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Mamma e figlia morte a Campobasso

Gianni e Alice Di Vita lasciano Pietracatella dopo il caso avvelenamento: “Troppa pressione mediatica”

Gianni e Alice Di Vita hanno lasciato la loro casa di Pietracatella. L’avvocato di famiglia ha spiegato che la decisione è maturata con l’obiettivo di sfuggire alla pressione mediatica e tutelare la giovane, 19 anni. “È molto provata e tra poco deve affrontare l’esame di maturità”. La madre Antonella Di Ielsi e la sorella Sara Di Vita sono morte a dicembre per presunto avvelenamento da ricina.
A cura di Biagio Chiariello
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Antonella di Ielsi e Gianni Di Vita con le due figlie
Antonella di Ielsi e Gianni Di Vita con le due figlie
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Gianni e Alice Di Vita hanno lasciato Pietracatella, il comune divenuto suo malgrado epicentro dell’inchiesta sull’avvelenamento che lo scorso dicembre ha colpito la loro famiglia. Dopo mesi trascorsi nella casa della cugina Laura, situata proprio di fronte all’abitazione di famiglia ancora sotto sequestro, padre e figlia hanno deciso di trasferirsi a Campobasso, allontanandosi da un clima ormai segnato da indagini e forte esposizione mediatica.

A spiegare la scelta è l’avvocato Vittorino Facciolla, che parla di una situazione diventata ormai difficile da sostenere: "Troppa pressione mediatica sul paese attorno a questa famiglia distrutta. Gianni deve proteggere sua figlia, una ragazza di 19 anni, molto provata, che tra poche settimane deve affrontare l’esame di maturità classica". La giovane, secondo quanto riferito, sarebbe stata costantemente esposta a telecamere e cronisti assiepati all'esterno dell'abitazione in Molise, con ogni uscita diventata motivo di attenzione pubblica.

Il trasferimento, precisa il legale, non ha alcuna valenza nei rapporti familiari: "Non c’è nessuna volontà di prendere le distanze da Laura". Precisazione che arriva mentre proprio la cugina resta tra le figure attenzionate nell’ambito dell’inchiesta: Laura Di Vita, insegnante di sostegno e considerata molto vicina alla famiglia, rientra infatti nel gruppo ristretto di persone su cui si stanno concentrando gli approfondimenti della procura di Larino e della Squadra Mobile. Il suo nome è già stato al centro di diverse audizioni e potrebbe essere nuovamente convocata nei prossimi giorni per ulteriori verifiche.

L'obiettivo dell'indagine, coordinata dalla procuratrice Elvira Antonelli, è ricostruire le dinamiche interne alla famiglia e gli ultimi giorni precedenti al malore che ha coinvolto Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, entrambe decedute dopo una cena in casa. Tra i punti ancora da chiarire restano le ore della vigilia di Natale e la gestione dei pasti consumati in famiglia.

Parallelamente proseguono gli accertamenti sui dispositivi sequestrati nell’abitazione di via Risorgimento e l’incrocio delle testimonianze raccolte fino a questo momentp. Gli inquirenti stanno passando al setaccio dichiarazioni, rapporti e movimenti per definire con maggiore precisione la sequenza degli eventi. Il fascicolo procede al momento per duplice omicidio volontario contro ignoti.

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