Stafania Rago uccisa dal marito a Foggia, Fortebraccio chiede di vedere i figli in carcere, loro lo diffidano

La legale Rosa Archidiacono, che assiste il 48enne Antonio Fortebraccio, la guardia giurata che ha ucciso a colpi di arma da fuoco la moglie, Stefania Rago, ha fatto sapere che l'uomo attualmente in carcere avrebbe chiesto di incontrare i figli. I figli, di 27 e 23 anni, non erano in casa al momento del femminicidio e sono accorsi quando hanno saputo cosa era accaduto. L'uomo è stato ascoltato dai carabinieri dopo il delitto per oltre 6 ore, fino alle 4 di notte.
L'uomo avrebbe sostenuto di non ricordare nulla dell'accaduto e per la legale non si sarebbe tecnicamente costituito, andando "solo incontro ai carabinieri in auto dopo che questi ultimi erano già stati allertati dai vicini". All'arrivo dei militari, avrebbe dato la colpa a terzi per quanto accaduto alla moglie.
Per l'avvocata Archidiacono, l'uomo "era in totale black-out", mentre per le autorità si sarebbe trattato di un iniziale tentativo di depistaggio. I due coniugi, prima del delitto, avevano discusso, poi l'uomo aveva fatto esplodere alcuni colpi di arma da fuoco. Secondo il padre di Rago, la donna aveva deciso di divorziare dopo anni di soprusi. Fortebraccio avrebbe spesso fatto alla donne scenate di gelosia anche per la palestra che quest'ultima aveva iniziato a frequentare. Sui motivi della discussione prima del femminicidio, il 48enne non sarebbe stato in grado di dire nulla.
L'arma utilizzata per il delitto, ossia la pistola di servizio della guardia giurata, è stata recuperata nell'appartamento dove il 48enne viveva con la vittima e con i figli. I due ragazzi sarebbero stati invitati a raggiungere il padre in carcere e l'avvocato che li assiste, Michele Sodrio, ha diffidato la collega dal contattare nuovamente i giovani. Secondo l'avvocato, infatti, si tratterebbe di una violazione deontologica e un possibile intralcio alla giustizia, dato che i due figli della coppia sono testimoni dell'accusa.