Un grosso incendio ha quasi completamente distrutto la cattedrale di Notre Dame a Parigi, simbolo della Capitale francese, del Cristianesimo e della cultura europea. Erano poco dopo le 19 della sera di ieri, lunedì 15 aprile, quando le fiamme sono divampate all'interno della cattedrale gotica, patrimonio dell'Unesco dal 1991, facendola bruciare come un fiammifero. Sono crollati il tetto e una guglia e numerose sono le opere d'arte andate distrutte, nonostante l'intervento tempestivo di oltre 500 vigili del fuoco che hanno impiegato ore prima di riportare la situazione sotto controllo. Solo all'alba di oggi, infatti, i pompieri hanno riferito di aver spento tutti focolai e di procedere alle operazioni di raffreddamento della struttura. Tuttavia, il peggio è stato scongiurato: la struttura è salva e non rischia il collasso, ipotesi, questa, che sembrava ad un certo punto poter diventare realtà. Ma cosa è successo, di preciso, nei 77 minuti che hanno quasi cancellato 800 anni di storia?

Da dove è partito l'incendio

Alle 18:50 di lunedì 15 aprile le fiamme sono partite da un'impalcatura che abbracciava la cattedrale per lavori di conservazione, provocando la fuoriuscita di una colonna di fumo bianco, mentre all'interno della chiesa si stava celebrando la Messa, come hanno riferito alcuni fedeli. Le fiamme si sono propagate rapidamente, fino ad avvolgere completamente il tetto e la guglia, che sono crollati un'ora più tardi, intorno alle 20, sgretolandosi davanti agli occhi attoniti di cittadini e turisti che osservavano il triste spettacolo sulle rive della Senna, fotografando la scena e pregando. Poco dopo si saprà che le 16 statue in rame, raffiguranti Gesù, i 12 Apostoli e i simboli degli Evangelisti, che si trovano proprio a ridosso della guglia crollata sono salve per miracolo: erano state tolte solo qualche giorno fa, l'11 aprile, per consentire i lavori di restauro da cui sarebbe scaturito il terribile incendio.

I vigili del fuoco in azione (senza canadair)

Sono più di 500 i vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza della cattedrale, con pompe e gru. Hanno lavorato incessantemente per tutta la notte. Uno di loro è rimasto gravemente ferito. Ad un certo punto si è anche pensato al peggio: c'è stata preoccupazione soprattutto per le vetrate e i rosoni del XIII secolo, che se sottoposti ad alte temperature avrebbero anche potuto esplodere. Tutta la cattedrale avrebbe potuto crollare: bisognerà aspettare le 23 per avere notizie più ottimistiche. Alle 22 in punto tutte le campane della Capitale francese hanno suonato a lutto. A tentare di suggerire una soluzione è intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha affermato: "Forse si potrebbero usare i canadair per spegnerlo". Ma la Protezione civile parigina è intervenuta per spiegare che ciò è impossibile sia per la sicurezza delle persone che per quella della cattedrale stessa, la cui struttura avrebbe potuto essere messa a rischio dall'impatto violento dell'acqua lanciata dagli aerei cisterna.

Focolai spenti durante le notte

"Adesso possiamo dire che i due campanili sono stati salvati e stiamo raffreddando la struttura facendo molta attenzione all'interno", ha detto il comandante generale dei vigili del fuoco di Parigi, Jean-Claude Gallet, in un primo report delle operazioni di spegnimento del rogo all'alba del giorno seguente alla tragedia. La struttura, dunque, è salva, in particolare le due torri, quella Sud e quella Nord, che avevano destato preoccupazione. Il peggio, cioè il collasso totale dell'edificio, è stato scongiurato ma bisognerà aspettare le valutazioni dei tecnici per capire se la cattedrale sia stata indebolita al punto da non essere più sicura e da rischiare cedimenti.

Cosa è rimasto e si è salvato dalle fiamme

Buone notizie sono arrivate anche per quanto riguarda le opere d'arte conservate a Notre Dame: il Tesoro è stato messo al sicuro. In particolare, l'arcivescovo di Parigi ha reso noto che è stata salvata la "corona di spine di Gesù", reliquia che secondo la Chiesa Cattolica sarebbe appartenuta proprio a Cristo in Croce. Nella cattedrale erano custodite un pezzo di croce di Cristo e un chiodo della crocifissione, generalmente esposte durante la Settimana Santa. Anche il rosone settentrionale di Notre Dame, dedicato all'Antico Testamento, il cui diametro è di 13,10 metri, "sembra aver tenuto", come ha scritto via Twitter il giornalista francese Laurent Valdiguiè. Come mostrano le prime immagini dall'interno, i rilievi in marmo appaiono bruniti dal fumo e in fondo all'abside si vede la croce dell'Altare maggiore miracolosamente intatta. A terra ci sono ancora pezzi di legno fumante.

L'indagine per disastro colposo e le parole di Macron

La Procura di Parigi ha, intanto, annunciato l'apertura di un'indagine per disastro colposo, per cercare di fare luce sulle cause dell'incendio che ha divorato Notre Dame, anche se la pista al momento privilegiata dagli inquirenti è quella dell'incendio accidentale. "Non c’è nulla che porti nella direzione di un gesto volontario", ha detto il procuratore, Rémy Heitz. Ci sarebbe cioè un incidente all'origine del rogo che ha divorato Notre Dame, partito dal tetto in legno di castagno dove erano in corso lavori di ristrutturazione nell'ambito del grande programma di restauro che doveva durare diversi decenni e arrivare a costare, per l’intera cattedrale, 150 milioni di euro. Proprio la presenza di questo materiale avrebbe permesso il propagarsi così rapidamente delle fiamme.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha invece deciso di rinviare il discorso alla nazione che era inizialmente programmato per la serata di ieri, e si è recato sul posto insieme all'arcivescovo di Parigi. "Abbiamo evitato il peggio grazie al coraggio dei pompieri, abbiamo salvato la struttura, la facciata". Poi ha concluso: "La ricostruiremo, tutti insieme. E' quello che i francesi si aspettano, che la nostra storia merita". Proprio per quanto riguarda la ricostruzione della cattedrale, per la quale ci vorranno mesi e anni come ha confermato il ministro della Cultura Franck Riester, il miliardario francese Francois Pinault, fondatore di Kering, il gigante del lusso che controlla Gucci e Balenciaga, ha già fatto sapere che donerà 100 milioni di euro, a cui si sono aggiunti i 200 milioni di Bernard Arnault, il terzo uomo più ricco del mondo. Anche il comune di Parigi ha fatto sapere di aver sbloccato fondi per 50 milioni di euro mentre è stata aperta una raccolta fondi internazionale che ha già superato la soglia dei 600 milioni di euro.