi contenuti c'è anche un medico in pensione (il profilo è autentico) che si complimenta con il professore e condivide alcuni spunti da trattare nei prossimi video.

A differenza del canale fake di Crepet, "Il Medico Risponde" non dichiara espressamente di non avere alcuna relazione con il vero Burioni. Anzi, la bio del profilo sembra voler cavalcare la credibilità del virologo, pur non citandolo direttamente: "Qui troverai consigli pratici su alimentazione, benessere, attività fisica, prevenzione, salute del cuore, circolazione, pressione arteriosa, diabete, sonno, memoria e qualità della vita dopo i 60 anni", si legge. L'unico indizio che rivela l'uso dell'intelligenza artificiale è la piccola icona "AI" che compare nell'angolo in basso a sinistra dei video. Si tratta dell'etichetta che YouTube applica automaticamente ai contenuti che i suoi sistemi di rilevamento identificano come significativamente modificati o generati con l'intelligenza artificiale. Il tag non è però evidente e molti utenti finiscono per non vederlo nemmeno. Un equivoco molto pericoloso, soprattutto quando si trattano temi come la salute delle persone.

Perché rimuovere i fake da YouTube è così complesso

Le difficoltà incontrate da Burioni nel far rimuovere i video che sfruttano abusivamente la sua immagine non sono una novità. Nel post pubblicato su X, il professore afferma che il canale è gestito da un profilo con sede in Brasile, un dettaglio che lascia presumere si sia già rivolto alle autorità competenti, come la Polizia Postale, per cercare di ottenerne la chiusura. Il problema è che in questi casi la giustizia è costretta a seguire un iter lento e farraginoso, soprattutto se, come in questo caso, si scopre che l'account incriminato ha sede fuori dai confini italiani. Lo ha ben spiegato a Fanpage.it il presidente di Federprivacy Nicola Bernardi in occasione dell'analogo caso del deepfake di Crepet: "Quando le forze dell'ordine arrivano a confrontarsi con una piattaforma come YouTube, spesso scoprono che l'account è stato attivato dall'estero. Per questo motivo la denuncia penale vecchio stampo si rivela del tutto inefficace".

Ciò però non significa che non si possa fare nulla per salvaguardare la propria immagine. Secondo Bernardi, in questi casi la strada più efficiente rimane quella di appellarsi al Garante per la Privacy. Voce e aspetto fisico sono infatti dati biometrici che vengono tutelati dalle leggi sulla privacy alla stregua di informazioni sensibili come il proprio indirizzo di casa. Grazie all'art. 58 del GDPR (General Data Protection Regulation), il Garante ha infatti la facoltà di attivarsi nel giro di poche ore per ottenere l'oscuramento del video o del canale che ha usato impropriamente i dati personali altrui.

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