Quando nel pomeriggio di lunedì l'incendio di Notre-Dame aumentava di intensità e con il passare dei minuti è venuta giù anche l'antica guglia che svettava su Parigi, il mondo intero ha creduto che quello potesse essere veramente la fine di una cattedrale simbolo di tutta la Francia. Grazie a un lavoro massacrante e senza sosta da parte di oltre quattrocento vigili dl fuoco, durato ore e proseguito anche durante la notte, però, infine è arrivata la notizia che tutti speravano: la struttura di Notre-Dame è complessivamente salva anche se pesantemente danneggiata. Questa mattina i parigini e i francesi si sono svegliati con la vista di una cattedrale diversa da quella che è sempre stata, un edificio ferito ma non distrutto. Evidente che oltre al tetto,  la mancanza principale è rappresentata dalla Guglia ma restano in piedi gli altri due elementi caratteristici della cattedrale: le due torri con i due campanili che fino all'ultimo si è temuto andassero distrutte.

Più incerto il destino dei rosoni e delle vetrate colorate che caratterizzano la chiesa. Secondo quanto raccontato dal giornalista francese Laurent Valdiguiè si sarebbe salvato il rosone settentrionale di Notre Dame, la grande vetrata colorata infatti non sarebbe stata toccata dalle fiamme, ma le prossime ore saranno decisive per fare un bilancio più attento dei danni all'interno. Un esame della situazione infatti avverrà questa mattina per capire fino a che punto la struttura è stabile e solo successivamente i vigili del fuco entreranno all'interno per fare la conta dei danni. La corsa certa è che le impalcature allestite per il restauro partito pochi giorni fa sono destinate ora a rimanere molto a lungo diventando purtroppo la nuova facciata di Notre-Dame per anni. Il Presidente Macron infatti ha promesso che sarà ricostruita ma i tempi saranno inevitabilmente molto lunghi.

 

Le opere di Notre-Dame salve e quelle andate distrutte

Proprio i lavori di ristrutturazione però sono stati fondamentali per salvare alcune delle tante opere della cattedrale comprese sedici statue in rame, altre tre metri e pesanti 250 chili che rappresentavano Gesù, i 12 apostoli e i simboli degli evangelisti. Le sculture infatti erano state rimosse per essere restaurate solo pochi giorni fa, dopo il montaggio delle impalcature, ed erano già al sicuro. I monumenti sarebbero dovuti tornare al loro posto solo dopo il restauro, nel 2022. Al contrario della struttura, anche molte delle opere e le reliquie che erano all'interno sembra siano state salvate. Sicuramente è stata preservata la corona di spine di Cristo, una delle reliquie più preziose che secondo la Chiesa Cattolica sarebbe appartenuta proprio a Cristo in Croce. II salvataggio ad opera sei vigili del fuoco è stato confermato dall'arcivescovo di Parigi. In salvo infine anche la tunica di San Luigi.

"La corona di spine di Cristo, la tunica di San Luigi alcuni calici sono stati salvati dalle fiamme", ha assicurato infatti il rettore della cattedrale di Notre Dame , ammettendo però che  rimuovere i grandi dipinti è stato impossibile". L'altare sarebbe salvo come dimostrano le prime immagini dei pompieri entrati a rogo ancora in corso. Anche tutte le opere d'arte contenute nel museo del tesoro della Cattedrale di Notre Dame sono state salvate, secondo quanto riferito stamani dal portavoce dei vigili del fuoco di Parigi. Sono andate sicuramente distrutte invece le reliquie contenute nella guglia crollata tra cui una reliquia di Saint Denis e una di Saint Geneviève. Incerto invece il destino della parete del coro, un'opera antica in cui sono raffigurate scene della vita di Gesù dalla giovinezza fino al giovedì santo e degli antichi organi della chiesa.