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Donna filmata di nascosto con gli smart glass: prima il video finisce sui social, poi arriva il ricatto

Una donna inglese è stata filmata a sua insaputa con un paio di smartglass da uno sconosciuto che poi ha caricato la conversazione sui social. Dopo la richiesta di rimozione, l’uomo ha chiesto in cambio del denaro e ha ripubblicato il contenuto anche dopo un primo ban da parte delle piattaforme. È l’ennesima prova del fatto che controllare i contenuti registrati con gli occhi intelligenti rimane ancora molto complesso.
A cura di Niccolò De Rosa
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Gli smart glass continuano a far discutere. Dopo l'inchiesta che aveva rivelato come i video privati registrati dagli occhiali intelligenti di Meta venissero visionati da operatori umani per addestrare l'intelligenza artificiale, gli stessi dispositivi sono ora al centro di una nuova storia fatta di riprese clandestine e ricatti online. A farne le spese è stata una donna inglese che prima ha trovato la propria immagine sbattuta sui social e poi si è vista recapitare una richiesta di denaro per rimuovere da Internet il contenuto sgradito.

A raccontare la vicenda è la BBC, la quale ha raccolto la testimonianza della sua protagonista, che ha voluto rimanere anonima. Al giornale britannico, la donna ha spiegato di essere stata avvicinata da un uomo mentre stava facendo shopping. In quel momento pensava si trattasse soltanto di un tentativo di conversazione. Non si era accorta che gli occhiali indossati dall'uomo stavano registrando tutta la scena.

Il video girato con gli smart glass e pubblicato sui social

Il fenomeno degli uomini che filmano di nascosto le donne non è purtroppo una novità. Su Fanpage.it ne abbiamo parlato diverse volte. Molto spesso questi video vengono impiegati per realizzare controversi corsi "di rimorchio" nei quali sedicenti guru da social consigliano agli uomini le migliori tecniche per approcciare l'altro sesso. Nel caso in questione, la vittima del ricatto ha scoperto l'esistenza del filmato soltanto dopo che un'amica le ha inviato il video pubblicato online. Il contenuto aveva già raggiunto decine di migliaia di visualizzazioni tra TikTok e altre piattaforme social.

"La mia reazione iniziale è stata di totale shock", ha raccontato alla BBC, spiegando di essersi sentita umiliata e violata nella propria privacy. "Non aveva un telefono in mano, non c'era una telecamera puntata sul mio viso". Grazie alla camera perfettamente integrata nella montatura, gli smart glass possono infatti registrare suoni e immagini in modo molto discreto. L'unico segnale "di vita" del dispositivo è la spia luminosa che si accende nel momento in cui gli occhiali iniziano a riprendere, tuttavia è molto semplice oscurarla o camuffarla per evitare che le persone se ne accorgano.

La situazione è peggiorata ulteriormente quando la donna ha contattato direttamente l'autore del video per chiederne la rimozione.  Nella mail di risposta l'uomo avrebbe infatti spiegato che la rimozione del contenuto sarebbe stata possibile soltanto tramite un "servizio a pagamento". Una richiesta che è naturalmente stata interpretata come un vero e proprio tentativo di estorsione. La donna non ha però voluto cedere e si è rivolta alla polizia metropolitana di Londra. Stando a ciò che scrive la BBC, gli investigatori hanno confermato di aver aperto un fascicolo per accertamenti, ma avrebbero già dichiarato di non aver raccolto elementi sufficienti per portare avanti l'indagine.

I social bannano l'account ma il video ritorna online

Dopo aver contattato la polizia, la vittima ha anche segnalato i contenuti alle varie piattaforme social che continuavano a riproporle nei loro algoritmi. TikTok ha subito rimosso il contenuto e sospeso l'account dell'uomo per violazione delle regole anti-molestie e bullismo. Anche Meta, che tra l'altro è l'azienda produttrice degli occhiali usati dal presunto ricattatore, ha eliminato il video ripubblicato su una delle sue piattaforme. Tutto finito? Assolutamente no. Poco dopo l'uomo ha caricato nuovamente il filmato su un altro social network, rimettendo in circolazione le immagini della donna.

I cronisti della BBC hanno anche contattato il presunto ricattatore, ma lui ha negato tutto. La sua intenzione, ha spiegato, non era molestare né estorcere denaro e ha derubricato il tutto a un semplice malinteso. In una comunicazione via mail ha dichiarato che il riferimento al pagamento era legato ad alcuni non meglio precisati servizi di editing e gestione dei contenuti del tutto scollegati alla questione, non a una condizione per rimuovere il video. Lui continua però a custodire il file originale e la paura della donna è che in futuro possano comparire in Rete nuovi video come quelli già rimossi.

Il problema irrisolto della tutela della privacy

La vicenda riporta all'attenzione quello che rischia di diventare un problema di difficile risoluzione. I contenuti registrati dagli smart glass devono infatti rispettare tutte le normative relative al rispetto della privacy e alla tutela della dignità degli individui che in Unione Europea vengono riassunti nel General Data Protection Regulation (GDPR). La stessa Meta, nelle condizioni di utilizzo dei suoi occhiali intelligenti, ricorda di indossare i device in modo responsabile, spegnendoli negli spazi privati, mantenendo visibili i LED che indicano la registrazione in atto e rispettando la volontà altrui qualora le altre persone non abbiano piacere a essere filmate. "Rispetta la legge. Non utilizzare gli occhiali per fare del male, ad esempio compiendo molestie, violando i diritti di privacy o tentando di acquisire informazioni riservate, come un codice PIN", puntualizza l'azienda.

La criticità però sta a monte. Proprio a causa delle caratteristiche che li rendono eleganti e indossabili, gli occhiali smart possono facilmente passare inosservati e catturare immagini e suoni senza essere scoperti. Pochi mesi fa, per esempio, sempre nel Regno Unito il testimone di una causa civile aveva usato un paio di smart glass per farsi suggerire le risposte da dare al giudice. Risolvere questo problema non sarà certo semplice, poiché se da un lato le istituzioni potranno rafforzare l'impianto normativo per punire le violazioni, dall'altro si potrà fare ben poco per impedire alla radice che tali violazioni vengano commesse. Forse la legge riuscirà a tenere gli occhiali intelligenti fuori dalle aule dei tribunali o dai concorsi pubblici, ma impedire agli sconosciuti di riprendere i passanti sarà tutta un'altra sfida.

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