“Sono delle streghe e devono morire”. E’ questo il movente dietro l’efferato omicidio di Malti Devi, una donna di 50 anni e della figlia Raibati, di 25 anni. Accusate dai vicini di casa di praticare la magia nera, le due vittime sono state prima prese a bastonate e poi finite con i coltelli. Il massacro è avvenuto la settimana scorsa in un villaggio del Jharkhand, uno Stato dell'India nord-orientale.

Da quanto è emerso, lunedì alcuni vicini erano andati a casa di Devi per partecipare ad una Puja, un’antica pratica induista di adorazione di una divinità. Dopo il rituale, la moglie di uno dei partecipanti si è sentita male. Motivo sufficiente perché Devi e la figlia fossero considerate delle streghe. Gli accusatori pretendevano che le due donne abbandonassero il villaggio per sempre. Se non l’avessero fatto le avrebbero uccise. Mercoledì notte, almeno tre uomini hanno sfondato la porta dell’abitazione della 50enne e, con la violenza, hanno trascinato fuori le due donne. Poi il massacro a colpi di bastoni e coltelli. “Uno degli accusati ha detto agli abitanti del villaggio che erano streghe e responsabili di morti e malattie – ha dichiarato il capo della polizia locale – così le hanno attaccate durante la notte e le hanno uccise brutalmente”. Il marito di Devi e un figlio della coppia sono riusciti a salvarsi solo perché non si trovavano in casa nel momento dell’assalto.

Gli autori dell’omicidio si sono dati alla fuga e la polizia è sulle loro tracce. Secondo le autorità, a scatenare la furia omicida potrebbe esserci una disputa legata ad un pezzo di terreno tra uno degli accusati e la famiglia delle vittime. La polizia, insomma, crede che la stregoneria sia stata solo un pretesto per uccidere senza pietà Devi e la figlia. In India, tuttavia, non è la prima volta che accadono episodi simili. Il 29 gennaio scorso, nello Stato di Odisha, sei uomini hanno barbaramente ucciso una donna e i suoi quattro figli, tra cui un bimbo di appena 10 mesi. Anche in quel caso, l’accusa mossa alla donna era di essere la responsabile della malattia di una ragazzina di 12 anni. Tanto è bastato perché venisse sterminata assieme alla sua famiglia. “È una forma di violenza contro le donne e la legge da sola non può fermare questi crimini. Dobbiamo agire sull'educazione”, ha detto Anuradha Mohanty, a capo del People's Cultural Center, un gruppo locale per i diritti dei minori e delle donne. Solo nel 2016, nello Stato di Odisha sono stati registrati 134 omicidi legati alla caccia alle streghe. Ma è il vicino Jharkhand ad detenere il triste primato di morti.

Alcuni stati indiani, tra cui Jharkhand, hanno introdotto leggi speciali per cercare di arginare i crimini contro le persone accusate di stregoneria. Gli esperti dicono che la superstizione legata alla magia e l'occulto è particolarmente diffusa nelle comunità rurali dove si hanno notizia anche di sacrifici umani. Il 20 giugno, nello Stato di Assam, la polizia ha scoperto vicino ad un tempio indù il cadavere di una donna decapitata. Gli inquirenti hanno trovato accanto al corpo semi nudo alcuni oggetti che farebbero pensare ad un delitto rituale.

Secondo il National Crime Records Bureau, l'agenzia governativa indiana responsabile della raccolta e dell'analisi dei dati relativi alla criminalità, tra il 2000 e il 2012, oltre 2.000 persone sono state uccise con l’accusa di stregoneria. La maggior parte di loro sono donne delle comunità rurali più povere.