Sonia Bottacchiari scomparsa coi figli in Friuli, estesa la zona delle ricerche: verifiche nelle comunità buddiste

È stata estesa la zona delle ricerche di Sonia Bottacchiari e dei suoi due figli di 16 e 14 anni. La donna si è allontanata il 20 aprile dalla sua casa di Castell'Arquato, nel Piacentino, per una breve vacanza, ma da allora ha fatto perdere ogni traccia di sé fino al ritrovamento della sua auto a Tarcento, in Friuli Venezia Giulia.
Da quel momento sono iniziate le ricerche alle quali stanno partecipando le squadre della Protezione Civile e delle Forze dell'ordine. Sabato scorso le ricerche avevano subito un rallentamento ma durante la riunione di ieri alla Prefettura di Udine il fronte è stato ampliato fino quasi a raggiungere il confine sloveno.
Potenziate le ricerche di Sonia Bottacchiari: in campo anche cinofili ed elicotteri
Sino ad ora anche Yuri Groppi, padre dei due minori scomparsi, ed ex marito della donna, aveva partecipato attivamente alle ricerche, ma come apprende Fanpage.it ora è tornato nella zona di Piacenza.
Nonostante il maltempo di oggi che sta ostacolando le squadre al lavoro, sono previsti nuovi sorvoli con gli elicotteri del reparto droni. Appena il tempo lo permetterà, scenderanno in campo non solo i cani specializzati nella ricerca di dispersi – i cosiddetti cani molecolari – ma anche le unità cinofile per la ricerca delle salme.
Le ricerche coordinate dai Carabinieri non escludono al momento alcuna pista, soprattutto dopo il ritrovamento di alcune lettere in cui Bottacchiari avrebbe manifestato un grande disagio personale. Le pagine sono state trovate durante un collegamento a casa del padre della donna dal giornalista di SkyTg24 Flavio Isernia e ora sono state acquisite dalla Procura che attraverso le proprie perizie dovrà vagliare se siano davvero state scritte dalla donna. Interpellato sul momento, infatti, il padre della 49enne si è mostrato scettico nell'attribuire alla figlia quelle parole "di profonda sofferenza". Questo elemento, insieme al licenziamento dal supermercato in cui lavorava poco prima della partenza, aggiunge un nuovo preoccupante tassello alla vicenda.
Nel merito è intervenuta anche Grazia Pradella, procuratrice capo di Piacenza, durante un punto stampa con i cronisti: "Le lettere ritrovate di recente non hanno cambiato nulla nelle ricerche in quanto avevamo già a disposizione abbastanza elementi che inquadrassero la situazione. Questo è un momento delicato per le indagini la situazione è costantemente monitorata dai carabinieri di Piacenza e di Udine".
Il malessere rispetto alla vita che stava conducendo negli ultimi tempi avrebbe trovato un argine nella pratica del buddismo. Per questo i Carabinieri hanno avuto anche un contatto informativo con le comunità buddiste della zona. In Friuli Venezia Giulia ne sono presenti diversi e proprio su questi si è concentrata parte dell'indagine.
Sono arrivate anche numerose segnalazioni di persone che dicono di aver avvistato la famiglia scomparsa. Nella segnalazione più recente, un escursionista ha dichiarato di aver visto il gruppo con al seguito anche i quattro cani di taglia media nelle vicinanze del campeggio dove avrebbero dovuto trascorrere la settimana di vacanza. Anche questa pista, però, non ha dato riscontro.
Anche le segnalazioni avvenute nell'area cittadina sono state inconcludenti, come conferma a Fanpage.it il sindaco, Mauro Steccati: "In zona ci sono diverse telecamere di videosorveglianza, ma sappiamo che nessuna ha ancora confermato gli avvistamenti che sono arrivati alle Forze dell'ordine". Il Comune ha messo a disposizione come base operativa il palazzetto dello sport di via Monte Grappa, non lontano da dove è stata ritrovata la Chevrolet su cui viaggiava la famiglia.
Fedriga: "Madre si faccia sentire, si risolve tutto"
Sulla vicenda che sta tenendo con il fiato sospeso tutta Italia è intervenuto anche il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. "Stiamo aspettando informazioni dagli organi preposti – ha detto poco prima dell'inizio dell'evento R2I-Research to Innovate Italy a Bologna – ma faccio un appello, unendomi a quello degli altri, alla mamma e ai ragazzi andati via di farsi sentire perché, come ha detto il padre in modo molto chiaro: si risolve tutto".
Quando è stata ritrovata l'auto, il padre dei ragazzi scomparsi aveva pubblicato un appello nei gruppi cittadini di Tarcento e del Friuli chiedendo aiuto nelle ricerche e nelle segnalazioni. L'uomo non li sente da lunedì 20 aprile, il giorno della partenza: "Da quel momento i loro telefoni sono spenti. Mi avevano detto che avrebbero fatto una breve vacanza, dovevano tornare il venerdì successivo ma non è successo", aveva spiegato nell'appello in cui chiedeva ai figli e alla e moglie di mettersi in contatto con lui.