Il Coronavirus simile alla Sars che si sta diffondendo con rapidità dalla Cina continua a far paura. Secondo l'ultimo bollettino ufficiale, il bilancio dei morti è salito a diciassette e ci sarebbero altri 400 casi di polmonite virale, mentre sono oltre un migliaio i pazienti che restano sotto osservazione, in particolare nella città da 11 milioni di abitanti di Wuhan, dove è scoppiato il focolaio dell'infezione. Ma la novità più significativa è il primo contagio che si è registrato nelle ultime ore negli Stati Uniti. Si tratta di un uomo che è attualmente ricoverato in isolamento al Providence Regional Medical Center di Everett, nello stato di Washington, stando a quanto riferito dallo US Centers for Disease Control and Prevention.

Virus misterioso: primo caso negli Usa, il secondo dell'Occidente

Residente nella Snohomish County, il paziente era rientrato a Washington proprio da Wuhan, il focolaio dove si è diffuso il virus. L'uomo avrebbe detto però di non essere stato nel mercato centrale della città cinese, dove sono messi in vendita pesci ed animali selvatici, considerato l'origine del virus. Tuttavia, non avrebbe presentato i sintomi tipici della malattia al suo rientro a Seattle mercoledì scorso. Le condizioni dell'uomo sono buone e ci sono pochi rischi che infetti altre persone, secondo quanto riferito dai medici. "La trasmissione da uomo a uomo è stata confermata, ma sono necessarie ulteriori informazioni per valutare la portata di questa modalità di trasmissione. La fonte dell'infezione non è nota e potrebbe essere ancora attiva. Pertanto, la probabilità di infezione per i viaggiatori in visita a Wuhan che hanno uno stretto contatto con individui sintomatici è considerata moderata", si legge in un dossier del Centro. Si tratta del secondo occidentale ad aver contratto la polmonite originata dal virus misterioso. Il primo è un turista inglese di 32 anni, Ash Shorley, ricoverato nell'ospedale di Phuket dove da circa un mese lotta tra la vita e la morte, in attesa che analisi più approfondite confermino o meno la diagnosi.

Primi contagi di Coronavirus a Hong Kong e Macao

Oltre che negli Stati Uniti, si registra il primo contagio da Coronavirus a Hong Kong. Il paziente, attualmente ricoverato in ospedale, era arrivato da Wuhan con un treno ad alta velocità. Anche la regione semi-autonoma cinese di Macao aveva annunciato il primo caso accertato e ha ordinato a tutti gli impiegati dei suoi casinò di indossare una maschera per arginare l'epidemia. Ad essere infettata qui è stata una donna di 52 anni arrivata domenica in treno dalla vicina città di Zhuhai e rimasta al New Orient Landmark Hotel con due amiche.

Allarme dalla Cina: "Il virus può propagarsi rapidamente"

Intanto, sempre dalla Cina, le autorità continuano a lanciare l'allarme sulla diffusione del virus, anche perché "può mutare e propagarsi più facilmente". "È assolutamente cruciale fare un buon lavoro di prevenzione e controllo epidemiologico", ha sottolineato il presidente Xi Jinping. Oltre alla città di Wuhan, altri casi sono stati segnalati a Pechino e Guandong in Cina, e poi ancora in Thailandia, Giappone, Corea del Sud. Smentito il caso in Australia. C'è anche attesa per oggi, mercoledì 22 gennaio, per la riunione del Comitato d'emergenza dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che si riunirà a Ginevra per decidere se la polmonite originata dal virus cinese è una ‘emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. Anche la Commissione europea sta monitorando l'evolversi dell'emergenza: "Una riunione con gli Stati membri c'è già stata il 17 gennaio e ne è stata convocata una per domani, dopo una nuova valutazione del Centro", ha fatto sapere un portavoce.

Coronavirus, le misure negli aeroporti internazionali

Tante sono le misure messe in atto per contrastare la diffusione dell'epidemia del Coronavirus. A spaventare è l'avvicinarsi del Capodanno cinese, che potrebbe portare fuori dal paese in occasione del 25 gennaio milioni di cittadini in viaggio verse mete estere. Occhi puntati, pertanto, soprattutto sugli aeroporti internazionali. In Europa sono tre gli aeroporti che hanno voli diretti con Wuhan, tra cui Londra, Parigi e Roma Fiumicino. Proprio nello scalo della Capitale italiana è stato ricordato alle compagnie aeree che hanno collegamenti con la Cina di effettuare monitoraggi sui passeggeri in arrivo. Inoltre, a partire da domani, giovedì 23 gennaio, data in cui è previsto il prossimo volo diretto dalla città di Wuhan all'aeroporto di Fiumicino, il ministero della Salute ha predisposto l'attivazione di un canale sanitario con controllo della febbre dei viaggiatori attraverso scanner. È prevista anche la compilazione di una scheda che indichi destinazione e percorso dei passeggeri, una volta sbarcati. Anche le autorità australiane hanno deciso di effettuare test di biosicurezza sui voli in arrivo a Sydney da Wuhan per individuare ogni persona infettata. Lo ha annunciato il responsabile sanitario australiano Brendan Murphy, sottolineando che ancora nessuna persona è stata confermata positiva al virus misterioso.

Virus misterioso, sintomi e come proteggersi

I sintomi del Coronavirus, simile alla Sars, che tra il 2002 e 2003 seminò 8 mila contagi e 775 morti, sono molto simili a quelli dell'influenza, come febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, grave affaticamento polmonare. Bisogna prendere in considerazione la possibilità del contagio solo se sono stati effettuati viaggi in Cina. La malattia si cura come i gravi casi di influenza con terapie di supporto, ma al contrario dell’influenza non ci sono farmaci né vaccini specifici. Il ministero della Salute invita, pertanto, a non effettuare viaggi in Cina se non strettamente necessari: "Se ci si reca in Cina, nella città di Wuhan, provincia di Hubei, si raccomanda di vaccinarsi contro l’influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio. È raccomandato, inoltre, di evitare di visitare i mercati di prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi, evitare il contatto con persone che hanno sintomi respiratori". Per proteggersi, in caso di viaggio in Cina o di contatto con persone infette, il consiglio degli esperti è di fare attenzione all'igiene della mani (lavarsi spesso con acqua e sapone, sostanze alcoliche o prodotti specifici è la prima arma per abbattere il rischio) e indossare una mscherina.