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24 Ottobre 2017
07:49

Palpeggiate e molestate dai colleghi ai summit: due ministre svedesi imbarazzano l’Ue

Con i loro racconti di abusi subiti dai colleghi maschi le due ministre Margot Wallström e Asa Regnér hanno creato imbarazzo e sconcerto nelle istituzioni dell’Unione Europea dove i fatti si sono consumati durante i massimi vertici comunitari.
A cura di Antonio Palma
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Dopo lo scandalo Weinstein e la presa di coscienza nel mondo dello spettacolo del problema degli abusi sessuali e delle molestie, da tutto il mondo moltissime donne hanno preso coraggio nel denunciare le violenze subite sui luoghi di lavoro, facendo emergere in alcuni casi scenari inaspettati e agghiaccianti. È il caso di due ministre del governo svedese che con i loro racconti di abusi rischiano ora di mettere in seria difficoltà addirittura le istituzioni dell'Unione Europea, parlando di abusi anche ai massimi vertici europei. La prima a parlare è stata la ministra degli Esteri Margot Wallström che, unendosi all’iniziativa internazionale #metoo, ha raccontato di palpeggiamenti avvenuti durante un vertice ufficiale da parte di colleghi di alto rango. Ora anche la sua collega alle Pari opportunità, Asa Regnér, ha deciso di rivelare un episodio di cui è stata purtroppo protagonista quando era all'inizio della carriera politica.

Secondo il racconto della ministra Wallström, era il 2014 quando nel corso di una cena di lavoro durante un vertice europeo un collega l'ha palpeggiata sotto il tavolo.  "Improvvisamente mi sono accorta che quella persona stava palpeggiando le mie cosce e le mie gambe, era violenza sessuale da un collega europeo al massimo livello politico", ha spiegato al ministra senza rivelare momento esatto né ulteriori dettagli che possano aiutare a identificare il responsabile della molestia.

"Allora ero giovane, partecipai a un vertice europeo. Dopo la riunione, un collega d’alto rango di un altro Paese mi invitò a uscire, ad andare insieme in un locale a bere un drink. Mi aveva detto che le mie idee e posizioni lo interessavano, e che intendeva ascoltarmi per apprendere di più. Allora ero giovane, ambiziosa e forse ingenua, accettai l’invito. Ma poi la situazione prese ben altra piega rispetto a quello che potevo immaginarmi" ha raccontato invece Asa Regnér in una intervista, rivelando: "All’improvviso mi accorsi che ci trovavamo in un locale buio, lui cominciò a palpeggiarmi, sentii inorridita le sue mani ovunque, in ogni angolo del mio corpo. Ero inorridita, mi sentii paralizzata dal disgusto e dall’ira. Di colpo mi fu chiaro che quel collega cercava ben altro che uno scambio di idee".

"Oggi mi chiedo quante altre donne in politica abbiano dovuto subire simili attacchi. Non posso escludere che in altri casi i politici usi a invitare in angoli bui di locali le colleghe siano riusciti in un modo o nell’altro ad andare oltre", ha confessato Asa Regnér. Le due rivelazioni hanno sconvolto e imbarazzato tutte le istituzioni Ue alla vigilia di una importante discussione del Parlamento europeo su una risoluzione che riguarda proprio gli abusi sessuali nelle istituzioni comunitarie.

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