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Gatto infetta un uomo con l’influenza aviaria H5N1 a rischio pandemia: primo caso confermato dai CDC

I CDC hanno confermato il primo caso di trasmissione dell’influenza aviaria A (H5N1) da un gatto domestico a un uomo. Si sospettava da tempo che potesse avvenire il contagio dai felini infetti. Il patogeno è considerato a rischio per una possibile, futura pandemia.
A cura di Andrea Centini
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Negli USA è stato documentato il primo caso di trasmissione del virus dell'influenza aviaria A (H5N1) ad alta patogenicità (HPAI) da un gatto domestico all'uomo. Nello specifico, è stato contagiato un veterinario che era stato esposto a un felino gravemente malato per l'infezione, nota per il rischio pandemia. Secondo diversi virologi, infatti, l'H5N1 è tra i principali candidati per innescare la prossima crisi pandemica. Siamo innanzi a un pericolo ben più concreto di quello rappresentato dal ceppo Andes dell'hantavirus di cui si parla molto in questi giorni: mancherebbero infatti pochissime mutazioni – addirittura solo una secondo alcuni – per innescare uno spillover (salto di specie all'uomo) efficace.

Da alcuni anni il virus dell'aviaria H5N1 ha dato vita a una panzoozia che ha fatto strage di uccelli, in particolar modo tra volatili marini e da allevamento, ed è stato riscontrato in molteplici specie animali, comprese volpi, foche, ermellini, orsi polari e bovini. Dal 2023 si sta registrando un significativo aumento delle infezioni nei gatti, per i quali la malattia ha un'altissima letalità, prossima al 70 percento. Si sospetta da tempo che i gatti, che possono infettarsi (anche) consumando latte crudo o carne cruda di animali positivi, siano in grado di trasmettere il virus all'uomo: ora l'American Veterinary Medical Association (AVMA) ha annunciato il primo caso.

A determinare che un uomo è stato contagiato da un gatto domestico positivo al virus dell'influenza aviaria A (H5N1) ad alta patogenicità (HPAI) è stato un team di ricerca guidato da scienziati dell'Epidemic Intelligence Service dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti l'Acute Communicable Disease Control del Los Angeles County Department of Public Health, l'Influenza Division presso il National Center for Immunization and Respiratory Diseases e il Pasadena Department of Public Health. I ricercatori, coordinati dalla dottoressa Aisling Vaughan, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato i casi legati a 19 gatti gravemente ammalatisi tra il novembre del 2024 e gennaio 2025 dopo aver consumato latte crudo, carne cruda o cibo per animali crudo, come ad esempio il tacchino coinvolto in un caso comunicato dal Dipartimento dell'Agricoltura dell'Oregon.

Nove di questi felini, sottoposti a specifici test di laboratorio, sono risultati contagiati dal clade 2.3.4.4b del virus dell'influenza aviaria A (H5N1), nello specifico del genotipo B3.13, quello principalmente coinvolto nelle infezioni registrate nell'uomo. Anche gli altri gatti sono risultati positivi al virus dopo essere stati sottoposti a ulteriori esami e indagini necroscopiche. Dei 19 gatti coinvolti nello studio ne sono morti 14, tra deceduti a causa delle complicanze dell'infezione e soppressi dai veterinari.

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A seguito di questi casi, il Dipartimento di Sanità Pubblica della Louisiana (LACDPH) ha coinvolto in un'indagine ad hoc 139 persone esposte ai gatti infetti, tra i quali proprietari, veterinari, addetti al trasporto delle carcasse e così via. Sebbene 30 persone abbiano sviluppato sintomi influenzali, nessuna di esse è risultata positiva al virus dell'influenza aviaria H5N1. Ad aprile del 2025 gli autori del nuovo studio hanno contattato gli individui esposti ai gatti infetti, per sottoporsi a un test sierologico al fine di rilevare potenziali anticorpi neutralizzanti. Fra i volontari che hanno accettato il controllo, un volontario è risultato positivo al test. Era un veterinario che aveva avuto in cura uno dei gatti deceduti, trattato con guanti ma senza indossare una mascherina o un dispositivo di protezione per gli occhi. Il felino presentava polmonite e sintomi gravi come emorragie retiniche, cecità, atassia e uveite bilaterale.

L'uomo, che non è stato esposto ad altri animali colpiti dall'aviaria, come ad esempio i bovini, ha eseguito procedure ad alto rischio per trattare lo sfortunato gatto domestico, fra le quali intubazioni e la raccolta di campioni. Non ha mai manifestato sintomi simil-influenzali, nonostante la positività. Come indicato, questo è il primo caso di contagio da gatto a uomo del virus H5N1 ad alta patogenicità, che come indicato ha un potenziale pandemico da non sottovalutare. “Questi risultati forniscono la prova della trasmissione zoonotica del virus dell'influenza A(H5N1) dai gatti domestici all'uomo. Si consiglia ai proprietari di animali domestici di non somministrare ai gatti prodotti animali crudi”, hanno scritto la dottoressa Vaughan e colleghi. “I veterinari devono essere consapevoli dei rischi di infezione, utilizzare dispositivi di protezione individuale adeguati e attenersi alle pratiche di controllo delle infezioni raccomandate per ridurre il rischio di trasmissione zoonotica dell'influenza A (H5N1)”, hanno aggiunto gli esperti. I gatti possono contrarre l'infezione anche predando gli uccelli infetti, per questo molti esperti raccomandano di tenerli a casa, anche per un sano principio di protezione della fauna selvatica.

Al momento il rischio per la popolazione generale è considerato basso, ma come sottolineato dal virologo Robert Redfield, ex direttore dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), che l'aviaria H5N1 possa diventare una futura pandemia non è questione di se, ma solo di quando. E sarebbe una tragedia enorme, dato che la mortalità potrebbe arrivare al 50 percento, molto superiore a quella della pandemia di COVID-19, che è stata dell'1-2 percento nella fase più critica dei contagi, tra il 2020 e il 2021. I dettagli sul primo caso di trasmissione dell'aviaria H5N1 da gatto a uomo sono disponibili nella ricerca "Serologic Evidence of Highly Pathogenic Avian Influenza A(H5N1) Virus Infection in a Veterinary Professional Exposed to an Infected Domestic Cat — Los Angeles County, California, December 2024–January 2025" pubblicata sul Morbidity and Mortality Weekly Report (MMWR) dei CDC.

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