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Focolaio Hantavirus su nave da crociera

Campania, attivato protocollo operativo per Hantavirus Andes: il Cotugno centro di riferimento, più controlli in porti e aeroporti

Allertati medici di famiglia e pediatri che dovranno comunicare eventuali sintomi. Ci sarà più attenzione su su eventuali infestazioni di roditori in porti e aerporti.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Controlli rafforzati per l'Hantavirus Andes ai Porti di Napoli e Salerno e all'Aeroporto di Capodichino e Pontecagnano, vigilanza sulle segnalazioni di infestazioni da roditori, in particolare strutture sanitarie, aree portuali, aeroportuali e logistiche, magazzini, depositi, aree di stoccaggio rifiuti, ambienti di lavoro, strutture ricettive, mezzi di trasporto, luoghi di transito internazionale, stabulari, laboratori, allevamenti, punti vendita.

Dopo il focolaio da Andes Hantavirus collegato alla nave da crociera MV Hondius, con 8 casi di contagio, di cui 6 accertati e 3 morti, e la comunicazione arrivata sabato mattina, 9 maggio, dal Ministero della Salute, la Regione Campania emana il protocollo operativo per la sorveglianza epidemiologica, contact tracing, gestione dei casi sospetti, misure di prevenzione e controllo. Allertati medici di base e pediatri, che dovranno segnalare tempestivamente la comparsa di eventuali sintomi nei loro pazienti compatibili con un contagio. Per quanto riguarda gli spostamenti, non sono disposte restrizioni ai viaggi, al commercio o alle attività portuali, aeroportuali sulla base delle informazioni attualmente disponibili. Così come non c'è nessun allarme per gli animali domestici, come i criceti.

Ma la parola d'ordine è di non fare allarmismo. Il rischio di contagio è considerato molto basso dall'Oms, mentre sarebbe maggiore per passeggeri, equipaggio, contatti stretti e operatori eventualmente esposti senza adeguate protezioni. La Campania è interessata a seguito della comunicazione da parte del Ministero della Salute che una delle 4 persone presenti a bordo dell'aereo Klm del 26 aprile scorso, dove di trovava la donna 69enne olandese poi deceduta, era un cittadino campano. Si tratta, come anticipato ieri da Fanpage.it, di un giovane 24enne marittimo, di Torre del Greco, attualmente in quarantena fiduciaria a casa e asintomatico. L'uomo, è bene precisare, sarebbe stato a molti metri di distanza dalla donna e solo per un brevissimo periodo. Per cui, le possibilità di un contagio sono assai remote. Al primo tampone eseguito ieri, inoltre, è risultato negativo.

Cotugno centro di riferimento regionale per Hantavirus

La Campania, ad ogni modo, da sabato si è attivata fin da subito contattando tutte le istituzioni interessate: Asl, Ospedali, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Il centro di riferimento regionale in caso di positività all'Hantavirus viene individuato nell'ospedale Cotugno, afferente all'Ospedale dei Colli e specializzato nel trattamento delle malattie infettive. In caso di positività, la presa in carico del paziente avverrà nel giro di 24 ore. Ma al momento, come detto, si tratta di una possibilità molto remota.

Il protocollo operativo emanato dalla Regione prevede, in caso di comparsa di sintomi sospetti, la presa in carico del paziente immediata (comunque entro le 24 ore), da parte dell'Ospedale Cotugno sia di casi sospetti che confermati di Hantavirus Andes. Il protocollo si attiva esclusivamente in presenza di sintomatologia febbrile nel soggetto in sorveglianza. Senza febbre, il soggetto resta in isolamento a casa. Se compare la febbre, invece, viene attivato il protocollo.

Come funziona il protocollo in caso di febbre in Campania

Come funziona il protocollo? In caso di sintomi, il medico curante avvisa immediatamente l'Asl di competenza. Viene disposto il prelievo domiciliare urgente, che verrà eseguito con personale specializzato dotato di DPI completi, ossia tuta integrale, doppi guanti, mascherina FFP3 e visiera. È assolutamente vietato recarsi in ambulatorio o al pronto soccorso con mezzi propri.

I tamponi per verificare la positività all'Hantavirus verranno poi inviati ai laboratori BLS3 individuati, ossia l'INMI (Istituto Nazionale Malattie Infettive), l'Ospedale Sacco di Milano e l'Istituto Superiore di Sanità. Il tampone negativo va ripetuto dopo 48 ore. In caso sia positivo, invece, si attiva la catena di biocontenimento, con il trasporto del paziente con ambulanza MedEvac al pronto soccorso del Cotugno, che sarà preallertato.

Quali sono i sintomi dell'Hantavirus

L'Hantavirus ha un periodo di incubazione medio di 42 giorni. Quali sono i sintomi? Febbre pari o superiore a 38°C, anche recente, brividi, cefalea, vertigini, mialgie, astenia o malessere generale. Sintomi gastrointestinali quali nausea, vomito, diarrea o dolore addominale, tosse, dispnea, dolore toracico, difficoltà respiratoria, polmonite, ipossiemia o distress respiratorio, ipotensione, shock o rapido peggioramento del quadro respiratorio, anamnesi epidemiologica compatibile con esposizione a nave, volo, mezzo di trasporto, contatto stretto, area endemica o ambiente potenzialmente contaminato da roditori.

Come si trasmette il contagio

L’Andes virus è un Hantavirus zoonotico diffuso principalmente in alcune aree del Sud America. Gli Hantavirus sono ordinariamente trasmessi all’uomo attraverso l’esposizione, soprattutto per via inalatoria, ad aerosol generati da urine, feci o saliva di roditori infetti, ovvero per contatto diretto dei predetti escreti con mucose o cute lesionata, nonché mediante superfici o materiali contaminati. Per Andes virus è documentato, seppure raramente, la possibilità di trasmissione da persona a persona, di regola in presenza di contatti stretti e prolungati. Per questo motivo, non sono giustificate misure allarmistiche, restrizioni generalizzate o iniziative non proporzionate, anche con riguardo ai roditori detenuti come animali da compagnia.

Cosa deve fare il paziente

I pazienti con sospetta infezione dovranno indossare filtrante facciale di secondo livello se entrano in contatto con altre persone, essere tempestivamente isolati in ambiente idoneo e gestiti con percorsi separati, riducendo al minimo gli spostamenti non necessari all’interno della struttura. In caso di sospetta sindrome cardiopolmonare da Hantavirus, il paziente dovrà essere valutato tempestivamente in ambito ospedaliero.

Come si cura l'Hantavirus Andes

Non è disponibile, allo stato, una terapia antivirale specificamente approvata per la sindrome cardiopolmonare da Hantavirus. Gli antibiotici non sono indicati di routine nei casi confermati, salvo diversa valutazione clinica in fase diagnostica iniziale o in presenza di sospetta sovrainfezione batterica. La gestione clinica è prevalentemente di supporto e comprende, in base al quadro del paziente, monitoraggio clinico, respiratorio ed emodinamico ravvicinato;supporto ventilatorio e ossigenoterapia secondo necessità;attenta gestione dei fluidi;trattamento dello shock e supporto vasopressorio ove indicato;valutazione di supporto avanzato nei casi di insufficienza cardiopolmonare grave;gestione di eventuali complicanze renali.

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