Joe Exotic, all'anagrafe Joseph Maldonado-Passage rimarrà dietro le sbarre. Niente grazia per la star della docuserie Netflix "Tiger King" che raccontava la sua rivalità con Carole Baskin, attivista per i diritti degli animali sua acerrima oppositrice. L'uomo è tra i più grandi collezionisti di felini degli Stati Uniti e ora sta scontando una pena di 22 anni di reclusione per aver cercato di ordire l'omicidio di Baskin, poi andato fallito. Noto per le sue posizioni conservatrici, l'amore per le armi e anche per essersi candidato senza successo come Presidente degli Stati Uniti.

Nella lista delle indulgenze, però, il nome di Exotic non è apparso. Il suo team di legali era ottimista sulle possibilità di libertà del collezionista di animali selvatici che è un vero e proprio mito per il bacino elettorale che ha reso Trump presidente. L'uomo era così sicuro della prossima liberazione che aveva già prenotato un'auto per ritirarsi una volta uscito dal carcere. 

I graziati da Donald Trump

Nelle ultime ore da Presidente di Trump ci si aspettava la grazia anche per Exotic, ma così non è stato. Tra i graziati ci sono stati personaggi come Steve Bannon, arrestato per frode per We Build the Wall, la raccolta fondi per sostenere la costruzione del muro al confine tra gli Stati Uniti e Messico. Avrebbe creato un vero e proprio sistema fraudolento ai danni di migliaia di donatori nell'ambito della raccolta fondi, utilizzati poi per fini personali.

Il perché del No a Exotic

La scelta del presidente Donald Trump è probabilmente di tipo politico: nonostante la grazia concessa a molti personaggi vicini all'ex presidente degli Stati Uniti, da personaggi centrali all'interno dello staff a familiari del Presidente repubblicano, la decisione di concedere lo stesso trattamento ad Exotic avrebbe voluto dire legittimare, dopo le violenze del 6 gennaio 2021, un'America profonda che tanto fa paura, soprattutto in questa nuova fase degli USA alle prese con i vaccini anti-Covid e la ripresa economica.