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Epidemia di Ebola in RDC, l’OMS annuncia la prima sperimentazione di una cura contro il virus Bundibugyo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato l’arruolamento del primo paziente nello studio clinico che per la prima volta valuterà trattamenti per l’Ebola Bundibugyo. In Repubblica Democratica del Congo saranno testati l’anticorpo monoclonale MBP134 e l’antivirale remdesivir.
In Repubblica Democratica del Congo è iniziata la sperimentazione PARTNERS, il primo studio clinico che valuterà due trattamenti contro l’Ebola da virus Bundibugyo.
In Repubblica Democratica del Congo è iniziata la sperimentazione PARTNERS, il primo studio clinico che valuterà due trattamenti contro l’Ebola da virus Bundibugyo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato l’avvio in Repubblica Democratica del Congo della prima sperimentazione clinica di una cura contro l’Ebola Bundibugyo, con l’arruolamento del primo paziente. Lo studio, denominato PARTNERS, valuterà due trattamenti: l’anticorpo sperimentale MBP134 di Mapp Biopharmaceutical e il farmaco antivirale remdesivir di Gilead Sciences, somministrati singolarmente e in combinazione.

La sperimentazione, promossa dall’OMS, è coordinata dall’Istituto Nazionale di Ricerca Biomedica della RDC, dall’Istituto di Medicina Tropicale del Belgio e dall’Università di Oxford, in collaborazione con partner internazionali nel campo della ricerca, della clinica e dell’assistenza umanitaria, e con il supporto dell’Africa CDC. Lo studio avrà una durata di sei mesi e coinvolgerà dai 700 e 1.000 pazienti di qualsiasi età e con diagnosi confermata di Ebola Bundibugyo.

Secondo gli ultimi dati dell’OMS, in Repubblica Democratica del Congo sono stati confermati oltre 1.400 casi e 438 decessi da quando l’epidemia è stata dichiarata un’emergenza sanitaria internazionale. Al 1° luglio, si contavano anche 20 casi confermati in Uganda, con due decessi, mentre in Francia un operatore sanitario dell'ong Alima, rientrato dopo aver assistito un paziente in RDC, è risultato positivo al virus ed è ora sotto monitoraggio e cure. Al momento non esistono vaccini o trattamenti approvati per il virus Bundibugyo, che è altamente contagioso.

MBP134 e remdesivir: come funziona la sperimentazione

Nello studio clinico PARTNERS contro l’Ebola Bundibugyo verranno valutati due trattamenti: l’anticorpo monoclonale MBP134, un cocktail di due proteine immunitarie appositamente ingegnerizzate che riconoscono e neutralizzano il virus, sviluppato da Mapp Biopharmaceutical; e l’antivirale remdesivir, sviluppato da Gilead Sciences e già approvato per il Covid-19. La sperimentazione verificherà se i trattamenti, singolarmente o in combinazione, miglioreranno le probabilità di sopravvivenza dei pazienti con Ebola da virus Bundibugyo.

Lo studio assegnerà in modo casuale i partecipanti a quattro gruppi: due riceveranno rispettivamente MBP134 o remdesivir in aggiunta al supporto standard, un terzo riceverà la combinazione di entrambi i farmaci sempre insieme alle cure di base, mentre il quarto sarà trattato con le sole terapie standard (supporto intensivo con somministrazione di liquidi e sali, gestione dei sintomi e, in caso di sospetta infezione secondaria, antibiotici o farmaci antimalarici).

Questi trattamenti sono stati selezionati per la sperimentazione dal Gruppo consultivo tecnico dell’OMS dopo un’attenta revisione delle evidenze scientifiche, inclusi studi preclinici e dati sulla sicurezza, nonché dati derivanti da precedenti risposte a epidemie” ha precisato l’OMS. “Le persone arruolate nella sperimentazione clinica riceveranno un supporto costante e un monitoraggio per almeno 28 giorni dopo l’arruolamento”.

L’efficacia dei trattamenti sarà misurata in base al tasso di mortalità registrato a 28 giorni dall’inizio della terapia: se uno dei due farmaci si dimostrerà efficace, potrà essere successivamente offerto a tutti i pazienti. Lo studio consentirà inoltre l’aggiunta di ulteriori trattamenti quando disponibili, previa valutazione da parte del Gruppo consultivo tecnico dell’OMS.

Abbiamo urgente bisogno di trattamenti che possano aiutare le persone colpite dalla malattia da virus Bundibugyo. Una delle lezioni fondamentali apprese dalle recenti epidemie è che la ricerca deve procedere di pari passo con la risposta, non dopo” ha affermato la professoressa Amanda Rojek, responsabile delle operazioni dello studio PARTNERS e professoressa associata di emergenze sanitarie presso il Pandemic Sciences Institute dell’Università di Oxford. "Lo studio PARTNERS ci offre l’opportunità di valutare potenziali trattamenti durante l’epidemia stessa, in modo che le evidenze generate possano contribuire a orientare l'assistenza ai pazienti quando è più necessaria, ovvero tra mesi anziché anni.

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