Le vittime sono 170, le persone infette 7.700. Cresce il bilancio dei morti e delle persone in gravi condizioni a causa del Coronavirus. Ieri si sono registrate 38 nuove vittime, il numero più alto in una sola giornata dall’inizio dell’epidemia. E nelle stesse 24 ore è salito anche il numero totale di casi: ben 1.700 in più. L’aumento non riguarda solo la Cina, ma anche l’Europa, dove in totale sono dieci le persone infette: cinque in Francia, quattro in Germania e una in Finlandia. Per ora, invece, sono tutti negativi i test effettuati sui casi sospetti in Italia. Anche se un nuovo caso sospetto si è registrato nella notte a Roma.

In Cina la situazione diventa sempre più complicata e molte aziende corrono ai ripari: Ikea ha chiuso tutti i negozi nel Paese, Toyota ha interrotto la produzione in Cina fino al 9 febbraio, mentre Starbucks ha chiuso la metà dei suoi punti vendita. Le compagnie aree British Airways, United Airlines, American Airlines e Lufthansa hanno sospeso tutti i voli da e per la Cina. L’epidemia ha conseguenze anche sugli eventi sportivi: rinviate tutte le partite del campionato di calcio, mentre sono state annullate le gare di Coppa del mondo di sci alpino previste nel Paese a febbraio. Per quanto riguarda i nuovi casi, tre giapponesi rientrati da Wuhan sono risultati infetti. Oggi ci dovrebbe essere il rimpatrio dei turisti italiani e britannici in Cina.

Coronavirus, la situazione nell’Hubei

La situazione nella provincia dell’Hubei, l’epicentro dell’epidemia, rimane complicata: le persone ricoverate in condizioni critiche sono 277, quelle gravi 711. In totale sono ricoverate poco più di 4.300 persone. I decessi in quella regione sono stati 162 su un totale di 170 in tutto il mondo. Solo ieri sono stati accertati più di mille casi di nuove infezioni, con 25 decessi confermati. Una situazione particolarmente critica confermata anche dal governatore dell’Hubei, Wang Xiadong, che parla di carenze di forniture mediche in tutta la zona. Mancano – denuncia – anche gli indumenti protettivi usa e getta, tanto che il personale medico è costretto a usare impermeabili e sacchetti di immondizia per proteggersi.

La situazione in Italia sul Coronavirus

Nonostante il caso sospetto di Roma, la situazione in Italia sembra per il momento sotto controllo: “Stiamo lavorando perché un volo parta domani e provi a raccogliere i 60 italiani che vivono lì e chiedono di poter rientrare da Wuhan”, afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza. Che parla di situazione molto seria e da non sottovalutare, ma specifica anche: “Bisogna tenere alta l’attenzione ma non bisogna fare allarmismo. Ho chiesto una riunione urgente dei ministri europei perché anche gli altri Paesi facciano altrettanto, ma stiamo parlando di nove casi in tutta Europa, non bisogna fare allarmismo”. Per gli italiani che torneranno nelle prossime ore da Wuhan ci saranno da seguire alcune procedure, con i controlli già in aeroporto e poi una quarantena di quindici giorni circa, corrispondenti al periodo di incubazione del virus.