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Mamma e figlia morte a Campobasso

Mamma e figlia avvelenate con la ricina a Campobasso, due i principali sospettati: “Emerse contraddizioni”

La pista privilegiata degli investigatori che indagano sulla morte di Antonella Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia di 50 e 15 anni decedute a Campobasso per un avvelenamento da ricina, sarebbe quella familiare. Due i principali sospettati, emerse contraddizioni nelle dichiarazioni dei testimoni. In corso accertamenti anche su chat online dove si parla della citotossina.
A cura di Eleonora Panseri
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Antonella di Ielsi e Gianni Di Vita con le due figlie
Antonella di Ielsi e Gianni Di Vita con le due figlie
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La pista privilegiata dagli inquirenti che stanno indagando sul presunto omicidio di Antonella Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia di 50 e 15 anni di Pietracatella morte nei giorni di Natale per un sospetto avvelenamento da ricina, sarebbe quella familiare.

Lo hanno riferito fonti investigative nelle scorse ore. Per questo la Squadra Mobile negli ultimi giorni si è concentrata sui parenti delle famiglie delle due vittime. Delle 4-5 persone sospettate, due sarebbero particolarmente attenzionate.

Chi indaga sta incrociando le dichiarazioni dei testimoni e in diversi casi sarebbero emerse delle contraddizioni. Sempre dalle stesse fonti si apprende anche che serviranno ancora alcune settimane per poter tirare le prime conclusioni dell'indagine.

Da oggi, martedì 12 maggio, e fino a sabato 16 gli interrogatori in Questura proseguiranno mentre ci vorrà qualche giorno in più prima del nuovo sopralluogo nella casa di Pietracatella alla ricerca di tracce della ricina. 

Accertamenti su decine di chat su forum riguardo al tema della ricina

La Squadra Mobile di Campobasso sta inoltre svolgendo accertamenti su decine di chat sul tema ricina andate avanti per mesi sul web in diversi forum.

"L'acquisto di grandi quantità di semi di ricino on line è tracciato? Può essere segnalato alle autorità doganali se è un privato ad ordinarli?". Queste sarebbero alcune delle domande partite sempre da due nickname ricorrenti nelle conversazioni. Le prime tracce risalgono all'estate, quando un utente chiede alla community "come avvelenare un insegnante".

Si parla della "trama di un romanzo" sulla quale il sedicente scrittore sta lavorando. Gli altri utenti, però, segnalano l'insistenza e la pericolosità delle richieste e allora l'anonimo cambia forum.

Si cercano legami tra chat e fatti avvenuti a Pietracatella

"Sto cercando di capire – scrive ancora ad agosto – se la vittima finirebbe il pasto o sputerebbe tutto al primo boccone dal sapore troppo amaro. È importante per la trama del romanzo".

In un altro giorno viene poi chiesto "se esiste qualcosa che agisca sul sistema nervoso centrale in modo da impedire anche un solo grido. Qualcosa che sembri solo un collasso improvviso".

Sono decine e decine le chat sulle quali gli investigatori stanno facendo approfondimenti, si cerca di capire eventuali legami con i fatti di Pietracatella e la provenienza dei due misteriosi utenti che in rete cercano informazioni sulla ricina.

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