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Dino Carta ucciso a Foggia, si indaga sulla morte di un giovane nel 2023: l’ipotesi della vendetta

Non si fermano le indagini sull’omicidio di Dino Carta, il personal trainer di 42 anni ucciso a Foggia lunedì 13 aprile. Rivelate indiscrezioni su una possibile pista legata alla morte di un giovane nel 2023. Il decesso avvenne nello stabile dove abita la famiglia della vittima. Si ipotizzano rancori passati.
A cura di Eleonora Panseri
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Il 42enne Annibale ’Dino’ Carta.
Il 42enne Annibale ’Dino’ Carta.

Proseguono senza sosta le indagini sullomicidio del personal trainer Annibale ‘Dino' Carta, 42 anni, avvenuto a Foggia cinque giorni fa. I Carabinieri stanno scavando nella vita professionale e privata dell'uomo e nelle scorse ore sarebbe emersa una nuova pista investigativa.

Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, l'attenzione degli investigatori si starebbe concentrando su un fatto avvenuto il 22 ottobre 2023 nello stabile dove abita la famiglia Carta, in via Caracciolo.

Dall'impalcatura che all'epoca circondava lo stabile era caduto e morto poco dopo un giovane uomo. La vittima non era residente nel palazzo e – a quanto si apprende – precipitò dal terzo piano. Il caso fu classificato come un incidente e archiviato.

Sul corpo infatti non furono trovati segni di violenza. Da giorni, però, il fascicolo su quella strana morte è stato tirato fuori dagli archivi ed è tornato nelle mani degli inquirenti. L'ipotesi investigativa è che quel decesso potrebbe aver innescato risentimenti nei confronti della famiglia Carta.

Nel palazzo abitano sia la famiglia di Dino Carta sia quella del padre della vittima. In sostanza, i familiari del giovane deceduto avrebbe attribuito ai Carta la colpa di quell'incidente. Si tratta di ipotesi che, al momento, restano in attesa delle verifiche su tutto il materiale finora a disposizione dei carabinieri e della Procura.

Sul cadavere del 42enne lunedì 20 aprile verrà svolta l'autopsia delegata al medico legale dal sostituto procuratore inquirente Giuseppe Mongelli. Gli investigatori non lasciano trapelare particolari sulle piste vagliate e, soprattutto, se ce ne sia una prevalente rispetto ad un'altra.

I militari dell'Amra intanto stanno anche esaminando il contenuto del telefono cellulare della vittima, che aveva portato con sé la sera dell'agguato con colpi di pistola, i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e stanno cercando di dare un nome all'uomo con il volto coperto da un cappuccio che transita con una bicicletta 40 secondi prima del delitto.

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