Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti, ma ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza.

In questa lunga frase si condensa tutta la vita e la carriera di Pina Bausch, coreografa, ballerina e insegnante tedesca che ha speso la sua intera esistenza cercando di trasmettere agli altri la sua passione per la danza. A distanza di dieci anni dalla morte, per tutti gli appassionati arriva una buona notizia: l’archivio che contiene la sua opera sarà disponibile online a partire dal 2020. A rivelarlo suo figlio Salomon Bausch, direttore della Fondazione Pina Bausch, istituita dopo la morte della coreografa.

Dal 2020 l'archivio di Pina Bausch sarà online

"Saranno accessibili i materiali universali della sua eredità artistica”. Queste le parole di Salomon Bausch, figlio della famosissima coreografa tedesca Pina Bausch e direttore della Fondazione Pina Bausch. Nell'archivio sono presenti circa 9mila video più 200mila tra foto e documenti legati alla produzione della Bausch. Finalmente si potrà andare dietro le quinte, scoprendo i retroscena e i modus operandi delle sue rappresentazioni. Quello che ha sempre contraddistinto la coreografa era un rapporto molto stretto con i danzatori della sua compagnia, quindi non ci sarebbe da stupirsi se una parte dei documenti riguardassero proprio questo aspetto. Magari, si scopriranno anche delle notizie in più sulla sua vita privata e sulla sua persona, oltre al suo ruolo di danzatrice di successo.

Pina Bausch, la storia della coreografa tedesca

Nata nel 1940 a Solingen, in Germania, Philippine Bausch detta Pina, studiò danza prima in Germania e poi e a New York, alla Juilliard School of Music. Dopo il rientro in Germania, nel 1973 fondò il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch che riscosse fin da principio un indiscusso successo. La novità delle rappresentazioni del corpo di ballo stava nell'interpretazione personale della forma. I danzatori interagivano con la coreografa rispondendo alle sue domande e improvvisando sul momento. Per questo motivo gli interpreti della compagnia venivano chiamati "danzattori". Non ricoprivano soltanto il ruolo di danzatori, bensì anche quello di attori e, in un certo senso, autori dell'opera. Dal teatro, poi, derivavano anche alcuni elementi scenici, a dimostrazione di quanto fosse stretto il rapporto tra danza e teatro per la Bausch.

Durante la sua carriera la Bausch ricevette numerosi premi. Nel 1984 si aggiudicò il New York Bessie Award, nel 1995 il German Dance Prize e nel 1999 il giapponese Praemium Imperiale.