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Flotilla, Scotto (Pd): “La Grecia ha aiutato Israele a sequestrare gli attivisti, l’Ue non può accettarlo”

Il deputato Pd commenta l’inchiesta di Fanpage sul coinvolgimento della Grecia nel sequestro della Flotilla da parte di Israele. “È evidente la collaborazione delle autorità greche”, ci dice. E incalza l’Ue: “Come può accettare una simile violazione?”
Intervista a Arturo Scotto
deputato del Partito democratico
A cura di Giulia Casula
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"È evidente la complicità della Grecia nelle operazioni illegali di Israele contro la Flotilla", dice il deputato Pd Arturo Scotto, commentando l'inchiesta di Fanpage.it sul ruolo di Atene nel sequestro degli attivisti diretti a Gaza da parte dell'Idf. E aggiunge un altro elemento, ricordando la precedente missione a cui anche a lui aveva preso parte: "Quando noi fummo attaccati a settembre dello scorso anno dai droni eravamo a poche miglia da Creta. Io dissi subito che quei droni non potevano essere partiti da Israele. Eravamo a 650 miglia da Gaza". Davanti alla complicità delle autorità greche, il parlamentare incalza l'Europa: "Come può accettare una simile violazione del diritto internazionale e della sovranità europea?"

Dall'inchiesta di Fanpage sembra emergere la complicità della Grecia nel sequestro della Flotilla da parte dell’Idf. Come commenta?

La Grecia è uno dei punti deboli della sovranità europea. Quando noi fummo attaccati nel settembre dello scorso anno dai droni eravamo a poche miglia da Creta. Io dissi subito che quei droni non potevano essere partiti da Israele. Eravamo a 650 miglia da Gaza. Posi il tema che probabilmente era partito da qualche Stato europeo. Non abbiamo mai avuto una risposta.  Come racconto nel mio libro (Flotilla in viaggio per Gaza, edito da Giunti), all'epoca il capogruppo di FdI al Senato Lucio Malan negò che i droni provenissero da Israele. Ma dall'altra parte, la destra italiana preferì far finta di nulla.

A quanto risulta, in questo caso, le autorità greche non solo sarebbero state messe al corrente dell’operazione da prima, ma l’avrebbero addirittura agevolata illuminando le imbarcazioni con i propri riflettori. 

Anche all'epoca fu molto singolare. Ricordo che quando riparammo in Grecia – eravamo in acque europee, la nostra barca era battente bandiera europea – nel primo porto fummo perquisiti dalla Guardia costiera greca, a Ierapetra. Questo significa che già all'epoca c'era un problema. Oggi questo viene ribadito in maniera chiara perché la Guardia costiera greca ha collaborato in maniera evidente con Israele per l'operazione illegale che è stata compiuta in acque Sar greche e in una condizione che ha violato la sovranità europea. Se uno guarda, il Paese che in questo momento ha più rapporti e relazioni economiche con Israele è la Grecia: dal punto di vista della collaborazione militare, della cyber security, degli interessi che riguardano il gas. È evidente che c'è stata una collaborazione esplicita.

L'abbordaggio è avvenuto a 4 miglia dalle coste di Creta. Sono acque in cui lo Stato greco esercita piena sovranità.

La domanda che mi pongo è: l'Europa che cosa dice alla Grecia e al suo governo sovranista? La Commissione europea che cosa fa? Può accettare che ci sia una tale violazione del diritto internazionale e della sovranità europea? Io credo che ci sia un'omissione generalizzata.

Al netto di qualche dichiarazione di condanna – tardiva nel caso per esempio dell'Italia – non ci sono state conseguenze per Israele. L'Europa è rimasta immobile. Com'è possibile?

Ieri finalmente è arrivata una mini sanzione verso tre coloni violenti. Come se ci fossero i coloni non violenti. Le colonie sono la violenza dell'occupazione illegale di Israele nei territori che le Nazioni Unite ritengono palestinesi. Il punto è sospendere l'accordo di cooperazione, cosa non è accaduta.

Continuiamo a ripetere che le azioni di Israele in acque internazionali sono illegali. Com’è possibile che il governo Netanyahu resti impunito?

Il governo Netanyahu resta impunito perché all'indomani di quello che è accaduto a noi a settembre e all'indomani della tregua sembrava che non fosse successo nulla. Tutti hanno fatto finta che quella tregua si chiamasse pace. In realtà ci troviamo di fronte a un genocidio a bassa intensità. Sono morte oltre 800 persone a Gaza, sono continuate le operazioni di insediamento in Cisgiordania. Non c'è un giornalista occidentale a cui è stato consentito di entrare a Gaza dopo 2 anni e mezzo a documentare quello che sta succedendo. Vengono ancora negati visti ai cooperanti, gli aiuti umanitari entrano a singhiozzo. Ad esempio, le 500 tonnellate di Music for Peace raccolte per la Flottila dopo 6 mesi sono ancora bloccate in Giordania. Ricordo una lettera di Elly Schlein, il 3 settembre, che chiedeva a Giorgia Meloni di intercedere insieme alle altre cancellerie europee per far arrivare quegli aiuti via mare. La premier rispose: "Dateli a noi e in poche ore li facciamo arrivare a Gaza". Sono sono passati 6 mesi, quegli aiuti non ci sono ancora.

Ora come intendete procedere? Porterete la questione in Parlamento? 

Dopo l'abbordaggio io ho depositato un'interrogazione in cui ho chiesto una cosa molto semplice: com'è possibile che si tolleri che vengano rapiti cittadini italiani ed europei su barche battenti bandiera italiana? Dieci anni fa, sulla vicenda dei due marò arrestati dalle autorità indiane in acque internazionali su una su una imbarcazione mercantile, Giorgia Meloni urlò al tradimento della patria perché il governo italiano non faceva abbastanza per farli ritornare in Italia. Dopo oltre 10 anni, evidentemente quel tradimento della patria non vale se si tratta di barche che portano aiuti umanitari. È un sovranismo asimmetrico.

Ora la Flotilla si prepara a ripartire per Gaza. Cosa dobbiamo aspettarci? 

Credo che se l'Europa vuole salvarsi l'anima, se vuole recuperare rispetto alla lesione delle sue acque e della sua sovranità  compiuta da Israele, deve mandare una scorta militare che accompagni gli attivisti fino a Gaza.

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