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Focolaio Hantavirus su nave da crociera

Hantavirus, le regole OMS per i contatti a rischio: “Iniziare il tracciamento due giorni prima dei sintomi”

L’Organizzazione mondiale della salute (Oms) ha pubblicato un vademecum aggiornato con tutte le raccomandazioni che gli Stati membri dovranno seguire nel contenimento della catena dei contagi di eventuali casi confermati o probabili di hantavirus. Tra i punti più importanti la definizione della fase più contagiosa e del periodo in cui iniziare il tracciamento dei contatti.
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Alcuni passeggeri della MV Hondius durante l’arrivo a Tenerife
Alcuni passeggeri della MV Hondius durante l’arrivo a Tenerife
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Dopo l'arrivo sabato 9 maggio a Tenerife della nave da crociera MV Hondius, dove un focolaio di Hantavirus (ceppo Andes) ha causato almeno nove casi e tre decessi, l'Organizzazione mondiale della salute (Oms) ha diffuso un vademecum aggiornato per fornire indicazioni precise agli Stati membri sulle procedure da seguire nel monitoraggio di eventuali casi sospetti, probabili o confermati di Hantavirus.

Nel documento ci sono alcune novità importanti. Prime tra tutte, la definizione del periodo di massima contagiosità, la distinzione del protocollo da applicare ai contatti ad alto rischio e quello riservato ai contatti a basso rischio e la data di inizio monitoraggio per i passeggeri e l'equipaggio della MV Hondius. Quest'ultima è stata infatti posticipata alla data dello sbarco rispetto a quel 6 maggio indicato ad esempio il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

Chi sono i contatti ad alto rischio

Come ha fatto già l'Ecdc, anche l'Oms ha classificato tutti i passeggeri della MV Hondius come contatti ad alto rischio, definizione in cui rientrano – spiega l'organizzazione – anche il personale di cabina o trasporto che ha avuto interazioni ripetute con i passeggeri o abbia toccato, senza gli adeguati dispositivi di protezione, biancheria intima, indumenti, rifiuti o sia entrato in contatto con fluidi corporei. Devono essere considerati contatti ad alto rischio anche i passeggeri di aerei seduti nella stessa fila o entro due file in tutte le direzioni rispetto al posto dove era seduto un caso probabile o confermato.

Sono invece da considerare contatti a basso rischio chi "ha partecipato a un evento, è stato su un mezzo di trasporto con un caso probabile o confermato di Andes ma non ha avuto interazioni dirette o prolungate con il caso". Ad esempio rientrano in questa definizione eventuali passeggeri presenti sullo stesso mezzo di trasporto di un caso probabile o confermato ma non nelle due file immediatamente vicine. Sarebbe questa la situazione in cui si sono trovati i quattro passeggeri del volo KLM rientrati in Italia.

Cosa dovranno fare

Questa distinzione è fondamentale perché l'Oms ha definito due protocolli di monitoraggio diversi da applicare alle due categorie. Nello specifico tutti i contatti ad alto rischio dovranno essere monitorati con una sorveglianza attiva per un periodo di 42 giorni. Questo periodo si fa iniziare dalla data dello sbarco (10 maggio 2026) per i passeggeri della MV Hondius e dall'ultima esposizione nota per gli altri. "Sorveglianza attiva" significa che le autorità sanitarie dovranno monitorare ogni giorno le condizioni di salute della persona attraverso un contatto diretto, come una chiamata o un messaggio, che deve partire dalle stesse autorità.

Tra gli elementi che dovranno essere valutati quotidianamente rientrano la comparsa di sintomi, come febbre, affaticamento, malessere, sintomi respiratori e sintomi gastrointestinali. L'Oms raccomanda inoltre di evitare ogni contatto esterno durante questo periodo: "al contatto – si legge sul documento – dovrebbe essere raccomandato di evitare i contatti con altre persone, rimanendo in strutture designate o presso il proprio domicilio, a seconda delle linee guida nazionali e delle risorse disponibili".

Nei casi in cui le interazioni sociali siano inevitabili, i contatti ad alto rischio devono comunque indossare una mascherina (FFP2 o N95), rimanere distanziati almeno 1 o 2 metri e stare attenti all'igiene delle mani. Inoltre, non possono viaggiare in questo periodo e nemmeno uscire per andare a lavoro durante questo periodo.

L'auto-sorveglianza per i contatti a basso rischio

Per i contatti a basso rischio invece le regole sono meno stringenti. Per loro l'Oms raccomanda un periodo di auto-sorveglianza passiva sempre per 42 giorni, durante i quali viene raccomandato loro di monitorare la propria salute, soprattutto la comparsa di uno dei sintomi detti sopra e nel caso si verifichino contattare subito le autorità sanitarie di riferimento. A differenza dei contatti ad alto rischio però per i contatti a basso rischio non sono previste restrizioni alle attività lavorative o ricreative.

Quando il virus è più contagioso

L'Oms ha raccomandato un periodo di monitoraggio di 42 giorni perché tanto può durare il periodo di incubazione, ovvero quello che precede la comparsa dei sintomi. A questo proposito,  l'Oms ha chiarito che il periodo di massima contagiosità del virus dovrebbe coincidere con la fase prodromica, ovvero l'inizio della fase sintomatica, quando i sintomi sono ancora molto vaghi e aspecifici, quindi facilmente confondibili con altre condizioni. Per questo è fondamentale aspettare i 42 giorni: solo in questo modo si ha infatti la sicurezza di intercettare sul sorgere eventuali sintomi.

Come ha spiegato a Fanpage.it l'epidemiologo Giovanni Rezza, anche se per il virus Andes è stata documentata la trasmissione da persona a persona, le evidenze scientifiche in nostro possesso suggeriscono che il virus non sia trasmissibile nella fase asintomatica, un elemento che può fare la differenza nel tracciamento dei nuovi casi e quindi nel contenimento del focolaio partito dalla Hondius. Su questo punto è l'Oms è particolarmente cauta: "Sebbene – spiega – la trasmissione presintomatica non sia stata documentata in passato, esistono casi aneddotici di positività alla PCR presintomatica nel sangue". Per questo motivo consiglia di identificare i contatti ad alto/basso rischio di eventuali casi di Hantavirus confermati o probabili a partire dai due giorni precedenti alla comparsa dei sintomi.

Molte delle misure – spiega l'Oms – sono precauzionali, anche perché bisogna sempre tenere a mente che non ci sono stati finora molti focolai del virus Andes, le nostre conoscenze sono abbastanza limitate. Un approccio molto diverso da quello adottato dagli Stati Uniti, che sembrano intenzionati a escludere la quarantena obbligatoria per i passeggeri tornati negli Stati Uniti.

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