Nei giorni scorsi si è sparsa la voce che Papa Francesco sarebbe nel mirino dei jihadisti dell’Isis. Per questo, informa l’agenzia Ansa citando “fonti qualificate”, il dispositivo di sicurezza attorno in Vaticano è stato raddoppiato, soprattutto durante l’Angelus domenicale e l’udienza generale del mercoledì.  Già tre giorni fa infatti lo schieramento al completo dell'ispettorato di polizia vaticano a Piazza San Pietro è stato rafforzato con pattuglie della digos e della squadra mobile. Sempre secondo l’agenzia di stampa, il rafforzamento della sicurezza sarebbe stato chiesto per un superiore e più capillare controllo ai varchi d’accesso nella piazza. I rischi maggiori ci sarebbero in occasione degli Angelus, quando cioè vi è un grosso afflusso di fedeli in piazza e c’è dunque bisogno di potenziare i controlli in quanto non è escludibile un gesto estemporaneo di un singolo. Le misure adottate, viene fatto notare, non limiteranno in alcun modo l'accesso dei fedeli alla piazza in occasione dell'Angelus. Ad ogni modo le stesse fonti, hanno sottolineato non sarebbero arrivate nuove informative dell’intelligence o avvisi particolari di possibili attacchi in Vaticano.

"Isis? Non ci sono minacce specifiche per l'Italia"

"Non ci sono minacce specifiche per l'Italia da parte dell'Isis" secondo il ministro degli esteri Mogherini, giunta a New York per partecipare all'Assemblea generale dell'Onu, secondo la quale la sola certezza è che "L'Isis è una minaccia globale e […] quando c'è una minaccia globale serve una risposta globale e coordinata". Del resto era stato anche Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, a commentare le indiscrezioni sulle minacce dei terroristi a Bergoglio, evidenziando che dal Vaticano non risultano simili avvisaglie e "tutto si svolge nella normalità".