Sesamo nero tostato richiamato per presenza di aflatossina B1 oltre i limiti: avviso del Ministero della salute

Un lotto di sesamo nero tostato è stato richiamato dal commercio per possibile rischio chimico per i consumatori a causa della presenza di aflatossine oltre i limiti di legge nel prodotto. Lo ha annunciato il Ministero della Salute attraverso il proprio portale dedicato agli avvisi di sicurezza e ai richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori. Oggetto del ritiro dalla vendita è il sesamo nero tostato venduto a marchio Shirakiku.
Si tratta di un alimento importato dall'India dove viene prodotto dalla società Dhaval Agri Exports LLP nel proprio stabilimento di produzione che si trova a Bedi, nel distretto di Rajkot, nel Gujarat. Il sesamo viene importato in Europa invece dalla ditta NTC Wismettac Europe B.V e viene venduto anche in Italia in confezioni da 1 kg ciascuna.
Nel dettaglio, il richiamo riguarda il Lotto con numero DAE/RBSSR120825 e termine minimo di conservazione fissato al 17 agosto del 2026. Come spiega l'avviso di richiamo, datato 8 maggio ma pubblicato dal Ministero della Salute solo oggi, lunedì 11 maggio 2026, il richiamo del sesamo nero tostato è stato disposto in via precauzionale dallo stesso produttore a seguito di controlli che hanno rilevato un valore di aflatossina B1 superiore al limite massimo consentito dall'UE.
Nell'avviso si chiede ai commercianti di bloccare il prodotto identificandolo come non vendibile e sospenderne immediatamente la vendita attivando la contempo la procedura di richiamo. Ai consumatori che avessero già acquistato le confezioni con lotto in scadenza sopra riportate, l'avvertimento invece è di non consumare il prodotto e di riportarlo al punto vendita dove è stato acquistato.
Come spiega L'Efsa, l'autorità Europea per la sicurezza alimentare, l'aflatossina B1 è una delle micotossine più potenti in termini di genotossicità e cancerogenicità prodotta dai funghi Aspergillus flavus e parasiticus. Poiché le aflatossine sono note per le loro proprietà genotossiche e cancerogene, l'esposizione del consumatore tramite gli alimenti deve essere mantenuta quanto più bassa possibile.
