L’emergenza Ebola si aggrava: ci sono due vaccini ma nessuno è autorizzato per il virus Bundibugyo

L'emergenza sanitaria causata dall'epidemia di Ebola attualmente in corso nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e in Uganda si sta aggravando ogni giorno di più. Secondo l'ultimo aggiornamento diffuso dal direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sebbene i casi confermati nella Repubblica Democratica del Congo siano 101 – inclusi 10 decessi – si contano oltre 900 casi e 220 decessi sospetti.
Anche se in queste regioni ci sono stati in passato altri focolai di Ebola, oggi ci troviamo davanti a una situazione particolarmente critica per diversi motivi. A rendere ancora più difficile l'individuazione dei casi e quindi la comprensione della reale estensione geografica del focolaio è infatti la stessa natura del virus che lo ha causato: il virus Bundibugyo – come hanno spiegato Medici Senza Frontiere (MSF) – è particolarmente insidioso in quanto sfugge ai test standard per rilevare altre specie virali responsabili dell'Ebola e non ci sono ancora né vaccini né trattamenti specifici disponibili.
"Questa epidemia presenta sfide che non avevamo mai affrontato nei focolai degli ultimi anni" ha affermato John Johnson, responsabile medico di MSF per la risposta all’epidemia. Ecco perché lo sviluppo di un vaccino efficace rappresenterebbe una svolta decisiva per arginare l'epidemia attuale e l'insorgenza di futuri focolai dello stesso virus.
A che punto siamo con la ricerca del vaccino
"Attualmente esistono due vaccini approvati contro la malattia di Ebola, ma nessuno dei due è autorizzato per le infezioni da virus Bundibugyo", ha spiegato negli scorsi giorni Johnson. I due vaccini disponibili sono infatti entrambi efficaci contro l'Orthoebolavirus zairense, le specie di virus responsabile delle più gravi epidemie di Ebola registrate finora, compresa la terribile epidemia in Africa occidentale che tra il 2014 e il 2016 ha determinato 30.000 casi. Di questi due, soltanto uno – il nome commerciale è Ervebo – è attualmente disponibile per la risposta alle epidemia, spiega il Ministero della Salute.
Due vaccini in fase di sviluppo
Per quanto riguarda il virus Bundibugyo non esiste al momento un vaccino disponibile. In realtà ci sono due candidati in fase di sviluppo, ma dovremo aspettare diversi mesi prima che diventino effettivamente disponibili, come ha spiegato Vasee Moorthy, consigliere dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Uno utilizza la stessa piattaforma di Ervebo ed è studiato specificamente contro il Bundibugyo, l'altro invece si basa sulla piattaforma ChAdOx, la stessa del vaccino AstraZeneca sviluppato contro il COVID-19. Anche se ci sono questi due candidati – ha aggiunto Moorthy – quello basato sulla piattaforma di Ervebo deve essere considerato "prioritario come il vaccino candidato Bundibugyo più promettente". Tuttavia, in base alle informazioni attualmente disponibile "probabilmente ci vorranno dai sei ai nove mesi" prima che sia effettivamente dispobile.
Per quanto riguarda l'altro vaccino in fase di sviluppo, invece, non ci sono ancora dati relativi alla sperimentazione animale che ne confermino la sua efficacia – ha spiegato il consigliere dell'Oms – aggiungendo che forse si potrebbe partire con la sperimentazione clinica tra due o tre mesi "ma c'è ancora molta incertezza" dato che ancora non sono noti i risultati della sperimentazione sugli animali. Quindi di fatto non sappiamo se potrà essere considerato un candidato promettente o meno come vaccino contro il Bundibugyo.