Dana Maria Reyes, sedici è stata assassinata e il suo corpo dato alle fiamme in una strada nel quartiere di Mexicali. Il fatto, che sta scatenando forti reazioni nell'opinione pubblica, risale a sabato scorso, 22 agosto, quando intorno alle 15 le telecamere di sicurezza hanno immortalato il momento in cui un gruppo di tre persone (una ragazza e due ragazzi) ha appiccato il fuoco a qualcosa che sembrava una coperta. Ore dopo, i residenti del luogo hanno allertato i poliziotti che stavano pattugliando il quartiere di Villena riguardo a un piccolo incendio scoppiato nel quartiere menzionato.

Dopo aver estinto le fiamme il corpo della vittima è stato portato in obitorio dove è stato identificato dalla sua famiglia. Secondo il medico legale che o ha esaminato "presentava "il 45% delle ustioni sulla superficie corporea, tutte di natura post mortem e lesioni multiple in tutto il corpo, contusioni e ferite prodotte da un'arma da taglio al collo e al torace. La causa della morte è stata identificata nelle ferite da taglio e nel trauma cranico", ha detto César Raúl Gonzáles Vaca, direttore dell'istituto di medicina legale Semefo.

I presunti responsabili
in foto: I presunti responsabili

L'uccisione della giovanissima vittima ha scatenato reazioni di rabbia e sconcerto confluite nel movimento social #JusticiaParaDanna. Dure critiche sono toccate anche a Guillermo Ruíz Hernández, procuratore della Baja California, che ha sottolineato il fatto che la vittima dell'omicidio "aveva tatuaggi ovunque"."Ciò che è triste è che, nonostante abbiano trovato i suoi assassini, il procuratore di Mexicali, in Bassa California, ha giustificato la morte di Danna" perché era tatuata ". È incredibile che a metà del 2020 segua lo stereotipo del tatuaggio =  criminale ", ha commentato un utente di Twitter al claim di #JusticiaParaDanna.  I responsabili dell'azione criminale sono stati identificati in tre giovani di 18, 22 e 23 anni.