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Coronavirus
30 Gennaio 2020
17:49

Coronavirus, l’esperto: picco arriverà tra 7-10 giorni. C’è il primo caso di contagio negli USA

Il 2019-nCoV “raggiungerà il suo apice e successivamente non ci saranno aumenti su larga scala” ha comunque rassicurato Zhong Nanshan, lo pneumologo cinese che scoprì il coronavirus SARS nel 2003. Nuovi tre casi in Giappone, mentre tutti quelli sospetti in Italia sono stati smentiti. Intanto potrebbero esserci ritardi nel rimpatrio degli italiani da Wuhan.
A cura di Biagio Chiariello
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La diffusione del coronavirus potrebbe raggiungere il suo picco tra circa dieci giorni. La previsione è dello scienziato Zhong Nanshan, lo pneumologo cinese che scoprì il coronavirus SARS nel 2003. In un'intervista con l'agenzia di stampa cinese Xinhua, Zhong si è detto convinto del fatto che il 2019-nCoV “raggiungerà il suo apice e successivamente non ci saranno aumenti su larga scala" della sua diffusione."L'epidemia di Sars è durata circa sei mesi, ma non credo che il nuovo focolaio di coronavirus si protrarrà così a lungo", ha precisato Zhong. Le previsioni di quest’ultimo sono comunque in contrasto con quelle di altri esperti, tra cui Gabriel Leung, decano della prestigiosa scuola di medicina dell'Università di Hong Kong, secondo il quale il picco sarà raggiunto tra aprile e maggio.

L'ultimo bilancio sui contagiati da coronavirus

Il bilancio dell’epidemia del coronavirus è in continuo aggiornamento. 7.711 sono le persone infette, di cui 1.370 casi in condizioni gravi. Le vittime sono 170. Lo ha reso noto la Commissione nazionale sanitaria cinese sottolineando che la maggior parte  riguarda la provincia di Hubei dove si è generato il virus. Intanto in Francia si registra il quinto contagio: si tratta della figlia della quarta persona che si era ammalata. Tre giapponesi tra gli oltre 400 rimpatriati da Wuhan sono stati contagiati. Queste tre persone saranno trattate in un ospedale di Tokyo, dove è stato allestito un centro specializzato per questi pazienti, ha riferito al Parlamento il primo ministro del Giappone, Shinzo Abe.

Primo caso negli USA

Gli Stati Uniti hanno confermato il primo caso di contagio da coronavirus sul proprio territorio nazionale. Si tratta, hanno precisato dagli US Centers for Disease Control and Prevention, del coniuge del paziente che si era ammalato a Chicago. Questa seconda persona invece non è stata in Cina.

Aumentano i pazienti guariti

Va comunque detto che sarebbero in aumento pazienti con polmonite da coronavirus guariti in diverse province e comuni cinesi, secondo quanto riferito dagli ospedali. Quattro malati nella provincia meridionale dello Jiangxi sono stati dimessi oggi. Precedentemente altri due degenti avevano lasciato le strutture sanitarie nella provincia di Anhui nella Cina orientale e uno nel comune di Chongqing, nel sud-ovest della Cina. Tutti i pazienti, rispettivamente di 25, 30 e 44 anni, hanno lavorato o vissuto a Wuhan, il centro dell'epidemia. Anche in Sichuan si registra un primo malato guarito. A Pechino un medico contagiato dal coronavirus dopo un viaggio a Wuhan, centro dell'epidemia, è stato dimesso oggi.

Tutti negativi i casi sospetti in Italia

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha fatto sapere che si sono rivelati negativi tutti i casi sospetti segnalati nel nostro Paese dall'inizio dell'epidemia. Anche il recente caso di Alessandria è stato smentito: non è coronavirus. In caso di contagio, la procedura adottata dal ministero prevede il ricovero del paziente nel reparto di malattie infettive dell'ospedale della regione. In caso di complicanze è previsto il trasferimento allo Spallanzani di Roma o al Sacco di Milano. Non ci sarà dunque una quarantena automatica.

Possibili ritardi in rimpatrio italiani da Wuhan

"Qualche ritardo nei rimpatri ci può essere, come avvenuto anche per la Francia, ma stiamo facendo tutto il possibile, i nostri connazionali stanno bene, non hanno sviluppato la malattia". Lo dice Stefano Verrecchia, capo dell'Unità di crisi della Farnesina, sulla situazione coronavirus. "Dei 70 italiani nell'area di Wuhan in una sessantina hanno scelto di rientrare", spiega.

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