Trieste, uccide il figlio di 9 anni con un coltello: processo immediato per la mamma

Omicidio volontario aggravato dall'uso dell'arma, la minorata difesa della vittima, il vincolo di parentela, la crudeltà e i motivi abietti. È questa l'accusa con cui andrà a giudizio immediato la 55enne Olena Stasiuk che lo scorso 12 novembre tagliò la gola al figlio di 9 anni nella sua casa di Muggia, a Trieste.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, Francesco Antoni, ha emesso il decreto di giudizio immediato nei confronti della donna. Questo rito permette di saltare la fase dell'udienza preliminare per andare direttamente a processo, evitando ulteriori verifiche preliminari. Secondo il gip , le prove raccolte e il quadro delineato nei confronti della 55enne detenuta nel carcere La Dozza di Bologna sono sufficienti per avviare subito il dibattimento.
Come riferisce Il Piccolo, la donna sarà processata davanti alla Corte d’Assise il prossimo 10 luglio.
Il padre aveva chiesto che il figlio di non lasciare il figlio solo con la madre
Il piccolo Giovanni Trame si trovava a casa della madre quel mercoledì per poche ore: i suoi genitori erano separati e lui era stato affidato al padre che sarebbe dovuto andare a prenderlo. È stato proprio il padre, Paolo Trame, a chiamare allarmato il 112 per segnalare che il bimbo non rispondeva alle sue chiamate.
Una preoccupazione dovuta al difficile processo di separazione intercorso tra i due, aggravato dai problemi mentali della donna riscontati durante le perizie condotte dal consulente del Tribunale Trieste. La donna sarebbe stata affetta da un disturbo borderline e paranoide di cui ci sarebbe stata contezza anche negli anni precedenti al delitto.
Alla luce dei problemi pregressi, il piccolo Giovanni in fase di separazione era stato affidato al padre, e quest'ultimo aveva chiesto che gli incontri con la madre avvenissero solo sotto supervisione dei servizi sociali. Circostanza che avveniva sempre, tranne il mercoledì, quando la madre vedeva il piccolo nella sua casa, da soli.
Una possibilità che era stata accordata a seguito della relazione favorevole del Centro di Salute Mentale, secondo cui Stasiuk stava bene nonostante precedenti episodi riscontrati durante gli incontri, come quando aveva chiuso il figlio in bagno al buio perché si era "comportato male". Nonostante questo, occasionalmente poteva vedere il proprio bambino da solo.
Il pomeriggio del 12 novembre 2025, proprio durante l'unico incontro non supervisionato, la donna ha ucciso il figlio, tagliandogli la gola con un coltello. Il corpo del piccolo è stato trovato nel bagno dell'abitazione della 55enne.
La denuncia del padre: "Responsabilità istituzionali"
Quello dell'omicidi del piccolo Giovanni non è l'unico filone d'indagine in corso. Dopo l'esposto presentato da Paolo Trame, la Procura di Trieste ha aperto un secondo fascicolo per vagliare eventuali condotte omissive o negligenti delle istituzioni.
Lo scopo di questa inchiesta è accertare che le autorità pubbliche che seguivano la famiglia abbiano fatto tutto il possibile per evitare la morte del bambino.