Non ci sarà una manovra correttiva e nel secondo semestre dell’anno l’Italia vivrà una stagione di crescita. Ad affermarlo è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rispondendo al question time del Senato e parlando della situazione economica italiana: “Saremo in grado di riportare il Paese verso una stagione di crescita e maggiore equità sociale. L’economia ha bisogno di respirare proprio quando gli investimenti e i consumi privati diminuiscono. Non riteniamo necessaria alcuna manovra correttiva”, afferma il presidente del Consiglio. Conte spiega che il “governo è fiducioso sulle stime di crescita perché il secondo semestre sarà accompagnato da condizioni più favorevoli alla crescita e con una maggiore equità sociale”. Conte assicura che i “fondamenti economici restano solidi” e aggiunge: “Non intendiamo farci dettare l’agenda da ipotesi o previsioni di sorta. Alle ipotesi rispondiamo con azioni concrete e non ci lasciamo distrarre da voci dissonanti. Stiamo accelerando l’attuazione delle varie misure approvate affinché possano dispiegare i propri effetti al piano presto possibile, e contribuiranno a una crescita progressiva nella seconda metà dell’anno. Stiamo lavorando a un’inversione di rotta rispetto all’attuale segno meno”.

Il presidente del Consiglio ricorda che il governo ha già previsto un accantonamento di due miliardi di euro da utilizzare in caso di emergenza: “Abbiamo adottato già alcune misure prudenziali che ci mettono al riparo da interventi correttivi. Ci sono misure di monitoraggio dei conti pubblici e un accantonamento di risorse fino a due miliardi di euro che potranno essere utilizzati o meno a seconda del ciclo economico”. Conte offre rassicurazioni anche sulle clausole Iva per i prossimi anni: “Il governo ribadisce la determinazione a disinnescare le clausole Iva per il 2020 e per il 2021 e voglio ricordare che l’ha già fatto. Allo stesso modo ci stiamo operando per il corrente anno e per quello successivo”.

Conte rassicura anche chi lo accusa di essere messo in secondo piano dai suoi vice: “Il sottoscritto e qualsiasi ministro che compone questo governo sono nel pieno delle loro prerogative. Tutti agiamo con la più ferma determinazione e abbiamo l’obiettivo di difendere gli interessi degli italiani”. Per quanto riguarda la questione delle autonomie, il presidente del Consiglio sottolinea: “Il governo è disponibile ad aprire un confronto con il Parlamento in merito al contenuto delle intese, nelle forme che verranno nei prossimi giorni definite nel rispetto delle prerogative del Parlamento. Il governo è ben consapevole della centralità delle Camere nell'ambito di un processo di trasferimento di competenze legislative, che assume un rilievo costituzionale e che vede il Parlamento necessariamente coinvolto”. Sulle riserve auree di Bankitalia, Conte spiega: "Un intervento normativo volto a modificare gli assetti della proprietà aurea della Banca d'Italia, ancorché nell'ambito della discrezionalità politica del legislatore nazionale, andrebbe valutato, sul piano della compatibilità, con i principi basilari che regolano l'ordinamento del Sistema Europeo delle Banche Centrali".