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Opinioni
12 Marzo 2014
10:54

Terra dei fuochi, cosa aspetta il governo Renzi a mettere online le mappe dei siti?

Il faldone con la precisa ubicazione delle aree contaminate tra Napoli e Caserta deve essere diffuso ai cittadini: le notizie incontrollate hanno messo in ginocchio un’intera economia agricola. Il governo di Matteo Renzi ha una buona occasione per dimostrare di essere l’Esecutivo della trasparenza e del “tutto in Rete”.
A cura di Ciro Pellegrino
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La verità ufficiale, seppur  parziale, di questi mesi di analisi nella "Terra dei fuochi" è tutta in un faldone fotocopiato e rilegato con la spirale di plastica, come gli appunti degli studenti universitari. Una relazione che ieri a Palazzo Chigi durante la conferenza stampa di presentazione dei primi dati sulla vicenda si è vista ma non è stata ufficialmente distribuita alla stampa. Al suo posto delle slide molto coreografiche e poco utili. Ma come, il governo di Matteo Renzi non era quello dell'open data, della trasparenza, del «tutto online»? Cosa si attende ancora per mettere ufficialmente in Rete – senza lasciarle alle indiscrezioni giornalistiche – le coordinate precise e inequivocabili di quello che l'Esecutivo si affretta a definire «appena il 2 percento» delle zone nel perimetro tra la provincia di Napoli e Caserta? Che un nuovo allarme dia il colpo di grazia alle aziende agricole di quella zona? Che i grandi acquirenti di prodotti ortofrutticoli mettano la pietra tombale su una produzione già in ginocchio a causa di troppe dicerie, troppe sentenze senza uno straccio di conferma scientifica? Dove e quali sono queste 51 aree, questi 21 chilometri quadrati di territorio che saranno inibiti alle coltivazioni poiché gravemente contaminati?

Una responsabilità, questa, che Matteo Renzi e il suo governo devono ora prendersi: cessi, una volta buona e per tutte, il tempo della "colonna infame" che troppi danni ha causato: è il tempo dei dati precisi, incontrovertibili, dopo tante parole. Da troppo tempo questa gente chiede notizie certe sull'impatto ambientale dei veleni sotterrati per anni in quelle zone e sulla qualità di acqua, aria, terra. E se un documento può aiutare a fare chiarezza, deve essere diffuso, spiegato alla popolazione della "Terra dei fuochi" prima che a chiunque altro. Meno conferenze e indiscrezioni stampa, più atti concreti e ufficiali.

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Giornalista professionista, capo servizio di Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. Ha un podcast che si chiama "Saluti da Napoli". È co-autore dei libri Il Casalese (Edizioni Cento Autori, 2011); Novantadue (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città e L'Invisibile (Round Robin, 2013-2014). Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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