"Si sta sgretolando il castello di sciocchezze e sta emergendo la vera responsabilità", su Banca Etruria insomma, la vera responsabilità sarebbe stata di Bankitalia: è l'affondo di Matteo Orfini, seguito dal compagno di partito Marcucci, dopo che il pm di Arezzo Roberto Rossi ha definito, parlando alla Commissione d'inchiesta "un poco strano" che Bankitalia incentivasse la fusione con Popolare Vicenza di cui erano note le condizioni. E lo spostamento della responsabilità su Visco scagionerebbe per i renziani, il padre della Boschi, Pierluigi. Ma il M5S risponde per le rime: "Il Pd non si sogni di scaricare tutte le responsabilità su via Nazionale. Sono surreali le esultanze dei renziani in queste ore".

Fonti di via Nazionale sottolineano però di non aver "mai sostenuto il matrimonio con Pop Vicenza" e che il commissariamento non è stato deciso per la mancata aggregazione. Bankitalia è accusata di non aver vigilato e poi di aver tentato, senza successo, un'operazione di aggregazione di Etruria con la Popolare di Vicenza nel 2014, anch'essa in difficoltà. Da via Nazionale pronta la smentita: "Dopo le ispezioni del 2013, e le irregolarità emerse, Bankitalia ha chiesto ad Etruria di adottare una serie di misure correttive e di ricercare l'aggregazione con un partner di elevato standing. La scelta del partner è stata rimessa all'autonoma valutazione degli organi aziendali. Quanto al motivo del commissariamento della banca, Bankitalia fa sapere di avere contestato a Banca Etruria non la mancata aggregazione con la Popolare di Vicenza Vicenza ma il fatto che l'unica proposta di aggregazione ricevuta, che era proprio quella di Vicenza, non fosse stata portata a conoscenza dell'Assemblea, unico organismo cui spettava la decisione".

Ma per il Pd quello del pm Roberto Rossi è stato un assist perfetto: "Inquietante che Bankitalia abbia puntato sulla Popolare di Vicenza come player su cui riorganizzare un pezzo del sistema bancario", sostiene Orfini.

A smorzare l'entusiasmo del Pd ci pensano i membri del M5S: "Da Mps a Etruria, dalla banca di partito alla banchetta di famiglia: cambia il titolo, ma il copione si ripete. Ed emergono via via i rapporti incestuosi, i conflitti di interessi tra istituti di credito, certa politica e imprenditoria parassitaria", dicono a seguito dell'audizione. "La Commissione non indaga su rilievi solo penali, c'è una situazione politica di una gravità inaudita, noi abbiamo il dovere di andare su aspetti politici", e il deputato grillino Carlo Sibilia si riferisce alla famosa telefonata in cui Pierluigi Boschi pronunciò la frase incriminata: "Domani io ne parlo con mia figlia, con il presidente (cioè Renzi) domani, ci sentiamo in serata".